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A Berlino "Yves Saint Laurent", storia di un amore fra genio e infedeltà

Al festival il biopic sul grande couturier scomparso nel 2008, autorizzato dallo storico compagno e socio Pierre Bergé. Il regista Jalil Lesper: "Volevo mettere in scena una storia d'amore epica e dare vita a personaggi che lottano per esprimere la propria creatività"

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BERLINO - Felice chi è diverso essendo egli diverso, scriveva Sandro Penna in un verso che Gianni Amelio ha preso in prestito da Gianni Amelio per il documentario sull'Italia omosessuale, atteso nei prossimi giorni alla Berlinale. Nella vita di Yves Saint Laurent non sono mancati i demoni interiori, eccessi, cadute, dolori. Ma il grande stilista ha avuto la fortuna di vivere un grande, intenso, longevo amore. Lo racconta, senza nasconderne le ombre, le infedeltà, la depressione maniacale, la sregolatezza, Yves Saint Laurent, biopic di Jalil Lesper realizzato con l'appoggio di Pierre Bergé, compagno e socio del couturier scomparso nel 2008, presentato nella sezione Panorama (in sala il 27 marzo per Lucky Red). "Volevo mettere in scena una storia d'amore epica e dare vita a personaggi che lottano per esprimere la propria creatività. Una storia semplice e diretta, fuori dal recinto degli esperti di moda", spiega il regista. Al suo fianco i due protagonisti, Pierre Niney e Guillaume Gallienne entrambi usciti dalla prestigiosa fucina della Comédie-Française.
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L'afflato nazional-popolare di Lesper non risparmia qualche luogo comune, ma il film è stato accolto in patria da un grande successo di critica e pubblico. Protagonisti sono due giovani uomini che hanno rivoluzionato la moda negli anni Sessanta, un rapporto che fa da filo rosso a un'inarrestabile ascesa professionale lunga vent'anni. La ricerca d'indipendenza, la formazione di un marchio proprio, le collezioni che hanno fatto la storia del costume. Ma, malgrado il lavoro meticoloso fatto per ricreare l'atmosfera dell'epoca, avendo accesso anche alle creazioni originali concesse dalla Fondazione e da Bergé, il film si concentra soprattutto nel rapporto d'amore e di vita tra l'intellettuale socialista e il genio amante di Proust che sa trasformare il proprio malessere esistenziale in alta moda. Nel 1976, quando la coppia attraversa la crisi peggiore, Yves realizza la sua migliore collezione, la Russian Ballet.

Yves Saint Laurent si apre su un giovane che disegna davanti una finestra aperta. Parigi, nel '57, attende con il fiato sospeso la prima sfilata dell'assistente ventenne che succede allo scomparso Christian Dior nella guida della più importante maison francese. Nato a Orano, in Algeria, il giovane trionfa ma verrà licenziato dopo il ricovero in un ospedale psichiatrico. È un uomo fragile che non riesce a vincere ansia e depressione e che, raggiunto il successo, si trasforma in una creatura affamata di esperienze, di sesso e droghe, che sogna di "morire in un letto affollato". All'inevitabile e purtroppo attuale domanda sull'omofobia, Pierre Niney sorride: "Continuano a chiedermi com'è stato baciare Guillaume, ma è stata l'ultima delle mie preoccupazioni. Sul set cercavo intesa e verità". Aggiunge Gallienne: "Anche senza sbandierarlo, Saint Laurent e Bergé hanno vissuto il loro rapporto alla luce del sole. Bergé mi ha chiesto di leggere degli estratti delle lettere che aveva scritto a Yves. È stato come ereditare la gioia e il dolore della coppia. Con Pierre è nato un rapporto profondo, ci sono stati grandi momenti di commozione".
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Come ormai succede spesso, anche il film Yves Saint Laurent ha il suo gemello rivale. A velocizzare l'arrivo in sala in Francia, lo scorso gennaio, del film di Lespert è stata l'ansia di anticipare "l'altro", quello non autorizzato da Bergé, che lo ha già stroncato, riuscendo a far slittare l'uscita di Saint Laurent di Bertrand Bonello, con Gaspard Ulliel. Si vedrà forse al Festival di Cannes, in sala in autunno. Come già all'uscita del libro di Marie Dominique Lelievre, pubblicata nel 2010, Bergé ha sentenziato: "Non amo le biografie che s'accontentano di riportare storie d'alcova e ubriacature". E ha già querelato Bonello per l'uso di abiti falsi disegnati da YSL.