Carrie e le altre: quelle ragazze fanno paura
Chiara Ugolini, <em class="author">CHIARA UGOLINI<br /></em>In sala il 16 gennaio il remake del film di Brian De Palma. A quarant'anni dall'esordio folgorante di Stephen King, l'uscita è occasione per guardare al lungo elenco di figure femminili che hanno popolato gli horror, quasi sempre emarginate in cerca di vendetta
TALVOLTA sono orfane, altre volte emarginate, quasi sempre incomprese, spesso oggetto di violenza. Le ragazze da horror corrispondono quasi sempre all'identikit della vittima che si trasforma in carnefice, della giovane che, dopo aver a lungo sopportato, all'improvviso esplode e fa una carneficina. Il 16 gennaio arriva nelle sale italiane Lo sguardo di Satana - Carrie, il film della regista Kimberley Peirce (Boys don't cry), remake del classico di Brian De Palma dal primo romanzo di Stephen King che quest'anno compie quarant'anni. Ma sono tante al cinema le figure di bambine e ragazze che nel paranormale (e nel sangue) trovano il loro strumento di riscatto.
La storia è ancora attuale e tocca i temi dell'adolescenza difficile, del bullismo, delle umiliazioni che tanti ragazzini sono costretti a subire. Carrie è una timida teenager maltrattata dai compagni di scuola che la prendono in giro per i vestiti brutti, i riflessi lenti e il poco spirito. È oppressa da una ma…
La storia è ancora attuale e tocca i temi dell'adolescenza difficile, del bullismo, delle umiliazioni che tanti ragazzini sono costretti a subire. Carrie è una timida teenager maltrattata dai compagni di scuola che la prendono in giro per i vestiti brutti, i riflessi lenti e il poco spirito. È oppressa da una ma…
TALVOLTA sono orfane, altre volte emarginate, quasi sempre incomprese, spesso oggetto di violenza. Le ragazze da horror corrispondono quasi sempre all'identikit della vittima che si trasforma in carnefice, della giovane che, dopo aver a lungo sopportato, all'improvviso esplode e fa una carneficina. Il 16 gennaio arriva nelle sale italiane Lo sguardo di Satana - Carrie, il film della regista Kimberley Peirce (Boys don't cry), remake del classico di Brian De Palma dal primo romanzo di Stephen King che quest'anno compie quarant'anni. Ma sono tante al cinema le figure di bambine e ragazze che nel paranormale (e nel sangue) trovano il loro strumento di riscatto.
La storia è ancora attuale e tocca i temi dell'adolescenza difficile, del bullismo, delle umiliazioni che tanti ragazzini sono costretti a subire. Carrie è una timida teenager maltrattata dai compagni di scuola che la prendono in giro per i vestiti brutti, i riflessi lenti e il poco spirito. È oppressa da una madre, fanatica religiosa, che la costringe a pratiche di costrizione. Carrie, però, sa far muovere le cose. "Piccoli oggetti, come le biglie, iniziano a danzare nell'aria. Oppure una candela cade. Una porta si chiude. Questo è il suo gioco, il suo potere, il suo peccato, fermamente represso come tutto il resto": così la descrive il maestro King nella sua prima prova che lo ha consacrato maestro della tensione. Un'estrema e ultima umiliazione innescherà in lei una vendetta senza precedenti.
Quarant'anni dopo il film di De Palma, la sedicenne Chloe Moretz (che ha già abituato il suo pubblico a ruoli forti con Amityville Horror e Blood Story) riprende il ruolo che fu di Sissy Spacek e che sente vicino: "Ho vissuto esperienze simili. Le sto ancora vivendo, quindi per me è stato naturale interpretare questo ruolo". Il disagio che prova, la sua condizione di outsider hanno conseguenze estreme e letali per via dei suoi "poteri", ma i suoi sentimenti non sono tanto diversi da quelli di tanti ragazzi che soffrono il passaggio dall'adolescenza alla giovinezza.
