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Oliver Stone girerà un film su Snowden

Il regista più controverso del panorama cinematografico americano porterà su grande schermo la vicenda dell'Nsagate. "E' una delle più grandi storie del nostro tempo. Una vera sfida"

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LOS ANGELES - La storia di Edward Snowden, la fonte dell'Nsagate, è la tipica storia da film. E a portarla su grande schermo sarà Oliver Stone, un campione del cinema di denuncia, soprattutto quando sotto accusa finisce il sistema americano. Il due volte premio Oscar, per Platoon e Nato il 4 di luglio, ha annunciato che la pellicola sarà basata sul libro scritto dal giornalista del Guardian Luke Harding, The Snowden Files: The Inside Story of the World's Most Wanted Man, di cui ha acquistato i diritti.

"Questa è una delle più grandi storie del nostro tempo. Una vera sfida", ha dichiarato Stone, che scriverà e dirigerà il film utilizzando anche materiali di altri redattori del quotidiano inglese che pubblicò le rivelazioni dell'informatico sulle intercettazioni della National Security Agency.
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Di certo questo progetto accomuna uno dei registi più controversi dello showbiz americano con una delle notizie più esplosive degli ultimi anni. Ma oltre alle critiche che sicuramente gli pioveranno addosso da una parte del mondo politico e della società Usa, Stone dovrà fronteggiare anche la concorrenza della Sony Pictures che il mese scorso ha comprato i diritti di No Place to Hide: Edward Snowden, the NSA and the U.S. Surveillance State di Glenn Greenwald per un film che sarà prodotto da Barbara Broccoli e Michael G. Wilson, gli stessi di James Bond.

Stone aveva già preso le parti dell'ex analista della Nsa, che ha trovato asilo temporaneo in Russia. "Per me, Snowden è un eroe perché ha rivelato segreti che dovevamo conoscere, che gli Stati Uniti hanno ripetutamente violato il Quarto emendamento", aveva detto il regista. Sentimenti che la maggioranza degli americani non condividono: l'ultimo sondaggio condotto da Nbc/Wall Street Journal ha rivelato che il 38% dei cittadini Usa ritiene che con le sue rivelazioni abbia danneggiato gli Stati Uniti a fronte del 23% che lo appoggia. La situazione cambia tra i più giovani, di età compresa tra i 18 e i 34 anni: il 32%, sostiene la fonte dell'Nsagate, contro il 20% che lo osteggia.
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