"Smetto quando voglio", il colpo dei soliti ignoti al tempo del precariato
Arianna Finos, <em class="author">ARIANNA FINOS</em>Nelle sale dal 6 febbraio il film del salernitano Sydney Sibilia ispirato alla cruda realtà del precariato. "Lo spunto è arrivato dala cronaca, da un articolo che raccontava di due netturbini laureati in filosofia. Ma tutte le storie di partenza dei protagonisti sono vere". Nel cast Edoardo Leo, Valeria Solarino, Neri Marcorè
ROMA - L'antropologo si finge analfabeta pur di lavorare come sfasciacarrozze. I due latinisti fanno i benzinai in nero per un irascibile cingalese, il macroeconomista continua a perdere al poker clandestino, il neurobiologo è il lavapiatti di un ristorante cinese e l'archeologo assiste le trivellazioni urbane degli operai, scroccando loro il panino. "Solo in una società come la nostra i più intelligenti finiscono ai margini", spiega il regista salernitano Sydney Sibilia, che sul paradossale riscatto di un gruppo di accademici borderline ha girato Smetto quando voglio, commedia citazionista e originale, con un cast azzeccato (prodotta da Fandango e Ascent, in sala da giovedì 6 febbraio).
I soliti, coltissimi, ignoti, ma anche Breaking bad e Romanzo criminale. "Ci ho messo tutto quello che mi piace al cinema e in tv, ma lo spunto iniziale è arrivato dalla cronaca. Un articolo su La Repubblica che raccontava di due netturbini laureati in …
I soliti, coltissimi, ignoti, ma anche Breaking bad e Romanzo criminale. "Ci ho messo tutto quello che mi piace al cinema e in tv, ma lo spunto iniziale è arrivato dalla cronaca. Un articolo su La Repubblica che raccontava di due netturbini laureati in …
ROMA - L'antropologo si finge analfabeta pur di lavorare come sfasciacarrozze. I due latinisti fanno i benzinai in nero per un irascibile cingalese, il macroeconomista continua a perdere al poker clandestino, il neurobiologo è il lavapiatti di un ristorante cinese e l'archeologo assiste le trivellazioni urbane degli operai, scroccando loro il panino. "Solo in una società come la nostra i più intelligenti finiscono ai margini", spiega il regista salernitano Sydney Sibilia, che sul paradossale riscatto di un gruppo di accademici borderline ha girato Smetto quando voglio, commedia citazionista e originale, con un cast azzeccato (prodotta da Fandango e Ascent, in sala da giovedì 6 febbraio).
I soliti, coltissimi, ignoti, ma anche Breaking bad e Romanzo criminale. "Ci ho messo tutto quello che mi piace al cinema e in tv, ma lo spunto iniziale è arrivato dalla cronaca. Un articolo su La Repubblica che raccontava di due netturbini laureati in filosofia che nell'alba romana dissertavano sulla Critica della ragion pura". Smetto quando voglio racconta di un ricercatore geniale di 36 anni, Edoardo Leo, fatto fuori dall'università a vantaggio del solito raccomandato. Non ha il coraggio di rivelarlo alla fidanzata (Valeria Solarino) e arruola un gruppo di colleghi competenti quanto emarginati in una banda che sintetizza e spaccia una nuova droga, eludendo l'elenco delle sostanze illegali pubblicato dal Ministero della Salute.
"Come succede per i supereroi dei fumetti, i nostri accademici sono incapaci di gestire il successo, diventano i principali nemici di se stessi", racconta Sibilia, 32 anni, alle spalle una manciata di bei cortometraggi. "Dopo aver visto Oggi gira così Domenico Procacci mi ha chiesto se avevo un'idea e io ho detto 'ma certo', anche se non era vero. Finora mi sono mantenuto facendo l'asceta, la mia vita è legata alle sorti di questo film. Che, a differenza di quel che spesso accade, è tutto tranne che borghese. E con attori diversi da quel che si vede al cinema, in un paese in cui i film comici li fanno solo i comici. Sono fiero del protagonista Edoardo Leo. E di Valeria Solarino, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero De Rienzo, Stefano Fresi, Lorenzo Lavia, Pietro Sermonti, Sergio Solli. Trovo inedito il ruolo di Neri Marcorè, cattivo sfregiato ed ex ingegnere navale".
