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"Quando c'era Berlinguer" è già un caso. Vanta la più alta media di spettatori per sala

Il documentario di Veltroni che racconta l'uomo, il leader politico e la memoria, attraverso testimonianze e filmati d'epoca, uscito il 27 marzo, ha già incassato 295 mila 830 euro e si sta rivelando una sorpresa
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ROMA - Crescendo veltroniano nelle sale. Il documentario Quando c'era Berlinguer, che segna l'esordio alla regia di Walter Veltroni, sta acquistando pubblico giorno dopo giorno fino a toccare la più alta media per sala.

Il film è uscito al cinema il 27 marzo (e a giugno si vedrà in esclusiva su Sky Cinema Uno HD). Veltroni ha voluto raccontare l'uomo, il leader politico, la memoria e una pagina della storia italiana con testimonianze e immagini sulla vita dello storico segretario del Pci. A oggi l'incasso totale è di 295 mila 830 euro. Lunedì 31 marzo è arrivato al nono posto con la prima media per copia, 376 (in 50 sale). Martedì primo aprile è salito al quarto posto, con la prima media per copia 468 (60 copie). Mercoledì 2 aprile, al quinto posto con la prima media per copia 500 (62 copie).

Il film parte dalla vittoria al referendum sul divorzio - era il maggio del 1974 - e si chiude con i funerali di Berlinguer in piazza …
ROMA - Crescendo veltroniano nelle sale. Il documentario Quando c'era Berlinguer, che segna l'esordio alla regia di Walter Veltroni, sta acquistando pubblico giorno dopo giorno fino a toccare la più alta media per sala.

Il film è uscito al cinema il 27 marzo (e a giugno si vedrà in esclusiva su Sky Cinema Uno HD). Veltroni ha voluto raccontare l'uomo, il leader politico, la memoria e una pagina della storia italiana con testimonianze e immagini sulla vita dello storico segretario del Pci. A oggi l'incasso totale è di 295 mila 830 euro. Lunedì 31 marzo è arrivato al nono posto con la prima media per copia, 376 (in 50 sale). Martedì primo aprile è salito al quarto posto, con la prima media per copia 468 (60 copie). Mercoledì 2 aprile, al quinto posto con la prima media per copia 500 (62 copie).

Il film parte dalla vittoria al referendum sul divorzio - era il maggio del 1974 - e si chiude con i funerali di Berlinguer in piazza San Giovanni a Roma. Veltroni si concentra sul periodo della segreteria di Berlinguer, dai primi anni Settanta fino alla morte, l'undici giugno del 1884. "Questo film è un atto di risarcimento, la scelta politica fondamentale della mia vita l'ho fatta grazie a lui". Le testimonianze nel film vanno dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Pietro Ingrao, da Eugenio Scalfari a Miahail Gorbaciov fino a Lorenzo Jovanotti Cherubini.

Walter Veltroni ha ritrovato i luoghi della formazione di Berlinguer, le sue letture giovanili e le sue passioni. Ha attinto alle immagini meno consuete del repertorio per raccontare non solo il suo lavoro ma anche i passaggi storici che hanno accompagnato la sua politica.

Il film mostra come il rapimento di Aldo Moro spezzò le speranze di Enrico Berlinguer e di milioni di italiani, riporta alla luce le critiche, anche interne al suo partito, nei primi anni ottanta, e la distanza con Bettino Craxi, fino al tragico comizio di Padova del 7 giugno 1984 in cui il leader del Pci fu colpito da un ictus. Le immagini dei funerali in piazza San Giovanni a Roma, a cui partecipò più di un milione di persone, chiudono la pellicola. Quel giorno, secondo Veltroni, morì il Partito Comunista Italiano e terminò una fase di speranza della politica italiana.