ROMA - Anche un Premio Oscar come Gabriele Salvatores spera ancora oggi di essere Il ragazzo invisibile, come Michele, il protagonista del suo nuovo film. "Forse lo penso molto più spesso ora - racconta il regista - quand'ero adolescente mi capitava semplicemente di non essere proprio calcolato da nessuno". Nasce da quegli anni lo spunto per il suo ultimo lavoro, in uscita a Natale. Lo abbiamo incontrato in occasione della presentazione del listino di 01 Distribution, con cui il film sarà nelle sale italiane.
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Michele vive i suoi 13 anni nella Trieste quieta e adagiata sul mare. È vittima dei soliti bulli, che popolano tutte le scuole e da cui spesso si nasconde. In bagno o nei ripostigli, non fa la differenza, perché la richiesta disperata, a una presenza immateriale, è sempre la stessa: "Ti prego fammi diventare invisibile!". E poi accade. Scopre di riuscire davvero a sfuggire allo sguardo degli altri, ma l'energia che trova in sé, non è facile da controllare. "Tutti verso quell'età sentiamo nascere dentro di noi un superpotere che non sappiamo bene come usare - commenta il regista - lì c'è da fare una scelta: diventare un adulto o decidere di essere un supereroe"
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Spazio ai giovani protagonisti, molti per la prima volta sul grande schermo, in una pellicola che riporta nelle sale italiane il narratore profetico e sognatore di Nirvana. "Volevamo far vedere che anche nella realtà c'è la magia e viceversa, che nella magia c'è la realtà. È per questo che stiamo impiegando tanto a finire il film, perché ci sono un sacco di effetti speciali".
Il nuovo e i giovani sono i due punti di partenza da cui il poeta delle immagini avvierebbe una riforma del cinema italiano. "Se Renzi mi chiama per un aiuto scappo! - risponde sorridendo alla domanda - credo sia molto complicato, ma si inizia con un amore, non dichiarato solo a parole, per la nostra cultura. Si comincia rischiando qualcosa, perché se non lo si fa si ripercorrono sempre le stesse strade".
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Innovazione e rischio che caratterizzano in pieno il film e soprattutto la colonna sonora. Per trovarla è stato realizzato un contest on-line, in cui chiunque poteva proporre la propria melodia, partendo da un piccolo racconto sulla trama offerto dallo stesso autore di - fra gli altri - Mediterraneo, Quo vadis baby? e Come Dio comanda.
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Con Il ragazzo invisibile forse nasce un nuovo genere: lo spaghetti-fantasy. Per la fantasia ci sono i superpoteri, le elaborazioni al computer, le magie della tecnologia a dare vita sul grande schermo ai supereroi. Per l'italianità invece c'è Trieste che fa da sfondo alle immagini e, ovviamente, la firma di uno dei nostri registi più noti all'estero, il visibilissimo Gabriele Salvatores.
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Michele vive i suoi 13 anni nella Trieste quieta e adagiata sul mare. È vittima dei soliti bulli, che popolano tutte le scuole e da cui spesso si nasconde. In bagno o nei ripostigli, non fa la differenza, perché la richiesta disperata, a una presenza immateriale, è sempre la stessa: "Ti prego fammi diventare invisibile!". E poi accade. Scopre di riuscire davvero a sfuggire allo sguardo degli altri, ma l'energia che trova in sé, non è facile da controllare. "Tutti verso quell'età sentiamo nascere dentro di noi un superpotere che non sappiamo bene come usare - commenta il regista - lì c'è da fare una scelta: diventare un adulto o decidere di essere un supereroe"
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Spazio ai giovani protagonisti, molti per la prima volta sul grande schermo, in una pellicola che riporta nelle sale italiane il narratore profetico e sognatore di Nirvana. "Volevamo far vedere che anche nella realtà c'è la magia e viceversa, che nella magia c'è la realtà. È per questo che stiamo impiegando tanto a finire il film, perché ci sono un sacco di effetti speciali".
Il nuovo e i giovani sono i due punti di partenza da cui il poeta delle immagini avvierebbe una riforma del cinema italiano. "Se Renzi mi chiama per un aiuto scappo! - risponde sorridendo alla domanda - credo sia molto complicato, ma si inizia con un amore, non dichiarato solo a parole, per la nostra cultura. Si comincia rischiando qualcosa, perché se non lo si fa si ripercorrono sempre le stesse strade".
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Innovazione e rischio che caratterizzano in pieno il film e soprattutto la colonna sonora. Per trovarla è stato realizzato un contest on-line, in cui chiunque poteva proporre la propria melodia, partendo da un piccolo racconto sulla trama offerto dallo stesso autore di - fra gli altri - Mediterraneo, Quo vadis baby? e Come Dio comanda.
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Con Il ragazzo invisibile forse nasce un nuovo genere: lo spaghetti-fantasy. Per la fantasia ci sono i superpoteri, le elaborazioni al computer, le magie della tecnologia a dare vita sul grande schermo ai supereroi. Per l'italianità invece c'è Trieste che fa da sfondo alle immagini e, ovviamente, la firma di uno dei nostri registi più noti all'estero, il visibilissimo Gabriele Salvatores.