Walt Disney e l'Italia, un amore lunghissimo
Arianna Finos, ARIANNA FINOSIn sala dal 10 al 12 febbraio un documentario che racconta, con immagini inedite e testimonianze, la passione del papà di Topolino per il nostro Paese e la maniera in cui la sua produzione ha influenzato il nostro immaginario
ROMA - Walt Disney e l'Italia, un amore poco noto eppure lunghissimo, alimentato da uno scambio continuo e documentato da un serie di immagini d'archivio inedite e in certi casi sorprendenti. quelle contenute in Walt Disney e l'Italia, il documentario realizzato dal giornalista Marco Spagnoli, in programmazione dal 10 al 12 febbraio in esclusiva nelle sale del circuito The Space (e poi destinato alla tv).
Fra i documenti raccolti dall'autore, il primo saluto al cinema Barberini di Roma e la visita alla FIAT nel 1961. Il film esplora l'influenza dell'artista sull'immaginario del pubblico italiano, attraverso conversazioni con maestri della nostra animazione come Bruno Bozzetto e Enzo D'Alò e appassionati famosi tra i quali Fausto Brizzi, Fabio de Luigi, Lillo & Greg, Enrico Brignano, Micaela Ramazzotti, Marco Giallini, Riccardo Scamarcio e Edoardo Bennato. "Ho imparato a leggere sui giornaletti di Topolino", ricorda Lillo, e il direttore artistico del Future Film Fe…
Fra i documenti raccolti dall'autore, il primo saluto al cinema Barberini di Roma e la visita alla FIAT nel 1961. Il film esplora l'influenza dell'artista sull'immaginario del pubblico italiano, attraverso conversazioni con maestri della nostra animazione come Bruno Bozzetto e Enzo D'Alò e appassionati famosi tra i quali Fausto Brizzi, Fabio de Luigi, Lillo & Greg, Enrico Brignano, Micaela Ramazzotti, Marco Giallini, Riccardo Scamarcio e Edoardo Bennato. "Ho imparato a leggere sui giornaletti di Topolino", ricorda Lillo, e il direttore artistico del Future Film Fe…
ROMA - Walt Disney e l'Italia, un amore poco noto eppure lunghissimo, alimentato da uno scambio continuo e documentato da un serie di immagini d'archivio inedite e in certi casi sorprendenti. quelle contenute in Walt Disney e l'Italia, il documentario realizzato dal giornalista Marco Spagnoli, in programmazione dal 10 al 12 febbraio in esclusiva nelle sale del circuito The Space (e poi destinato alla tv).
Fra i documenti raccolti dall'autore, il primo saluto al cinema Barberini di Roma e la visita alla FIAT nel 1961. Il film esplora l'influenza dell'artista sull'immaginario del pubblico italiano, attraverso conversazioni con maestri della nostra animazione come Bruno Bozzetto e Enzo D'Alò e appassionati famosi tra i quali Fausto Brizzi, Fabio de Luigi, Lillo & Greg, Enrico Brignano, Micaela Ramazzotti, Marco Giallini, Riccardo Scamarcio e Edoardo Bennato. "Ho imparato a leggere sui giornaletti di Topolino", ricorda Lillo, e il direttore artistico del Future Film Festival, Oscar Cosulich, aggiunge che "il fumetto, infatti, era una maniera di imparare oltre al piacere della lettura". Ne ha una collezione intera il regista Fausto Brizzi, presente con il suo alter ego Paperizzi in alcuni albi italiani, "il coronamento del mio sogno di bambino". Marco Giallini si improvvisa disegnatore, Greg ricorda i chilometri sotto al sole, sulla spiaggia, con 500 lire in tasca per andare ad acquistare il numero appena uscito in edicola. E L'isola che non c'è di Edoardo Bennato che nasce dalla sua prima volta al cinema, guardando Peter Pan.
