Spettacoli

CINEMA

"Dragon Trainer 2", Dean DeBlois: "Nemici? Macché, i diversi sono i draghi di oggi"

Il regista canadese del film d'animazione Dreamworks (nei cinema il 16 agosto) dà un significato metaforico ai "suoi" draghi. "Se riuscissimo a fermarci, ad approfondire caratteri e culture diverse, capiremmo quanto i pregiudizi siano dannosi"

2 minuti di lettura
TAORMINA - "I draghi di oggi sono tutte le persone che non abbiamo tempo di conoscere. Se riuscissimo a fermarci, ad approfondire caratteri e culture diverse, capiremmo quanto i pregiudizi siano dannosi. Spero che una storia come questa sia incoraggiante da questo punto di vista". Parola di Dean DeBlois, il corpulento e simpatico regista canadese di Dragon Trainer 2 (al cinema con 20th Century Fox il 16 agosto, evento inaugurale della sessantesima edizione di Taormina Film Fest, in corso sino al 21), secondo appuntamento (di tre) con la saga made in Dreamworks del ragazzino vichingo Hiccup, della sua amicizia con i draghi, dei cattivi che invece quei draghi li considerano (e li vorrebbero) nemici perché diversi, perché altri. Animazione d'alto livello (e anche doppiaggio, nella versione originale, con nomi come Cate Blanchett, Gerard Butler, Kit Harington)
[[ge:rep-locali:repubblica:89015982]]
Effetti speciali, momenti di divertimento, battute, personaggi buffi, draghi spettacolari dalle cui fattezze e colori si intuisce come gli animatori abbiamo dato sfogo al lato più lisergico della propria creatività. Romanzo di formazione con annessi accadimenti drammatici - colpi di scena che qui non riveleremo - Dragon Trainer 2 (in 3D) insegna soprattutto che prima o poi si deve diventare grandi e imparare a superare le botte della vita. Tipo ritrovare la propria madre, Valka, creduta morta, che invece tanti anni prima scelse di mollare tutto, anche marito e figlio, per dedicarsi proprio alla causa dei draghi, perché non c'è niente da fare, la sensibilità femminile è un'altra storia e una donna sa da chi difendersi e con chi schierarsi.
[[ge:rep-locali:repubblica:89014684]]
Sono proprio i personaggi femminili uno dei punti centrali della storia. Dalla madre, appunto, regina dei draghi (un po' la Daenerys Targaryen di Game of Thrones ma senza quella fissazione per la guerra) con i quali condivide la propria esistenza e voli stratosferici e tenerezze materne; una vichinga bruttina, un po' strafattona, che "punta" l'abile cacciatore di draghi Eret e, alla sola vista del bicipite, decide che lo farà suo; Astrid, la ragazzina guerriera, grande amore di Hiccup e più spavalda di lui (notate com'è vestita, un look vichingo assolutamente cool, coprispalla in pelliccetta e scarponcini trendy). "Ho sempre amato le figure femminili forti", spiega il regista, "e avendo l'opportunità di riportare in vita Valka, ho creato un personaggio in stile Dian Fossey, o Jane Gooddall (le due ricercatici che hanno dedicato la loro vita allo studio dei gorilla la prima, degli scimpanzè la seconda, ndr), una persona che da vent'anni vive con le creature che il resto del mondo teme e nei confronti delle quali lei ha sviluppato una grande solidarietà. Ma il personaggio è ancora più complesso, è una donna che tanti anni prima aveva capito che nessuno avrebbe potuto cambiare il mondo in cui viveva e quindi ha preferito isolarsi e vivere con questi animali".
[[ge:rep-locali:repubblica:89015989]]
Ma qualcuno ci riuscirà, a cambiare il mondo. Sono i bambini e i più giovani, che si ribellano alle regole dei padri e conquistano il loro rispetto con la disobbedienza. E per raccontare una storia così, un po' bambini bisogna esserlo. "Io sono molto fortunato", dice DeBlois. "Faccio un lavoro che mi permette di esprimere una creatività infantile, di fare ancora cose, tipo disegnare, che mi piaceva fare da bambino. Ma in un film come questo metto anche la mia parte 'adulta', quel che la vita mi ha insegnato, perché penso sia sempre utile trasmettere agli altri quel che hai imparato".