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Amy Adams, dai provini alla Tootsie al Globe. Un mix vincente di grinta e sex appeal

L'attrice americana, nata in Italia da un padre militare, ha vinto il premio come miglior attrice di commedia per "American Hustle" ancora nelle sale

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Come fidanzata di un truffatore è irresistibile: look anni 70, gran chioma rossa, in American Hustle  -  L'apparenza inganna di David O. Russell, Amy Adams tira fuori una carica sexy che ha conquistato il pubblico. È l'attrice del momento, "una principessa" come ha scritto il New York Times "che ha trovato il suo lato oscuro".

E arrivano i riconoscimenti ufficiali: ai Golden Globe è stata premiata come miglior attrice di commedia. Per il gala ha scelto un abito dalla profonda scollatura, in due sfumature di rosso, firmato Valentino che ricordava i vestiti in perfetto stile anni 70 sfoggiati dal suo personaggio, la pestifera Sydney, in American Hustle: per il film di Russell, che ha ricevuto il Golden Globe come miglior regista, un trionfo. È stata premiata anche l'altra interprete, Jennifer Lawrence, come miglior attrice non protagonista.
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La commedia è una storia di grandi imbrogli, corruzione politica, amori difficili, sconfitte e rinascite, prendendo spunto da uno dei più grandi scandali degli anni '70, nato dall'operazione Abscam messa in piedi dall'Fbi. Irving Rosenfeld (Christian Bale) è un abilissimo truffatore sposato con Rosalyn (Jennifer Lawrence), convinto di aver trovato l'anima gemella nella complice Sydney Prosser (Amy Adams). I due però vengono beccati dall'ambizioso agente dell'Fbi Richie DiMaso (Bradley Cooper), che li arruola per un'operazione sotto copertura per smascherare una rete di corrotti che coinvolge il politico Carmine Polito (Jeremy Renner). Nel film le due attrici si scambiano un bacio che ha fatto molto parlare. "Jennifer ha fatto un ottimo lavoro, è stata molto credibile. E ha delle labbra davvero soffici", ha raccontato la Adams "Dopo il nostro primo bacio avevo il suo rossetto tutto intorno alla mia bocca. Non è un bacio lascivo e sensuale tra due donne, ma un mezzo che il suo personaggio usa per ottenere il controllo della situazione".
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Bale "un attore meraviglioso", spiega l'attrice, ha costruito il suo truffatore anche fisicamente, ingrassando parecchi chili. "Mangiava sandwich col bacon la mattina" ricorda la Adams "io mi concedevo solo chiare d'uovo per poter entrare in quei meravigliosi costumi anni 70. Dicono tutti che sono sexy... Mi fanno piacere i complimenti, ma Sydney è una versione idealizzata di me. Insieme stiamo bene: io e Christian siamo un po' come Bonnie e Clyde".

Trentanove anni, Amy Adams è nata in Italia da genitori americani; il padre era un militare delle United States Army di stanza alla Caserma Ederle di Vicenza. Proviene da una famiglia mormone composta da sette figli, ha passato i primi anni della sua infanzia ad Aviano, e in ricordo di quel periodo, ha chiamato la figlia Aviana.

Una carriera irresistibile, dal film Bella da morire, alle serie televisive come Streghe, Buffy l'ammazzavampiri, That '70s Show e Smallville nel 2000 recita in Cruel Intentions 2, mentre nel 2002 ottiene il suo primo ruolo di una certa importanza in Prova a prendermi di Spielberg. In Come d'incanto della Disney è una principessa delle favole catapultata a New York che incontra il suo principe: Patrick Dempsey.

Nora Ephorn la sceglie per Julie & Julia accanto a Meryl Streep. Ha interpretato il ruolo di Lois Lane nel film L'uomo d'acciaio diretto da Zack Snyder. Per i film Junebug, Il dubbio (ancora accanto alla Streep), The Fighter e The Master è stata candidata nel 2006, 2009, 2011 e 2013 all'Oscar come migliore attrice non protagonista.

"Sono una perfezionista" ha raccontato "mai soddisfatta fino in fondo. I miei inizi difficili mi hanno molto indurito. Troppe porte in faccia. Ha presente Tootsie? Non andavo mai bene a nessuno. Sempre troppo alta o troppo bassa, troppo giovane o troppo vecchia, troppa bionda o non abbastanza. Ma non mollavo. Una volta sono andata al provino per il personaggio di una prostituta afro-americana".

La tenacia è stata premiata. Il Golden Globe arriva al momento giusto, ma la svolta, ha raccontato l'attrice, "è avvenuta a 30 anni quando ho capito che anche dai piccoli cambiamenti si fanno grandi cambiamenti. Dovevo prima di tutto credere in me stessa: come attrice penso che il mio compito sia rendere tutto reale". Ha interpretato spesso donne forti, ma rivela, "i sentimenti e l'emotività nella mia vita hanno il sopravvento. A volte mi sento frustrata, ma sono orgogliosa di essere una donna. Preferisco, comunque, passare per una strega piuttosto che darmi per vinta". Ha lavorato con registi di grande personalità, da Anderson a Nora Ephron ("una donna speciale, capace di mettere passione nelle cose che faceva e di contagiarti con un calore umano davvero unico") a Clint Eastwood che l'ha diretta in Di nuovo in gioco. "Clint è mezzo metro più alto di me. Quando ho girato la prima scena dovevo affrontarlo con durezza. Per entrare nella parte l'ho evitato per l'intera giornata: se gli avessi parlato mi avrebbe affascinata e come sarei riuscita a girare quella scena?".