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Sul campo combattono il terrore. E quando arrivano in sala, sbancano: sono i Navy Seals

Nel primo weekend in Usa, "Lone Survivor" con Wahlberg, Hirsch e Bana ha avuto il secondo miglior esordio di sempre. E conferma il successo di un genere che ha celebrato le forze speciali d'elite della Marina facendo anche propaganda
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"L'unico giorno facile era ieri". È il motto con il quale si svegliano i Navy Seals, le forze speciali d'élite della Marina degli Stati Uniti, un mix micidiale di testosterone, tattica e tecnologia. Sono loro i trionfatori nel primo weekend cinematografico di uscita, avendo avuto la meglio su Hercules - La leggenda ha inizio e fatto mangiare polvere a Leonardo Di Caprio. A sbancare il box office a stelle a strisce è stato il film Lone Survivor di Peter Berg, ispirato alla vera storia dell'operazione Red Wings, durante la quale nel 2005 sulle montagne dell'Afghanistan persero la vita 19 soldati americani, accerchiati dai Talebani in un'imboscata.

E mentre in Italia uscirà il 20 febbraio e sarà distribuito dalla Universal, negli Stati Uniti, nel suo primo weekend di distribuzione, ha superato ogni più rosea previsione portando a casa oltre 38 milioni di dollari, superando il cartone Frozen della Disney e The Wolf of Wall Street di Marti…
"L'unico giorno facile era ieri". È il motto con il quale si svegliano i Navy Seals, le forze speciali d'élite della Marina degli Stati Uniti, un mix micidiale di testosterone, tattica e tecnologia. Sono loro i trionfatori nel primo weekend cinematografico di uscita, avendo avuto la meglio su Hercules - La leggenda ha inizio e fatto mangiare polvere a Leonardo Di Caprio. A sbancare il box office a stelle a strisce è stato il film Lone Survivor di Peter Berg, ispirato alla vera storia dell'operazione Red Wings, durante la quale nel 2005 sulle montagne dell'Afghanistan persero la vita 19 soldati americani, accerchiati dai Talebani in un'imboscata.

E mentre in Italia uscirà il 20 febbraio e sarà distribuito dalla Universal, negli Stati Uniti, nel suo primo weekend di distribuzione, ha superato ogni più rosea previsione portando a casa oltre 38 milioni di dollari, superando il cartone Frozen della Disney e The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese. Si tratta del secondo miglior weekend d'esordio di sempre (dopo Cloverfield, con 40 milioni di dollari), per un film uscito a gennaio, periodo notoriamente fiacco in Usa sul fronte degli incassi. Non vi aspettate un concentrato di muscoli e proiettili, Lone Survivor rappresenta l'eccezione alla regola. Ottimo infatti è stato il responso critico alle gesta del team composto da Mark Wahlberg, Eric Bana ed Emile Hirsch. Il suo "cinemascore" è A+ mentre la percentuale sul sito Rotten Tomatoes è del 73%, un risultato invidiabile per un film del genere, tanto che il settimanale Variety lo ha definito "la rappresentazione più intensa ed estenuante di soldati americani in combattimento dai tempi di Black Hawk Down".

Un reparto speciale anche a Hollywood. Cinematografici sia quando sono in azione che quando si impegnano nel loro terribile addestramento, i Navy Seals già dalla nascita sono dei "true American heroes", il nome "Seal" è un acronimo: sta per Sea, Air and Land (mare, aria e terra). Battezzati nel 1961 da John Fitzgerald Kennedy, il loro compito è svolgere operazioni non convenzionali in tutto il globlo. Eppure bisogna attendere la fine della Guerra Fredda per vedere sul grande schermo un Navy Seal: Hollywood li trasforma in un miniesercito 2.0 a caccia non di russi, ma di terroristi. È Charlie Sheen ad interpretare uno di loro nel film del 1990 Navy Seals  -  Pagati per morire. Nel 1997 in Soldato Jane la muscolosa Demi Moore è la prima donna a fare domanda di ammissione al gruppo d'élite. Per lei capelli a zero e un durissimo training durante la "hell week" (settimana d'inferno) quando i candidati dormono per quattro ore, percorrono più di 200 miglia e si alleno per 20 ore al giorno.

Ma è in seguito agli attentati dell'11 settembre 2001 e con la successiva Guerra al Terrore che i Navy Seals incarnano l'idea dei patrioti americani al fronte. Addirittura il cinema si trasforma e da mezzo di divertimento diventa un canale promozionale. Infatti, proprio con l'obiettivo di reclutare nuovi Seals, la Marina americana collabora attivamente al film Act of Valor del 2012, facendolo interpretare da veri Seals, che maneggiano vere armi. Prodotto dalla Relativity Media, il film si è rilevato un discreto successo guadagnando 70 milioni di dollari a fronte di un budget di 15. Eppure la massima popolarità viene raggiunta il 2 maggio 2011 con la cattura di Osama Bin Laden nel compound pakistano di Abbottabad. Un successo militare e politico trasposto al cinema da due film: il celebrativo Code Name: Geronimo e l'intrigante e oscuro Zero Dark Thirty di Katherine Bigelow. Nella esemplare operazione per stanare Bin Laden, una maledizione sembra colpire il celebre "Team Six" dei Navy Selas: dei 25 membri che presero parte all'operazione, solo 2 sarebbero rimasti in vita. Tutti gli altri sono rimasti uccisi in un incidente d'elicottero a pochi mesi di distanza, uno di loro è morto a causa di un banale lancio con il paracadute lo scorso marzo.
 
Non solo cinema, anche videogiochi. Oltre che sul grande schermo, negli anni 90 i Navy Seals sono i protagonisti del romanzo Rainbow Six di Tom Clancy. Pubblicato nel 1998, ha avuto una fortunata serie anche in videogiochi, a cavallo dei due secoli. Ma è con gli sparatutto di Call of Duty - Modern Warfare che i Seals irrompono nelle case e diventano un'icona pop della cultura americana. Tra mouse e joypad, ecco sugli schermi un profluvio di visori notturni, silenziatori e mirini laser. Un'icona che genera un fiume di denaro: nel 2011 Call of Duty - Modern Warfare 3 ha venduto oltre 20 milioni di pezzi e generato incassi per 400 milioni di dollari già nelle prime ventiquattro ore.

Solo sul piccolo schermo i Navy Seals non hanno ancora colpito il segno. Sono stati protagonisti della serie della ABC Last Resort andata in onda nel 2012 e subito cancellata dopo la prima stagione. Per il resto quasi folcloristiche figure d'appendice in serie come 24 o Nikita. Eppure, se volete (ri)vedere un Navy Seal d'annata che si è inventato un'altra brillante carriera, fate un salto alle isole Hawaii. Segni particolari: un baio di baffi neri e una Ferrari rossa fiammante. Sì, è proprio lui, Magnum P. I.