ROMA - "La spinta a fare il film su Lampedusa mi è arrivata da una chiavetta usb, che contiene del materiale che forse deciderò anche di utilizzare. È come se l'isola mi avesse chiamato". Gianfranco Rosi, Leone d'Oro alla Mostra di Venezia del 2013 con Sacro GRA, parla così del suo prossimo documentario: racconterà l'isola siciliana "attraverso le storie dei suoi abitanti, al di fuori dell'eccezionalità" degli sbarchi dei migranti, "la cui eco tragica sarà comunque presente".
Il regista per ora non ha certezze: "Come sempre quando comincio a pensare a un film, ho bisogno di immergermi nella realtà che voglio raccontare prima di girare e poi, piano piano, di trovare un processo narrativo. Per questo a settembre mi trasferirò a vivere sull'isola per un po' e non so quando inizierò a girare né quanto dureranno le riprese. Per ora non so neanche che film sarà. È una sfida molto, molto complessa. Spero di essere all'altezza". Una sicurezza però Rosi ce l'ha già: "Il titolo non sarà quello inizialmente indicato come provvisorio, Mare Nostrum, perché è deviante. Il titolo lo sceglierò quando avrò finito il film, nell'ultima settimana".
Uno dei titoli di lavorazione è Aria rossa, "perché si tratta di un luogo dell'isola dove accadono cose che ho intenzione di mostrare anche nel film", aggiunge Rosi, che ha parlato del progetto durante la presentazione nella sede Rai di Viale Mazzini di LampedusaCinema 2014, la rassegna che porta ogni estate sull'isola (che non ha più una sala cinematografica da moltissimi anni) una serie di proiezioni e alla quale quest'anno Rai Cinema contribuisce con tre titoli (La mafia uccide solo d'estate di Pif, La sedia della felicità di Carlo Mazzacurati e Smetto quando voglio di Sydney Sibilia).
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Il nuovo film di Rosi, coprodotto da Rai Cinema con Luce Cinecittà, nasce da un'idea dell'ad di Luce Cinecittà, Roberto Ciccutto: "All'inizio", spiega Rosi, "si era pensato a un cortometraggio ma dopo due sopralluoghi ho capito che sarebbe stato impossibile condensare in dieci minuti delle storie che potessero raccontare l'isola. E così eccomi qui al lavoro su un nuovo film. A settembre, dopo la vittoria a Venezia, avrei voluto fermarmi un anno e dedicarmi all'insegnamento. E invece non mi sono fermato un attimo, tra la promozione di Sacro GRA in tutto il mondo, domani lo porto anche a New York, e questo nuovo progetto".
La politica, su Lampedusa, continua a latitare: "Non voglio parlarne, lo farò nel mio film", ha osservato Rosi, "ma, certo, l'Europa ha fatto poco. Se si pensa che questo fenomeno sia provvisorio, non si è capito niente".
Entusiasta il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini: "Mi piace pensare che con il film di Rosi possano venire fuori gli occhi di Lampedusa, il senso di Lampedusa e quelle realtà che nei tg non c'è il tempo di raccontare". "A Lampedusa c'è una popolazione scolastica di 1.200 persone", sottolinea il sindaco. In media nascono circa 75 bambini l'anno "ma in pochi conoscono il paradosso che a Lampedusa non nasce nessuno, perché non c'è un ospedale", sottolinea Gianfranco Rosi. E chissà che questa storia non entri in qualche modo nel suo film.
Il regista per ora non ha certezze: "Come sempre quando comincio a pensare a un film, ho bisogno di immergermi nella realtà che voglio raccontare prima di girare e poi, piano piano, di trovare un processo narrativo. Per questo a settembre mi trasferirò a vivere sull'isola per un po' e non so quando inizierò a girare né quanto dureranno le riprese. Per ora non so neanche che film sarà. È una sfida molto, molto complessa. Spero di essere all'altezza". Una sicurezza però Rosi ce l'ha già: "Il titolo non sarà quello inizialmente indicato come provvisorio, Mare Nostrum, perché è deviante. Il titolo lo sceglierò quando avrò finito il film, nell'ultima settimana".
Uno dei titoli di lavorazione è Aria rossa, "perché si tratta di un luogo dell'isola dove accadono cose che ho intenzione di mostrare anche nel film", aggiunge Rosi, che ha parlato del progetto durante la presentazione nella sede Rai di Viale Mazzini di LampedusaCinema 2014, la rassegna che porta ogni estate sull'isola (che non ha più una sala cinematografica da moltissimi anni) una serie di proiezioni e alla quale quest'anno Rai Cinema contribuisce con tre titoli (La mafia uccide solo d'estate di Pif, La sedia della felicità di Carlo Mazzacurati e Smetto quando voglio di Sydney Sibilia).
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Il nuovo film di Rosi, coprodotto da Rai Cinema con Luce Cinecittà, nasce da un'idea dell'ad di Luce Cinecittà, Roberto Ciccutto: "All'inizio", spiega Rosi, "si era pensato a un cortometraggio ma dopo due sopralluoghi ho capito che sarebbe stato impossibile condensare in dieci minuti delle storie che potessero raccontare l'isola. E così eccomi qui al lavoro su un nuovo film. A settembre, dopo la vittoria a Venezia, avrei voluto fermarmi un anno e dedicarmi all'insegnamento. E invece non mi sono fermato un attimo, tra la promozione di Sacro GRA in tutto il mondo, domani lo porto anche a New York, e questo nuovo progetto".
La politica, su Lampedusa, continua a latitare: "Non voglio parlarne, lo farò nel mio film", ha osservato Rosi, "ma, certo, l'Europa ha fatto poco. Se si pensa che questo fenomeno sia provvisorio, non si è capito niente".
Entusiasta il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini: "Mi piace pensare che con il film di Rosi possano venire fuori gli occhi di Lampedusa, il senso di Lampedusa e quelle realtà che nei tg non c'è il tempo di raccontare". "A Lampedusa c'è una popolazione scolastica di 1.200 persone", sottolinea il sindaco. In media nascono circa 75 bambini l'anno "ma in pochi conoscono il paradosso che a Lampedusa non nasce nessuno, perché non c'è un ospedale", sottolinea Gianfranco Rosi. E chissà che questa storia non entri in qualche modo nel suo film.