Federico Fellini ricorda un party di festeggiamento per gli Oscar a Disneyworld; in quell'occasione Walt Disney, con banda al seguito, ha intimato agli ospiti di nascondersi sotto i tavoli del saloon del parco. Ha messo in scena il Far West giocando con loro agli indiani. Di lui il maestro di La dolce vita ha amato sia il lato giocoso e innocente che "l'aspetto da fiaba gotica e nera nelle sue parti più riuscite". A proposito di gotico e nero c'è anche un'ombra che accompagna storicamente la figura di Walt Disney, da una biografia americana che lo dipinge come un principe oscuro di Hollywood alle recenti accuse di antisemitismo mosse da Meryl Streep. "Come per molti grandi entrati nella leggenda, l'aneddotica fiorisce. Addirittura c'è chi afferma che Walt non sia morto - scherza Spagnoli - ma sia conservato in una bara criogenetica a Disneyland".
Il documentario è prodotto dalla Walt Disney Company Italia, in associazione con Kobalt Entertainment e anticipa il lancio di Saving Mr Banks di John Lee Hancock (FOTO) in uscita il 20 febbraio, ispirato a un altro capitolo importante della vita di Disney (interpretato da Tom Hanks): in che modo riuscì a convincere la diffidente scrittrice australiana P. L. Travers (Emma Thompson), in un "corteggiamento" durato anni, a concedergli i diritti per realizzare il film sul personaggio più famoso dell'autrice, Mary Poppins.
Fra i documenti raccolti dall'autore, il primo saluto al cinema Barberini di Roma e la visita alla FIAT nel 1961. Il film esplora l'influenza dell'artista sull'immaginario del pubblico italiano, attraverso conversazioni con maestri della nostra animazione come Bruno Bozzetto e Enzo D'Alò e appassionati famosi tra i quali Fausto Brizzi, Fabio de Luigi, Lillo & Greg, Enrico Brignano, Micaela Ramazzotti, Marco Giallini, Riccardo Scamarcio e Edoardo Bennato. "Ho imparato a leggere sui giornaletti di Topolino", ricorda Lillo, e il direttore artistico del Future Film Festival, Oscar Cosulich, aggiunge che "il fumetto, infatti, era una maniera di imparare oltre al piacere della lettura". Ne ha una collezione intera il regista Fausto Brizzi, presente con il suo alter ego Paperizzi in alcuni albi italiani, "il coronamento del mio sogno di bambino". Marco Giallini si improvvisa disegnatore, Greg ricorda i chilometri sotto al sole, sulla spiaggia, con 500 lire in tasca per andare ad acquistare il numero appena uscito in edicola. E L'isola che non c'è di Edoardo Bennato che nasce dalla sua prima volta al cinema, guardando Peter Pan.
Federico Fellini ricorda un party di festeggiamento per gli Oscar a Disneyworld; in quell'occasione Walt Disney, con banda al seguito, ha intimato agli ospiti di nascondersi sotto i tavoli del saloon del parco. Ha messo in scena il Far West giocando con loro agli indiani. Di lui il maestro di La dolce vita ha amato sia il lato giocoso e innocente che "l'aspetto da fiaba gotica e nera nelle sue parti più riuscite". A proposito di gotico e nero c'è anche un'ombra che accompagna storicamente la figura di Walt Disney, da una biografia americana che lo dipinge come un principe oscuro di Hollywood alle recenti accuse di antisemitismo mosse da Meryl Streep. "Come per molti grandi entrati nella leggenda, l'aneddotica fiorisce. Addirittura c'è chi afferma che Walt non sia morto - scherza Spagnoli - ma sia conservato in una bara criogenetica a Disneyland".
Il documentario è prodotto dalla Walt Disney Company Italia, in associazione con Kobalt Entertainment e anticipa il lancio di Saving Mr Banks di John Lee Hancock (FOTO) in uscita il 20 febbraio, ispirato a un altro capitolo importante della vita di Disney (interpretato da Tom Hanks): in che modo riuscì a convincere la diffidente scrittrice australiana P. L. Travers (Emma Thompson), in un "corteggiamento" durato anni, a concedergli i diritti per realizzare il film sul personaggio più famoso dell'autrice, Mary Poppins.