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"American Hustle"fa il pieno di nomination ai Golden Globe. Russell: "Per i miei attori da Oscar ruoli su misura"

Il regista di "Il lato positivo" (quattro attori candidati alla statuetta, tra cui Jennifer Lawrence che l'ha vinta) ama valorizzare gli interpreti. Nel cast Christian Bale, Amy Adams, Bradley Cooper, la Lawrence e De Niro: "I miei nonni erano calabresi, conosco bene gli italoamericani"

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CON IL SUO ultimo film, Il lato positivo, David O. Russell ha ottenuto un risultato straordinario, portando quattro attori alla candidatura per l'Oscar: erano trent'anni che un film non aveva i propri attori nominati in tutte le categorie. E Jennifer Lawrence ha poi effettivamente portato a casa la statuetta, come era accaduto a Christian Bale e Melissa Leo nel suo film precedente, The Fighter. E adesso, con il nuovo American Hustle- L'apparenza inganna la sensazione è che il prodigio possa ripetersi visto che il suo film, nella categoria commedie, ha ottenuto sette di nomination ai Golden Globe, i premi della stampa estera a Hollywood, storica indicazione di come possono andare le cose nella notte delle stelle.
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"Io scrivo personaggi pensando ai miei attori affinché possano dare il meglio, possano mostrare quello che ancora non conosciamo di loro, possano essere belli, intelligenti, da spezzare il cuore come mai lo sono stati in nessun altro film", spiegato il regista, a Roma, durante l'incontro con la stampa. "I miei attori conoscono me e i miei film, sanno cosa ho vissuto, conoscono il mio percorso e sanno che la mia esperienza mi ha portato ad essere umile e a fare un cinema che crede nei personaggi e nel budget basso".
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La sua filmografia può essere facilmente divisa in un prima e in dopo. Al "prima" appartengono Three Kings con George Clooney o il corale I Heart Huckabees, al dopo i film pluricandidati agli Oscar. "Cosa mi è accaduto? Non ho fatto film per sei anni, anni che ho impiegato ad occuparmi di mio figlio, che soffre di un disturbo bipolare, a trovare la scuola adatta a lui, la musica adatta a lui. Li ho trascorsi divorziando e andando in bancarotta. La vita mi ha trasformato e mi ha cambiato anche come regista". Rendendolo migliore, possiamo facilmente aggiungere.

Con American Hustle, Russell racconta una pagina di storia americana, lo scandalo Absam degli anni Settanta, iniziato come un'operazione sotto copertura condotta dall'FBI per arrestare una serie di colletti bianchi e politici corrotti. A questa operazione parteciparono due truffatori di professione incastrati dall'FBI e convinti a collaborare con loro. Sono Irving e Sydney interpretati da Bale e Amy Adams, mentre Bradley Cooper interpreta l'agente che ideò l'operazione e Jennifer Lawrence la moglie di Irving, una donna instabile che rischia di far saltare più volte il piano. Ma al di là della vicenda storica (eloquente il cartello iniziale, "alcuni dei fatti raccontati in questo film sono reali") al regista premeva raccontare "una storia di sopravvivenza, umanità, capacità di reinventarsi": "Non mi interessava parlare di truffatori cinici o avidi, ma mi premeva raccontare personaggi che si ritrovano a fare i conti con la propria identità, con le loro passioni. Al cinema non è difficile raccontare la sofferenza, ciò che è difficile è rappresentare i personaggi al di fuori di categorie determinate".

Tra i personaggi che in vari suoi film sono riusciti ad uscire da queste categorie ci sono gli italoamericani, in questo film incarnati dal personaggio di Robert De Niro, un mafioso colto che parla l'arabo. "I miei nonni erano calabresi - rivela Russell - mia madre era una cattolica di origine italiana che ha sposato un ebreo di origine russa. Gli italoamericani li conosco, ho passato gran parte della mia vita ad osservare questa gente. I miei familiari sono sparsi nei cinque quartieri di New York, le loro storie sono per me uno scrigno di tesori a cui attingere le mie sceneggiature".