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"Il venditore di medicine", aumentano gli schermi per il film contestato

Successo per il lavoro di Antonio Morabito con Claudio Santamaria e Isabella Ferrari, la vicenda di un informatore medico pronto a tutto pur di mantenere il proprio posto nell'azienda colpita dalla crisi.  Uscito il mese scorso, è passato da 40 schermi a 53. Nonostante le polemiche che ne hanno accompagnato la realizzazione e l'uscita
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UN thriller politico, un film di denuncia. È Il venditore di medicine di Antonio Morabito, protagonista Claudio Santamaria, che interpreta Bruno, informatore medico che, pur di mantenere il posto nell'azienda per cui lavora colpita dalla crisi, è pronto a tutto: in cambio della prescrizione del proprio medicinale offre ogni tipo di regalo, dall'ultimo tipo di steteoscopio alla vacanza in un luogo esotico, dal computer palmare all'auto di lusso, perfino droga e sesso a pagamento. Il suo capo - Isabella Ferrari, cinica e spregiudicata - lo stimola con forza a usare qualunque mezzo pur di arrivare alla corruzione.

IL TRAILER - LE FOTO

Prodotto dal Amedeo Pagani, il film è uscito alla fine del mese scorso distribuito dall'Istuto Luce, che dall'altro giorno ha aumentato gli schermi, da 40 a 53, grazie al favore del pubblico e alle richieste degli esercenti. E pensare che Il venditore di medicine è stato contestato ancora prima di essere girato. "Un paio di gi…
UN thriller politico, un film di denuncia. È Il venditore di medicine di Antonio Morabito, protagonista Claudio Santamaria, che interpreta Bruno, informatore medico che, pur di mantenere il posto nell'azienda per cui lavora colpita dalla crisi, è pronto a tutto: in cambio della prescrizione del proprio medicinale offre ogni tipo di regalo, dall'ultimo tipo di steteoscopio alla vacanza in un luogo esotico, dal computer palmare all'auto di lusso, perfino droga e sesso a pagamento. Il suo capo - Isabella Ferrari, cinica e spregiudicata - lo stimola con forza a usare qualunque mezzo pur di arrivare alla corruzione.

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Prodotto dal Amedeo Pagani, il film è uscito alla fine del mese scorso distribuito dall'Istuto Luce, che dall'altro giorno ha aumentato gli schermi, da 40 a 53, grazie al favore del pubblico e alle richieste degli esercenti. E pensare che Il venditore di medicine è stato contestato ancora prima di essere girato. "Un paio di giorni prima delle riprese facemmo una conferenza stampa a Bari. Subito dopo il direttore sanitario dell'ospedale dove avrenmo dovuto ambientare alcune sequenze ritirò il permesso delle riprese", ricorda Morabito. Che dalla scrittura del film alla fine delle ripres, ha impiegato quattro anni. "Non è stato facile trovare i finanziamenti, in Italia si sono sbloccati solo dopo che è arrivato il fondo Euroimages. Poi abbiamo girato in quattro settimane e mezzo, e abbiamo fatto la postproduzione in Svizzera, che è coproduttrice del film".

Oltre che della sceneggiatura, che ha scritto con Michele Pellegrini e Amedeo Pagani, Morabito è autore del soggetto. "Non sapevo niente dell'industra farmaceutaca, anzi, essendo sia i miei nonni che i miei zii medici avevo sempre visto i medicinali come qualcosa di sacro, di intoccabile. Quando abbiamo avuto bisogno di un medicinale raro per una persona di famiglia, ho scoperto che per l'immissione di una farmaco sul mercato si usano tecniche di vendita molto aggressive. E non c'è nessuna attenzione per la salute del paziente. Ho fatto una lunga ricerca partendo dalle grandi aziende fino al lavoro sul campo degli informatori farmaceuticici e ho scoperto molte delle cose raccontate nel film".

Naturalmente proteste e contestazioni sono arrivate anche a film finito, come "la recensione preventiva del professor Veronesi che, senza aver visto Il venditore di medicine, metteva in guardia contro gli attacchi all'ndustria farmaceutiaca. Poi, dopo una mia lettera di risposta, ha ritrattato, dicendo di esser stato male interpretato. C'è stato anche qualche medico che, dopo aver criticato il film in tv, a telecamere spente invece ci ha incoraggiato a denunciare la corruzione", dice Morabito. Premiato comunque dal pubblico, "i lunghi dibattiti che si accendono con gli spettatori dopo la proiezione in varie città ci ripagano di ogni contestazione".