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"Eccoli", la musica e i "matti" di Basaglia nel doc di Stefano Ricci

Presentato al FilmForum Festival di Gorizia il film di montaggio realizzato con Jacopo Quadri a partire dal materiale inedito estratto dall'archivio dell'ospedale dove lavorò lo psichiatra

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ROMA – Eccoli, si muovono con passo incerto, lo sguardo timoroso ma attento, gli abiti sgualciti, avanzando diventano più sicuri, cercano il loro posto tra l'umanità cosiddetta normale: sono i matti. Eccoli è il titolo del documentario di Stefano Ricci che evoca la memoria degli anni rivoluzionari e belli di Franco Basaglia e del suo lavoro per abbattere le barriere tra i manicomi e il resto del mondo e restituire ai degenti la dignità di esseri umani. La sequenza dei pazienti che, insieme a medici e infermieri distruggono il recinto di reti che circonda l'ospedale di Gorizia e corrono verso l'esterno abbracciandosi felici, apparsa in un documentario e nel film tv di Marco Turco C'era una volta la città dei matti è l'unica già vista, per il resto le immagini di Eccoli sono tutte inedite.

Il documentario, che sarà presentato domani sera al FilmForum Festival di Gorizia, è costruito sul materiale preveniente dalla Collezione Osbat Basaglia, girato da Giorgio Osbat nell'ospedale di Gorizia soprattutto durante le sedute di musicoterapia. Il materiale è arrivato al filmaker Stefano Ricci, che ha chiamato Jacopo Quadri per il delicato lavoro di montaggio. Un lavoro non facile. "Le immagini sono molto belle, ma sono frammenti, brevi sequenze, sprazzi di musicoterapia", dice Quadri. "Bisognava trovare un ordine e una progressione e ho cominciato con un gruppo ristretto, che comincia ad usare gli strumenti con difficoltà, poi si allarga, i gesti diventano più sicuri, acquistano ritmo, ed è come se si andasse formando una grande orchestra. C'è un'idea di cronologia un po' inventata, ma era l'unico modo per dare ordine ad un materiale così bello, ripreso in 15 millimetri".
Tra le immagini c'erano anche quelle di una festa e di un'assemblea pubblica, che, dice Quadri, "sono rappresentative del lavoro di Basaglia e della sua volontà di abolire le distanze non solo tra i pazienti e il mondo esterno, ma tra i pazienti e il personale dell'ospedale, oltre che tra i pazienti stessi. Perciò abbiamo deciso di collegarle tra loro, l'assemblea e la festa e avevamo anche pensato di montarle come finale, ma ci sembrava troppo ovvio e le abbiamo lasciate all'interno del film".

La colonna sonora di Eccoli è stata ricreata. "Il materiale a disposizione era muto, il suono era andato perduto, ma abbiamo lavorato con un musicista, il contrabbassista Giacomo Piermatti, che ha fatto un vero e proprio lavoro di montaggio musicale, collegandosi alle immagini e alla musica che cresce", ricorda Quadri, che ha eseguito il montaggio in tre giorni, nella casa di Stefano Ricci in Germania.
La presenza fisica di Basaglia è solo in un'immagine di gruppo, "identificabile solo per chi conosce già la sua immagine. Ma è chiara e preziosa la presenza delle sue idee e delle sue teorie nel lavoro dei suoi collaboratori. Io conoscevo i fatti, avevo visto molte foto, ma mi ha colpito che Basaglia e i medici fossero tutti giovani, dediti, entusiasti, impegnati", dice Quadri. Per lui il montaggio di Eccoli è stata anche l'occasione "per rendermi conto che il lavoro di Basaglia va oltre il valore medico psichiatrico, è un'idea rivoluzionaria che ha toccato tutta la società".