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Josh Hutcherson, divo all'ombra di Jennifer: "Scusatemi, io non sono un eroe"

L'attore, che in "Hunger Games" interpreta il panettiere Peeta, in America è l'idolo delle ragazzine. Ma confessa: "Io mi sento un figlio del Kentucky, Los Angeles è il posto più effimero al mondo"
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HA DECISO che sarebbe diventato un attore quando aveva quattro anni, Josh Hutcherson. Ora ne ha venti e tutto il mondo degli adolescenti lo conosce come il panettiere Peeta di Hunger Games, l'innamorato per finta di Katniss, il Tributo del dodicesimo distretto che l'affianca nel reality mortale. La presenza di Josh, sul tappeto rosso all'ultimo Festival di Roma all'anteprima per La ragazza di fuoco, è stata un po' eclissata dalla coetanea premio Oscar Jennifer Lawrence e dal più prestante comprimario Liam Hemsworth, ma l'attore americano ha un buon seguito di ragazzine, soprattutto negli Stati Uniti, che sono cresciute guardando i suoi film anno dopo anno.

Perché il bimbetto di Union, Kentuky, quando ha deciso che sarebbe diventato un attore ha mobilitato la famiglia. La madre e il padre, impiegati, si sono trasferiti a Los Angeles con il giovane Joshua Ryan che ha debuttato sul grande schermo a dieci anni, nel 2002. Nel film tv House Blend e in un episodio di E.R…
HA DECISO che sarebbe diventato un attore quando aveva quattro anni, Josh Hutcherson. Ora ne ha venti e tutto il mondo degli adolescenti lo conosce come il panettiere Peeta di Hunger Games, l'innamorato per finta di Katniss, il Tributo del dodicesimo distretto che l'affianca nel reality mortale. La presenza di Josh, sul tappeto rosso all'ultimo Festival di Roma all'anteprima per La ragazza di fuoco, è stata un po' eclissata dalla coetanea premio Oscar Jennifer Lawrence e dal più prestante comprimario Liam Hemsworth, ma l'attore americano ha un buon seguito di ragazzine, soprattutto negli Stati Uniti, che sono cresciute guardando i suoi film anno dopo anno.

Perché il bimbetto di Union, Kentuky, quando ha deciso che sarebbe diventato un attore ha mobilitato la famiglia. La madre e il padre, impiegati, si sono trasferiti a Los Angeles con il giovane Joshua Ryan che ha debuttato sul grande schermo a dieci anni, nel 2002. Nel film tv House Blend e in un episodio di E.R. - Medici in prima linea. "Mi considero un figlio del Kentucky", ha detto a Roma, "un luogo dove per molti aspetti la vita è più essenziale e meno superficiale di Hollywood. In effetti Los Angeles è uno dei posti più effimeri al mondo. Perciò le radici mi aiutano, mi salvano, mi ricordano da dove vengo e quali sono le cose importanti. Certo dei miei posti conservo una visone del mondo un po' vecchio stile, un certo modo di giudicare le persone e le cose in bianco e nero". Le radici di campagna lo hanno fatto subito innamorare del mite Peeta, ha fatto il diavolo a quattro per avere il ruolo di innamorato finto (ma lui lo è per davvero) della guerriera Katniss. "Ho letto il libro appena uscito, mi sono ritrovato subito nel personaggio di Peeta. Mi piace la sua lealtà, il suo voler restare fedele a se stesso. Ed è anche un buon comunicatore, qualità che io nella vita ho fortunatamente ereditato dalla mia mamma",

Nei confronti della sensualissima Jennifer Lawrence invece dice di "provare quel sentimento di affettuoso fastidio che si prova verso una sorella, sul set ci siamo fatti ogni possibile scherzo". Del personaggio di lei invece dice che "è impossibile non essere attratti da una come Katniss, anche se forse nella vita reale vorrei accanto una persona più tranquilla". Ad aggiudicarsi il ruolo, nel quale non lo vedevano molti dei fan della saga letteraria, è stato il suo curriculum imponente, data anche la giovane età. Dopo il debutto televisivo è arrivato il cinema. Nel 2003 ci sono stati American Splendor, I cani dei miracoli, Wilder Days. Due anni dopo il grande salto: Derb in famiglia, il doppiaggio in Il castello errante di Howl, e poi Innamorarsi a Manhattan, una storia d'amore tra due ragazzini, e Zathura, un'avventura spaziale. I critici lo hanno notato, il pubblico dei bimbi è cresciuto con lui, film dopo film.

Non che Josh sia cresciuto moltissimo. È rimasto piccolo di statura, è la prima cosa che ti colpisce quando lo incontri, all'Hotel De Russie, al centro di Roma. Maglietta a maniche corte e faccetta lentigginosa, sembra più giovane dei suoi odierni 21 anni. Ma il fisico è atletico: "Pratico molti sport, basket, calcio, golf. Mi aiutano a sfogare la competitività, così evito di trasferirla nel lavoro: se non mi prendono a un provino non ne faccio una tragedia".

Sportivo, ma anche accanito lettore "e in ogni romanzo che leggo mi immedesimo, mi vedo fisicamente nei panni del personaggio", nelle ultime stagioni ha alternato blockbuster ispirati liberamente a Giulio Verne come Viaggio al centro della terra 3D, ormai una saga, perché poi c'è stato Viaggio nell'isola misteriosa ed è in preparazione il Viaggio 3: dalla terra alla luna, a opere indipendenti come I ragazzi stanno bene.

Serafico ed entusiasta, confessa di non subire troppo la pressione da fama: "È una conseguenza del mestiere che ho scelto, e la accetto. L'unica cosa che un po' mi inquieta è il fatto che tutti sanno tutto di me. Capita che incontri qualcuno, e non sai nulla di questa persona, mentre l'altro conosce la tua vita al dettaglio. Non è sempre una sensazione piacevole".