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26 ottobre: save the date. Registi per un giorno insieme a Salvatores

Il primo film collettivo italiano realizzato su modello di Life in a day da un'idea di Ridley Scott. Tutti potranno filmare un momento della loro giornata e partecipare al film di montaggio diretto dal regista premio Oscar

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"PER ME è una sfida molto interessante" dice Gabriele Salvatores "perché non si perde lo sguardo d'autore ma è l'autore che si mette al servizio delle emozioni degli italiani". Il 26 ottobre 2013 è destinato a entrare nella storia del cinema e della Rai, il giorno in cui ogni italiano potrà essere anche regista. Il servizio pubblico, infatti, insieme alla Indiana Production ha scelto "un normale sabato di autunno" per il progetto Italy in a day-Un giorno da italiani, il primo film collettivo realizzato da tutti i cittadini che, armati di tablet, smartphone e videocamere, potranno girare un pezzo della loro vita quotidiana.
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La selezione dei materiali, il montaggio e la scelta delle storie, insomma la regia finale, è affidata al premio Oscar, che con queste schegge costruirà un vero e proprio film, di circa 90 minuti (che uscirà per un giorno nelle sale e sarà anche trasmesso su RaiDue) per restituire un'istantanea dell'Italia in un'epoca di forte cambiamento. Sul sito dell'iniziativa italyinaday.rai.it si possono trovare le indicazioni per partecipare a questo kolossal delle emozioni, che fotografa il Paese. "Che cosa ami?", "Di cosa hai paura?", "Qual è la tua Italia?": seguendo queste e altre domande come filo conduttore, chiunque può fermare il suo attimo fuggente. Il progetto riprende l'esperienza di Life in a day, ideata e realizzata dal regista Ridley Scott nel 2010, e seguita da Britain in day e Japan in a day, film collettivi girati in Gran Bretagna e Giappone che hanno avuto grande successo.

"È una grande responsabilità" commenta Salvatores "si dice sempre che il cinema dovrebbe raccontare le nostre vite. Per una volta chiediamo alla gente di non farsi dirigere da un regista ma di raccontarsi da soli: di essere un po' autarchici, come direbbe il mio amico Nanni Moretti, inviando impressioni, volti, panorami, anche quello che si vede dalla finestra di casa propria. Monteremo questo materiale tenendo presente da un lato le emozioni degli italiani rispetto ai loro sogni, le loro paure, le cose che gli fanno rabbia, e dall'altro lo scorrere del tempo dalla mezzanotte del 25 alla mezzanotte del 26 ottobre... Insomma, il senso che cerchiamo sarà un po' quello della celebre frase di Meior Shalev: "Gli uomini fanno progetti e gli dei sorridono"...".
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Il docufilm coinvolgerà tutti i pezzi del paese: ospedali, carceri, scuole, piazze, e anche gli italiani all'estero, a partire dai militari che sono impegnati nelle missioni, fino ad arrivare nello spazio con l'astronauta Luca Parmitano. "Vorremmo avere le immagini dei primi nati del 26 ottobre" dice Salvatores "sarà uno strabiliante esperimento democratico di cinema del presente: raccoglieremo milioni di sguardi, vite, punti di vista, per scomporli, ricomporli, orchestrarli sull'ossatura cronologica delle 24 ore: una sinfonia d'immagini. Italy in a day è un racconto contemporaneo, al passo coi cambiamenti della comunicazione e delle tecnologie. È un progetto che va oltre la cinematografia e il documentario, ne ho avvertito subito l'alto potenziale creativo, innovativo e perfino sociale".

Non è escluso che possa esserci anche l'attimo fuggente del regista: quale momento sceglierebbe? "Adoro le ore del tramonto, quelle del passaggio dal giorno alla notte, quando sei solo con i tuoi problemi... Un attimo sospeso prima che arrivino i sogni". Massima libertà per tutti, ma se arrivassero immagini violente o razziste? "Fatto salvo il fatto che Salvatores lavorerà in piena autonomia, spero che la Rai non si trovi a trasmettere mai immagini violente o di razzismo" dice il direttore generale Luigi Gubitosi "valgono le regole che valgono per tutte le trasmissioni". E se qualcuno, come accadrà per una nascita, filmasse la fine di una vita? "Sceglierà Salvatores ma mi darebbe meno fastidio del razzismo, sebbene dipenderà molto da come eventualmente verrà raccontata. Peccato - chiosa - che abbiano scelto il sabato come giorno: non potrò partecipare inviando le immagini del consiglio d'amministrazione, che di sabato non si riunisce. Altrimenti ne avrei filmato uno, e allora sì, che, come dice Salvatores "gli Dei sorriderebbero"".