Spettacoli

Hitoshi Takekiyo:
"Il mio film per bimbi digitali"

In sala "La scuola più pazza del mondo". Quelle ragazzine pestifere nel cartoon che sembra il web

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ROMA - Tre bambine scatenate nella Scuola Elementare. Sono la Super Peste Mako, la Super Vanitosa Miko e la Super Secchiona Mutsuko, protagoniste di La scuola più pazza del mondo, un film animato giapponese (in motion capture) appena uscito al cinema, che non ricorda affatto i classici modelli cui siamo abituati. Qui lo stile è più pop e colorato, figlio delle animazioni che si vedono sul web. La narrazione è piena di umorismo fantastico con quel pizzico di horror che piace ai bambini. Le avventure delle tre pesti avvengono di notte, quando la scuola è chiusa e il pupazzo anatomico e lo scheletro dell'aula di scienze possono giocare. Il regista Hitoshi Takekiyo ha sviluppato il film sulla base di un cortometraggio di grande impattoe successo.

Come ha costruito il progetto del lungometraggio?
"Dovevo far diventare la scuola una società in miniatura e far sì che ognuna delle aule in cui si svolgono le prove delle protagoniste fosse riconoscibile. In questo senso la struttura del film, con le prove da superare, ricorda un videogioco".

Il suo stile è frutto di infinite contaminazioni.
"È impossibile negare l'influenza che hanno avuto su di me Moebius e Tim Burton. Dal primo ho preso ispirazione per i colori neutri, del secondo devo citare La fabbrica di cioccolato: anche lì i protagonisti si spostano da un luogo straordinario all'altro".

Un cartone giapponese figlio anche della globalizzazione?
"Il mio obiettivo è fondere la sensibilità giapponese al mondo occidentale, prendendo gli aspetti migliori dei prodotti Pixar e quelli delle anime giapponesi".

I bambini del film sono di una scuola elementare ma è un prodotto che può arrivare anche a ragazzi più grandi.
"Ogni fascia di pubblico troverà qualcosa di interessante. Gli adulti coglieranno più riferimenti dei bambini, un po' come avviene con Dreamworks e Pixar, hanno sempre due chiavi di lettura. Ma credo di aver realizzato un film molto divertente per i bambini d'oggi, abituati a tablet, smartphone e internet".

La scuola giapponese un tempo richiedeva rigore e disciplina assoluta. Dal suo film sembra che molto sia cambiato.
"Oggi c'è maggiore libertà, sia nei contenuti che nei metodi di lavoro. Io non amo molto certi film in cui a farla da padrone sono i toni moralistici ed educativi. Volevo realizzare una commedia vivace. Le lezioni divertenti sono quelle che si ricordano meglio, no?".