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Michael Douglas, la moglie, i figli: "Ecco la mia seconda giovinezza"

L'attore torna in sala, dal 10 luglio, con "Mai così vicini". E racconta di come ha debellato il tumore, di come ha riconquistato sua moglie, del prossimo film che girerà. "Ho una nuova energia che scorre nel corpo"

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LOS ANGELES - Un agente immobiliare, vedovo, egocentrico, è costretto a chiedere l'aiuto di una vicina quando il figlio, allontanato dalla sua vita, gli piomba in casa con una sorpresa: una nipotina che non aveva mai conosciuto. Michael Douglas è l'antipatico Oren Little in Mai così vicini, al cinema dal 10 luglio, commedia romantica diretta da Rob Reiner, coprotagonista Diane Keaton per la prima volta sul set con Douglas. Un film a basso budget, di quelli, spiega l'attore - settant'anni a settembre, due Oscar - sempre più rari nel cinema americano, ormai concentrato su sequel e storie rodate. Ma anche lui ha ceduto al fascino dell'intrattenimento popolare: l'anno prossimo sarà protagonista di Ant-Man, un film di supereroi targato Marvel. Quelli recenti sono stati anni difficili, segnati anche dal tumore che ha finalmente debellato. Oggi ha di nuovo accanto sua moglie Catherine Zeta-Jones, dopo mesi di separazione "per riconsiderare lo stato della nostra unione". Lo abbiamo incontrato a Los Angeles.
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È bello ritrovarla in forma, sereno, e in un film semi-indipendente.
"Oggi è difficile fare questi film, il grosso dell'industria si concentra sulla tv. Le storie vere, come questa che parla della forza dell'amore e della possibilità di innamorarsi a ogni età, sono un prodotto per pochi. È stato anche comodo, si girava in Connecticut, impiegavo solo quaranta minuti per arrivare sul set da New York, dove vivo. Non ho dovuto lasciare la mia famiglia troppo a lungo".

Che rapporto ha con il cinema?
"Mi vergogno a dirlo ma ci vado poco, di recente ho visto Wolf of Wall Street in aereo. Vado con i miei figli a vedere i film in Imax 3D, Godzilla, Gravity. Oggi è dura mandare la gente nelle sale, il grosso si consuma a casa grazie a internet".

A proposito di famiglia: il momento di crisi con sua moglie è finito.
"Ne sono felice. Catherine tornerà a lavorare, in autunno girerà un film in Inghilterra. I ragazzi sono tranquilli. Posso finalmente rilassarmi. Per l'estate abbiamo deciso di fare una bella vacanza in Italia, siamo appassionati di archeologia. Niente festival né glamour, solo mare, sole e storia antica".

Sta parlando della Sicilia?
"È nei nostri programmi ma eviteremo i luoghi turistici".
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Sarà protagonista di Ant-Man. C'entrano qualcosa i suoi figli?
"Con una figlia di 11 anni e un figlio di 13 è difficile non conoscere il loro mondo, anche se non sempre riesco a stare al passo. Sono loro a rendermi giovane, e sono i più eccitati per questo film. Io non sono tipo da fantascienza, è un'esperienza del tutto nuova, green screen, effetti speciali, costumi... Comunque, diciamola tutta, sono film che pagano molto bene e in genere hanno dei sequel, quindi ben vengano".

Com'è cambiata la sua vita dopo la malattia?
"Fra pochi giorni interverrò a un congresso di specialisti a New York, mi hanno invitato a raccontare la mia esperienza. Spiegherò quanto sia importante la ricerca e quanti soldi vengano sprecati in altri ambiti. Ora che sono diventato un testimonial del tumore, vorrei aiutare chi non ha le mie possibilità affinché tutti possano avere diagnosi tempestive e cure. Quando mi è stato diagnosticato, da tempo sentivo che qualcosa non andava ma il mio dottore non riusciva a capire cosa. Se avesse avuto ogni mezzo disponibile, l'avrebbe capito quand'eravamo nella seconda fase e non, come è successo, nella quarta, la più grave".

Ha deciso di non operarsi.
"Mi sono curato con la chemio e la radioterapia, se mi fossi operato la mia carriera sarebbe stata compromessa, mi avrebbero dovuto asportare la mascella e parte della lingua. Per fortuna non ce n'è stato bisogno. Nel male, una benedizione. Quand'esci da una cosa del genere ringrazi ogni giorno di essere vivo. È la mia seconda vita, una nuova energia che scorre nel corpo. È un momento di rinascita su ogni fronte: salute, carriera, amore".

Che cosa serve per ridar vita a una relazione?
"Essere più rispettosi, attenti alle esigenze di chi hai accanto. È importante superare insieme i momenti difficili, restituisce vigore al rapporto. In tanti si preoccupano di quel che pensano gli altri, ma gli altri sono degli estranei. Quel che conta, è sapere cosa vuole da noi chi amiamo davvero".