Spettacoli

"The Butler", la storia d'America con gli occhi di un maggiordomo

Uscirà in Italia il primo gennaio il film diretto da Lee Daniels che racconta la storia (vera) dell'uomo di colore che lavorò alla Casa Bianca dal 1957 al 1986, al servizio di sette presidenti degli Stati Uniti. Protagonista Forrest Whitaker, nel cast anche Oprah Winfrey. Repubblica.it vi propone una clip in anteprima

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ANNO 1926, stato della Georgia. Il giovane Cecil Gaines assiste inerme alla morte del padre, ucciso a sangue freddo dal crudele padrone bianco che aveva aggredito la madre. Il ragazzo viene preso in custodia dall'anziano padrone, la signora Westfall, interpretata da Vanessa Redgrave, che lo istruisce per diventare un domestico. Cresciuto Cecil, per evitare di finire come il padre, decide di partire per il mondo e, affinando le sua competenze da domestico, riuscirà a ottenere il primo impiego in un albergo lussuoso di Washington, che gli aprirà la possibilità di entrare poi come maggiordomo nella Casa Bianca.
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The Butler - Un maggiordomo alla casa bianca (in sala il primo gennaio) è un dramma che racconta una grande fetta di storia degli Stati Uniti dal punto di vista del maggiordomo: tratto da una storia incredibile quanto vera di Eugene Allen (nel film diventa Cecil Gaines) che fu maggiordomo alla Casa Bianca dal 1957 al 1986. Trent'anni al servizio di sette presidente degli Stati Uniti, da Harry Truman a Ronald Regan, fino all'insediamento di Barack Obama.

Firmato da Lee Daniels, già regista dell'apprezzato Precious (e del molto meno apprezzato Paper Boy) il film ha incassato in patria 115 milioni di dollari (ne è costato 30), surclassando l'ottimo rivale 12 years a slave, con quale si ritroverà a gareggiare in vista della corsa agli Oscar.

Attraverso la storia di questo mite e dignitoso Forrest Gump in versione afroamericana, l'idea è quella di ripercorrere, rileggere settant'anni di storia e soprattutto di battaglie per i diritti civili. Dai campi di cotone, sudore e sangue e le incursioni del Ku Klux Klan, agli omicidi di John F. Kennedy e Martin Luther King, dai movimenti pacifisti dei Freedom Riders a quelli più violenti delle Pantere Nere. Daniels sceglie per il film due chiavi di lettura, due diversi atteggiamenti rispetto alla storia che si è dipanata negli ultimi cinquant'anni. Da una parte il protagonista che in trent'anni di onorabile e impeccabile servizio riesce a cancellare gli stereotipi del razzismo all'interno dello Studio Ovale. Dall'altra c'è il figlio ribelle e pronto a combattere il proprio paese in tutte le ingiustizie: a ricordare che i diritti dei neri sono stati conquistati solo di recente, dopo una battaglia in cui a cadere sono stati in tanti.

Tra i punti di forza del film, prodotto dalla potente Miramax, c'è il cast. Forrest Withaker, ottimo come al solito, affiancato da una grande Oprah Winfrey, pronta a una nuova probabile candidatura all'Oscar dopo quella ottenuta per Il colore viola di Spielberg: interpreta Gloria, la moglie di Cecil, alle prese con il problema dell'alcol e il sentirsi trascurata da un marito fin troppo dedito al servizio della first family. Spiccano anche Guba Gooding Jr., Terrence Howard, Lenny Kravitz e Mariah Carey (che insieme a Oprah Winfrey aveva prodotto Precious),
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Lussuoso il cast scelto per i ruoli, a volte poco più di un cameo, dei presidenti e delle loro consorti. John Cusack è Richard Nixon, James Mardsen è John Kennedy (la cui morte spezza il cuore di Cecil) Liev Schreiber è Lyndon B. Johnson, Robin Williams è Dwight Eisenhower.

La coppia più controversa è quella formata dal britannico Alan Rickman-Ronald Reagan e Jane Fonda-Nancy Reagan: molti repubblicani e il biografo di Reagan hanno attaccato il film perché dipingerebbe l'ex presidente come un razzista quando invece non lo era, mentre Hanoi-Jane nel ruolo di Nancy invita la coppia di maggiordomi a una cena ufficale non per affetto ma motivi d'immagine mettendoli, unici invitati afroamericani, in imbarazzo.