Sebbene il crescendo di disavventure, il giro di criminali rivali, faccendieri ed escort sia paradossale, "tutte le storie di partenza sono vere. Il personaggio dell'antropologo che vuole fare lo sfasciacarrozze in realtà era un ragazzo della Sapienza che cercava d'essere assunto da un fruttivendolo marocchino di San Lorenzo. I veri netturbini filosofi sono diventati i benzinai latinisti, sono veri il biologo cameriere e l'archeologo ultraprecario. Nella realtà ne ho scoperte altre talmente surreali che non ho potuto inserirle nel film, non ci avrebbe creduto nessuno".
Bizzarro anche qualche episodio di vita vera confessato dagli attori. Solarino: "Pur di lavorare ho finto di saper fare tutto, anche di andare a cavallo. Oppure ho negato di aver fatto l'Accademia perché sapevo che cercavano attori naif". Leo: "millantai di aver frequentato la scuola di recitazione 'La scaletta' e di aver girato corti inesistenti di cui inventavo i titoli". Calabresi: "Mi sono spacciato per Nicolas Cage, pur di entrare a vedere una partita".
I soliti, coltissimi, ignoti, ma anche Breaking bad e Romanzo criminale. "Ci ho messo tutto quello che mi piace al cinema e in tv, ma lo spunto iniziale è arrivato dalla cronaca. Un articolo su La Repubblica che raccontava di due netturbini laureati in filosofia che nell'alba romana dissertavano sulla Critica della ragion pura". Smetto quando voglio racconta di un ricercatore geniale di 36 anni, Edoardo Leo, fatto fuori dall'università a vantaggio del solito raccomandato. Non ha il coraggio di rivelarlo alla fidanzata (Valeria Solarino) e arruola un gruppo di colleghi competenti quanto emarginati in una banda che sintetizza e spaccia una nuova droga, eludendo l'elenco delle sostanze illegali pubblicato dal Ministero della Salute.
"Come succede per i supereroi dei fumetti, i nostri accademici sono incapaci di gestire il successo, diventano i principali nemici di se stessi", racconta Sibilia, 32 anni, alle spalle una manciata di bei cortometraggi. "Dopo aver visto Oggi gira così Domenico Procacci mi ha chiesto se avevo un'idea e io ho detto 'ma certo', anche se non era vero. Finora mi sono mantenuto facendo l'asceta, la mia vita è legata alle sorti di questo film. Che, a differenza di quel che spesso accade, è tutto tranne che borghese. E con attori diversi da quel che si vede al cinema, in un paese in cui i film comici li fanno solo i comici. Sono fiero del protagonista Edoardo Leo. E di Valeria Solarino, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero De Rienzo, Stefano Fresi, Lorenzo Lavia, Pietro Sermonti, Sergio Solli. Trovo inedito il ruolo di Neri Marcorè, cattivo sfregiato ed ex ingegnere navale".
Sebbene il crescendo di disavventure, il giro di criminali rivali, faccendieri ed escort sia paradossale, "tutte le storie di partenza sono vere. Il personaggio dell'antropologo che vuole fare lo sfasciacarrozze in realtà era un ragazzo della Sapienza che cercava d'essere assunto da un fruttivendolo marocchino di San Lorenzo. I veri netturbini filosofi sono diventati i benzinai latinisti, sono veri il biologo cameriere e l'archeologo ultraprecario. Nella realtà ne ho scoperte altre talmente surreali che non ho potuto inserirle nel film, non ci avrebbe creduto nessuno".
Bizzarro anche qualche episodio di vita vera confessato dagli attori. Solarino: "Pur di lavorare ho finto di saper fare tutto, anche di andare a cavallo. Oppure ho negato di aver fatto l'Accademia perché sapevo che cercavano attori naif". Leo: "millantai di aver frequentato la scuola di recitazione 'La scaletta' e di aver girato corti inesistenti di cui inventavo i titoli". Calabresi: "Mi sono spacciato per Nicolas Cage, pur di entrare a vedere una partita".