PARIGI - Fresco della vittoria come miglior attore e per il miglior film opera prima ai Premi Lumière assegnati lunedì dalla stampa estera (i Golden Globe francesi), Guillaume Gallienne è il cineasta francese da non perdere di vista. In questo momento è nel ruolo di Pierre Bergé nel biopic su Saint-Laurent - YSL di Jalil Lespert - e, con quasi due milioni e mezzo di spettatori, il suo primo film Tutto sua madre, dal 23 gennaio nei cinema italiani, è uno dei successi della travagliata stagione francese. Nulla a che vedere con il disastro nostrano, ma anche qui il grande schermo registra un calo: dai 217 milioni di biglietti venduti nel 2011 - 203 milioni nel 2012 - si arriva ai 193 milioni dell'anno scorso. Uscito a novembre e ancora in molte sale, Tutto sua madre non ferma la sua avanzata per la quale il passaparola ha avuto un ruolo importante.
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Nato e cresciuto nella grande borghesia francese, bambino e adolescente delicato sempre incollato a sua madre, Guillaume Gallienne ha trovato un'identità nella recitazione. Il film - in origine un monologo che l'attore ha portato per anni in tournée nei teatri francesi - racconta la sua storia di ragazzino sognatore in mezzo a un padre e a due fratelli sportivi, dotati, virili. "Era quello il mio modello maschile. Non ce l'avrei mai fatta a raggiungerlo. La recitazione e la psicanalisi mi hanno salvato", dice Gallienne, che è una delle star della troupe della Comédie-Française e il 24 maggio debutterà nella Lucrezia Borgia di Victor Hugo "en travesti" nel ruolo del titolo. "Durante una seduta dallo psy mi è venuta in mente la frase che mia madre pronunciava più di una volta al giorno: Guillaume e i ragazzi a tavola! Quella frase spiegava il mio problema. Non ero un ragazzo anche io? È diventata il titolo del mio monologo teatrale, poi del film".
LA FOTOGALLERIA
Perché dopo il palcoscenico ha avuto bisogno di uno schermo?
"Perché, nonostante interpretassi tutti i personaggi, a teatro mi sentivo solo. Perché spesso la gente in sala rideva su cose sulle quali non c'è nulla da ridere. Il film, che è comunque intercalato dallo spettacolo teatrale, mi ha dato la possibilità di mettere i sentimenti al loro posto".
In Tutto sua madre lei interpreta Guillaume, dunque se stesso, ma anche sua madre. Ancora confuso?
"Non c'era un'attrice che avrebbe potuto fare la sua parte. La sera dopo le riprese le mostravo i rush e si divertiva molto. Si è riconosciuta più nel film che nel monologo teatrale. Lo ha trovato più commovente della pièce".
Le donne nel film hanno un ruolo fondamentale. C'è Françoise Fabian perfetta nel ruolo della nonna, ci sono le signore almodovariane del suo viaggio in Spagna. Ma c'è anche Jeremy del quale, adolescente, lei si innamora in un collegio inglese. Tutto vero?
"Verissimo. Sin da bambino osservavo le donne della mia famiglia. Erano sublimi. Mi accorgevo che potevano avere autorità senza essere brutali, che erano seducenti e affascinanti senza essere perfettamente belle. Mia nonna era una principessa di origini russe, mia madre nascondeva la sua timidezza con la forza di carattere. Il suo coté 'aristocratica russa' le ha permesso di essere franca, diretta: ha sempre dato del tu ai domestici perché li ha sempre considerati la sua famiglia. L'antitesi assoluta dello snobismo e del razzismo".
E Jeremy?
"Se anche lui si fosse innamorato di me forse la mia vita sentimentale avrebbe preso un'altra direzione. Invece non lo ha fatto, ed ho incontrato Amandine che oggi è mia moglie e la madre di mio figlio. Sia la pièce che il film terminano con il nostro incontro".
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Nato e cresciuto nella grande borghesia francese, bambino e adolescente delicato sempre incollato a sua madre, Guillaume Gallienne ha trovato un'identità nella recitazione. Il film - in origine un monologo che l'attore ha portato per anni in tournée nei teatri francesi - racconta la sua storia di ragazzino sognatore in mezzo a un padre e a due fratelli sportivi, dotati, virili. "Era quello il mio modello maschile. Non ce l'avrei mai fatta a raggiungerlo. La recitazione e la psicanalisi mi hanno salvato", dice Gallienne, che è una delle star della troupe della Comédie-Française e il 24 maggio debutterà nella Lucrezia Borgia di Victor Hugo "en travesti" nel ruolo del titolo. "Durante una seduta dallo psy mi è venuta in mente la frase che mia madre pronunciava più di una volta al giorno: Guillaume e i ragazzi a tavola! Quella frase spiegava il mio problema. Non ero un ragazzo anche io? È diventata il titolo del mio monologo teatrale, poi del film".
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Perché dopo il palcoscenico ha avuto bisogno di uno schermo?
"Perché, nonostante interpretassi tutti i personaggi, a teatro mi sentivo solo. Perché spesso la gente in sala rideva su cose sulle quali non c'è nulla da ridere. Il film, che è comunque intercalato dallo spettacolo teatrale, mi ha dato la possibilità di mettere i sentimenti al loro posto".
In Tutto sua madre lei interpreta Guillaume, dunque se stesso, ma anche sua madre. Ancora confuso?
"Non c'era un'attrice che avrebbe potuto fare la sua parte. La sera dopo le riprese le mostravo i rush e si divertiva molto. Si è riconosciuta più nel film che nel monologo teatrale. Lo ha trovato più commovente della pièce".
Le donne nel film hanno un ruolo fondamentale. C'è Françoise Fabian perfetta nel ruolo della nonna, ci sono le signore almodovariane del suo viaggio in Spagna. Ma c'è anche Jeremy del quale, adolescente, lei si innamora in un collegio inglese. Tutto vero?
"Verissimo. Sin da bambino osservavo le donne della mia famiglia. Erano sublimi. Mi accorgevo che potevano avere autorità senza essere brutali, che erano seducenti e affascinanti senza essere perfettamente belle. Mia nonna era una principessa di origini russe, mia madre nascondeva la sua timidezza con la forza di carattere. Il suo coté 'aristocratica russa' le ha permesso di essere franca, diretta: ha sempre dato del tu ai domestici perché li ha sempre considerati la sua famiglia. L'antitesi assoluta dello snobismo e del razzismo".
E Jeremy?
"Se anche lui si fosse innamorato di me forse la mia vita sentimentale avrebbe preso un'altra direzione. Invece non lo ha fatto, ed ho incontrato Amandine che oggi è mia moglie e la madre di mio figlio. Sia la pièce che il film terminano con il nostro incontro".