Franco Ricciardi, un neomelodico al cinema: "Il David di Donatello, la mia rivincita"
Gianni Valentino, GIANNI VALENTINOLa "star" originaria della periferia di Napoli ha vinto il David di Donatello per la canzone "'A verità", colonna sonora di "Song 'e Napule" dei Manetti Bros., storia di un camorrista in cerca di redenzione. "Quando sono entrato al party mi guardavano come se fossi un imbucato..."
NAPOLI - Ha quasi cinquant'anni. Metà della vita l'ha vissuta da fenomeno neomelodico e metà cercando di superare i limiti del quartiere di origine. Sul bordo invisibile che aggroviglia Secondigliano e Miano, controversa periferia di Napoli, Franco Ricciardi ha cominciato a desiderare di fare il cantante. C'è riuscito nella sua forma più popolare e poi ha tentato strade del tutto nuove, arrivando fino alla cerimonia di consegna dei David di Donatello, dove ha ritirato il premio per la miglior canzone originale dell'anno cinematografico: 'A verità, colonna sonora del film Song 'e Napule diretto dai Manetti Bros.
Una storia particolare quella di Franco Ricciardi. Cominciò negli anni 90 con l'ingenuità delle hit Mia cugina e Treno che lo fecero diventare "principe del golfo", con migliaia di fan adolescenti. Vent'anni dopo ha coinvolto nei suoi progetti i 99 Posse e lo scrittore Peppe Lanzetta. Assieme al produttore Rosario Casta…
Una storia particolare quella di Franco Ricciardi. Cominciò negli anni 90 con l'ingenuità delle hit Mia cugina e Treno che lo fecero diventare "principe del golfo", con migliaia di fan adolescenti. Vent'anni dopo ha coinvolto nei suoi progetti i 99 Posse e lo scrittore Peppe Lanzetta. Assieme al produttore Rosario Casta…
NAPOLI - Ha quasi cinquant'anni. Metà della vita l'ha vissuta da fenomeno neomelodico e metà cercando di superare i limiti del quartiere di origine. Sul bordo invisibile che aggroviglia Secondigliano e Miano, controversa periferia di Napoli, Franco Ricciardi ha cominciato a desiderare di fare il cantante. C'è riuscito nella sua forma più popolare e poi ha tentato strade del tutto nuove, arrivando fino alla cerimonia di consegna dei David di Donatello, dove ha ritirato il premio per la miglior canzone originale dell'anno cinematografico: 'A verità, colonna sonora del film Song 'e Napule diretto dai Manetti Bros.
Una storia particolare quella di Franco Ricciardi. Cominciò negli anni 90 con l'ingenuità delle hit Mia cugina e Treno che lo fecero diventare "principe del golfo", con migliaia di fan adolescenti. Vent'anni dopo ha coinvolto nei suoi progetti i 99 Posse e lo scrittore Peppe Lanzetta. Assieme al produttore Rosario Castagnola ha studiato il verbo rock e hip hop. Ha dialogato con il percussionista/cantante Maurizio Capone, con i rapper Co'Sang e Rocco Hunt. E pure il regista Matteo Garrone ha usato le sue canzoni per il film Reality. Adesso è tempo del David, con una canzone che fotografa il destino di un boss.
VIDEO I primi 5 minuti di "Song 'e Napule"
VIDEO Ma c'è anche Lollo Love e la sua "Cuoricina"
"Il pezzo racconta la storia di un camorrista che chiede redenzione. Sono storie ispirate dalla vita che osservo. Adesso basta festeggiamenti però. Devo coccolare il mio nuovo disco, Figli e figliastri - dice Ricciardi - io non so dire il mio entusiasmo con parole giuste, ho dovuto trattenere le lacrime in tv. Pensare che quando sono entrato in sala molti mi guardavano storto come fossi un imbucato al party. Non sono famoso, lo so. Mi hanno fatto sentire quasi un estraneo. Dopo, è arrivata l'ebbrezza, i complimenti di Paolo Sorrentino e Carlo Verdone. 'Tu sei uno vero, anche la tua gioia è vera', mi hanno detto con affetto. Chi mi rimproverava di essere soltanto un mediocre cantante neomelodico potrebbe pensare che per me questo premio equivale a una rivincita. Forse è vero, ma ci bado poco. Il David è un riconoscimento al percorso che ho compiuto. Non sono bravo a difendermi dalle polemiche, io faccio musica. So di essere partito da zero, ma nella vita i numeri aumentano, e tu cresci esplorando sonorità".