D'altronde il cinema horror è popolato da molte figure di bambine e ragazze che, vittime di qualche sopruso, trovano nel paranormale il proprio strumento di rivalsa. Così è per Samara, la protagonista della saga giapponese Ringu (poi rifatta in America da Gore Verbinsky The ring), una bambina abitata da uno spirito malvagio, abbandonata dalla madre naturale, gettata sul fondo di un pozzo dalla madre adottiva. Uccise dal proprio padre sono anche le gemelle Grady di Shining (altro film nato dalla penna di King), le bambine che il piccolo Danny vede nel corridoio dell'Overlook Hotel e che non trovano pace dopo che il loro padre, il guardiano dell'albergo Delbert Grady ha sterminato la famiglia con un'ascia.
Tra le ragazze da brividi non si possono dimenticare: la vampira dodicenne Abby di Blood Story (sempre la Moretz); Karen, la bambina diventata zombie ne La notte dei morti viventi; la piccola Carol Ann Freelings in Poltergeist che le presenze demoniache hanno "rapito" per vendicarsi di chi ha costruito una casa sopra un cimitero abbandonato. E infine, naturalmente, Regan MacNeil, figlia dodicenne di un’attrice divorziata, posseduta dal demonio nella pellicola culto di William Friedkin L'esorcista, che a quarant'anni dall'uscita rimane tra i personaggi più spaventosi della storia del cinema horror.
La storia è ancora attuale e tocca i temi dell'adolescenza difficile, del bullismo, delle umiliazioni che tanti ragazzini sono costretti a subire. Carrie è una timida teenager maltrattata dai compagni di scuola che la prendono in giro per i vestiti brutti, i riflessi lenti e il poco spirito. È oppressa da una madre, fanatica religiosa, che la costringe a pratiche di costrizione. Carrie, però, sa far muovere le cose. "Piccoli oggetti, come le biglie, iniziano a danzare nell'aria. Oppure una candela cade. Una porta si chiude. Questo è il suo gioco, il suo potere, il suo peccato, fermamente represso come tutto il resto": così la descrive il maestro King nella sua prima prova che lo ha consacrato maestro della tensione. Un'estrema e ultima umiliazione innescherà in lei una vendetta senza precedenti.
Quarant'anni dopo il film di De Palma, la sedicenne Chloe Moretz (che ha già abituato il suo pubblico a ruoli forti con Amityville Horror e Blood Story) riprende il ruolo che fu di Sissy Spacek e che sente vicino: "Ho vissuto esperienze simili. Le sto ancora vivendo, quindi per me è stato naturale interpretare questo ruolo". Il disagio che prova, la sua condizione di outsider hanno conseguenze estreme e letali per via dei suoi "poteri", ma i suoi sentimenti non sono tanto diversi da quelli di tanti ragazzi che soffrono il passaggio dall'adolescenza alla giovinezza.
D'altronde il cinema horror è popolato da molte figure di bambine e ragazze che, vittime di qualche sopruso, trovano nel paranormale il proprio strumento di rivalsa. Così è per Samara, la protagonista della saga giapponese Ringu (poi rifatta in America da Gore Verbinsky The ring), una bambina abitata da uno spirito malvagio, abbandonata dalla madre naturale, gettata sul fondo di un pozzo dalla madre adottiva. Uccise dal proprio padre sono anche le gemelle Grady di Shining (altro film nato dalla penna di King), le bambine che il piccolo Danny vede nel corridoio dell'Overlook Hotel e che non trovano pace dopo che il loro padre, il guardiano dell'albergo Delbert Grady ha sterminato la famiglia con un'ascia.
Tra le ragazze da brividi non si possono dimenticare: la vampira dodicenne Abby di Blood Story (sempre la Moretz); Karen, la bambina diventata zombie ne La notte dei morti viventi; la piccola Carol Ann Freelings in Poltergeist che le presenze demoniache hanno "rapito" per vendicarsi di chi ha costruito una casa sopra un cimitero abbandonato. E infine, naturalmente, Regan MacNeil, figlia dodicenne di un’attrice divorziata, posseduta dal demonio nella pellicola culto di William Friedkin L'esorcista, che a quarant'anni dall'uscita rimane tra i personaggi più spaventosi della storia del cinema horror.