È innegabile che l'incontro decisivo nella sua biografia sia quello a sorpresa con Matteo Garrone per Reality, che l'ha condotto fino a Cannes. Poi è stato il turno dei Manetti. "L'esperienza con Garrone è stata incredibile - ricorda Ricciardi - ero dal barbiere e lui mi telefonò proponendomi di inserire la mia canzone 'A storia 'e Maria nel suo film. Restai di ghiaccio. In seguito mi offrì anche il cameo in cui mi esibisco sul palco di un matrimonio. Oggi siamo grandi amici. Matteo è un uomo estremamente sensibile e ha compreso che la mia timidezza, davanti al pubblico, si trasforma in coraggio". Ricciardi ha dedicato il David a Ciro Esposito, il giovane tifoso del Napoli ricoverato in ospedale dopo esser stato colpito da un proiettile prima della finale di Coppa Italia. "Si è parlato tanto di Genny 'a carogna ma non si dà la doverosa attenzione a un ragazzo che lotta ancora per vivere".
Una storia particolare quella di Franco Ricciardi. Cominciò negli anni 90 con l'ingenuità delle hit Mia cugina e Treno che lo fecero diventare "principe del golfo", con migliaia di fan adolescenti. Vent'anni dopo ha coinvolto nei suoi progetti i 99 Posse e lo scrittore Peppe Lanzetta. Assieme al produttore Rosario Castagnola ha studiato il verbo rock e hip hop. Ha dialogato con il percussionista/cantante Maurizio Capone, con i rapper Co'Sang e Rocco Hunt. E pure il regista Matteo Garrone ha usato le sue canzoni per il film Reality. Adesso è tempo del David, con una canzone che fotografa il destino di un boss.
VIDEO I primi 5 minuti di "Song 'e Napule"
VIDEO Ma c'è anche Lollo Love e la sua "Cuoricina"
"Il pezzo racconta la storia di un camorrista che chiede redenzione. Sono storie ispirate dalla vita che osservo. Adesso basta festeggiamenti però. Devo coccolare il mio nuovo disco, Figli e figliastri - dice Ricciardi - io non so dire il mio entusiasmo con parole giuste, ho dovuto trattenere le lacrime in tv. Pensare che quando sono entrato in sala molti mi guardavano storto come fossi un imbucato al party. Non sono famoso, lo so. Mi hanno fatto sentire quasi un estraneo. Dopo, è arrivata l'ebbrezza, i complimenti di Paolo Sorrentino e Carlo Verdone. 'Tu sei uno vero, anche la tua gioia è vera', mi hanno detto con affetto. Chi mi rimproverava di essere soltanto un mediocre cantante neomelodico potrebbe pensare che per me questo premio equivale a una rivincita. Forse è vero, ma ci bado poco. Il David è un riconoscimento al percorso che ho compiuto. Non sono bravo a difendermi dalle polemiche, io faccio musica. So di essere partito da zero, ma nella vita i numeri aumentano, e tu cresci esplorando sonorità".
È innegabile che l'incontro decisivo nella sua biografia sia quello a sorpresa con Matteo Garrone per Reality, che l'ha condotto fino a Cannes. Poi è stato il turno dei Manetti. "L'esperienza con Garrone è stata incredibile - ricorda Ricciardi - ero dal barbiere e lui mi telefonò proponendomi di inserire la mia canzone 'A storia 'e Maria nel suo film. Restai di ghiaccio. In seguito mi offrì anche il cameo in cui mi esibisco sul palco di un matrimonio. Oggi siamo grandi amici. Matteo è un uomo estremamente sensibile e ha compreso che la mia timidezza, davanti al pubblico, si trasforma in coraggio". Ricciardi ha dedicato il David a Ciro Esposito, il giovane tifoso del Napoli ricoverato in ospedale dopo esser stato colpito da un proiettile prima della finale di Coppa Italia. "Si è parlato tanto di Genny 'a carogna ma non si dà la doverosa attenzione a un ragazzo che lotta ancora per vivere".