I CAPOLAVORI di Truffaut, tutti da rivedere. Un ripasso estivo del grande cinema europeo che ha contributo a fare la storia del cinema. L'occasione è offerta da MYmovies.it che, in collaborazione con Bim Distribuzione, prosegue con il progetto di programmazione streaming dedicato ai grandi maestri della cinematografia internazionale e propone una nuova collezione, "Liv&Truffaut".
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Dopo il successo dei capolavori di Ingmar Bergman e Roberto Rossellini (già disponibili nella sezione liveCollection), il pubblico unlimited di MYMOVIESLIVE! avrà la possibilità di accedere on demand a undici capisaldi della filmografia di François Truffaut, maestro della Nouvelle Vague e protagonista della cinematografia mondiale. Una collezione per tutti gli appassionati di cinema e un'occasione per riscoprire alcune delle pietre miliari della settima arte.
Inoltre, a inaugurare la sezione "Liv&Truffaut", dodici eventi speciali ad accesso gratuito: ogni sera alle ore 21.30 i film saranno trasmessi in streaming nell'esclusivo teatro di MYMOVIESLIVE! solo per un numero limitato di utenti FREE. Il viaggio nel cinema del maestro francese si apre mercoledì 16 con il capolavoro d'esordio I 400 colpi. Si prosegue con alcuni dei vertici della filmografia dell'autore: da Jules e Jim ai due cortometraggi inediti Les Mistons e Antonie e Colette, da Baci rubati, L'amore fugge, La signora della porta accanto fino a Finalmente Domenica!.
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Il programma degli eventi LIVE!
Si comincia mercoledì 16 luglio alle ore 21.30 con l'indimenticabile capolavoro d'esordio I 400 colpi (1959), vincitore del Premio per la Miglior regia al XII Festival di Cannes. È anche il film in cui debutta il personaggio di Antoine Doinel, alter ego di Truffaut, che accompagnerà il regista per tutta la sua carriera. Antoine è un bambino che vive con la giovane madre e il patrigno. Ha poca voglia di studiare e si diverte ad andare al cinema, a marinare la scuola, a compiere piccoli furti, oppresso da una famiglia che pensa troppo a se stessa e lo relega a buttare via la spazzatura o ad andare a comprare il latte, lasciando ai compagni di scuola il compito di accompagnarlo all'adolescenza. Il riformatorio diventerà il trampolino per il tuffo nel mare della vita. Manifesto della Nouvelle Vague francese, il primo film di Truffaut è un inno alla libertà dell'infanzia, in parte autobiografico, che disegna e descrive le vicende di un bambino, nel quartiere in cui il regista è nato.
PRENOTA "I 400 COLPI"
Giovedì 17 è la volta di Tirate sul pianista (1960). Un tempo concertista di successo, dopo il suicidio della moglie Charlie si è ridotto a suonare il piano in una bettola di Parigi. Un giorno incontra Chico, uno dei suoi fratelli, inseguito da due malviventi. Ben presto Charlie si ritroverà coinvolto in una resa di conti tra gangster e a farne le spese sarà Lena, la sua nuova compagna, cassiera del locale in cui si esibisce e l'unica a essere a conoscenza del passato di Charlie. Con il suo secondo film Truffaut rilegge, in pieno stile Nouvelle Vague, il genere noir. Fedele alla concezione secondo cui anche un film di Hitchcock poteva essere considerato un film d'autore indipendentemente dall'argomento trattato, il regista francese adatta per il grande schermo Non sparate sul pianista di David Goodis, autore americano di romanzi noir. Il risultato finale è un film che stravolge i canoni del genere parodiando le figure dei gangster o le scene d'azione come i rapimenti e le sparatorie.
PRENOTA "TIRATE SUL PIANISTA"
Venerdì 18 si prosegue con uno dei vertici della filmografia dell'autore: lo "scandaloso" Jules e Jim (1962), adattamento dell'omonimo romanzo autobiografico di Henri-Pierre Roché. Siamo a Parigi, intorno al 1912. Il tedesco Jules e il francese Jim sono amici inseparabili, uniti dalla passione per la letteratura e le lingue e per le donne (che Jim presenta all'inesperto amico). Un giorno vengono colpiti dall'immagine della testa di una statua dal sorriso enigmatico. Incontreranno Catherine, che le somiglia molto. Jules ne è attratto e avverte Jim che non vuole condividerla con lui. L'amico si ritrae ma, dopo il conflitto che li impegna su fronti opposti, i due si ritrovano. Ora la coppia vive in campagna ed è nata una bambina, Sabine. Ma Catherine non ama più Jules e a questo punto Jim può ammettere anche con se stesso l'attrazione che ha sempre provato per lei. Jules è pronto ad accettare la situazione. C'è una canzone nel film, per dichiarazione dello stesso Truffaut, che ne chiarisce il senso più profondo: On s'est connus, on s'est reconnus, on s'est perdus de vue, on s'est perdu de vue, on s'est retrouvés, on s'est rechauffés, puis on s'est séparés. Chacun pour soi est reparti, dans l'tourbillon de la vie. Il testo è la riprova che ancora una volta Truffaut si appropria di un testo letterario per farlo suo al fine di esprimere i propri sentimenti nei confronti della vita, della morte e, soprattutto, di quel misterioso tumulto dell'anima che chiamiamo amore.
PRENOTA "JULES E JIM"
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Sabato 19 tocca ai due cortometraggi inediti Les Mistons (1957) e Antonie e Colette (1962). Il primo è ambientato a Nîmes, nel sud della Francia, e racconta la storia di un gruppo di ragazzi (mistons) tutti innamorati della stessa donna. Gelosi, cercano di ostacolare la sua relazione sentimentale. In Antoine e Colette Doinel ha ormai 17 anni e lavora alla fabbrica di dischi della Philips. È un appassionato di musica e a uno dei concerti incrocia lo sguardo di una coetanea, Colette. Si confida con l'amico d'infanzia René e decide di parlarle. La ragazza è socievole e accetta la sua amicizia. Solo che Antoine scambia questa disponibilità per amore...
PRENOTA "LES MISTONS" E "ANTOINE E COLETTE"
Domenica 20 luglio è in programma La calda amante (1964). Un intellettuale francese sposato s'innamora di una hostess, a poco a poco la bella storia si affievolisce ma la moglie non sopporta il tradimento. La situazione è tra le più banali: storia di un triangolo erotico sentimentale, destinato a concludersi tragicamente.
PRENOTA "LA CALDA AMANTE"
Lunedì 21 appuntamento con Baci rubati (1968). Congedato dall'esercito, il ventenne Antoine Doinel cerca di ricostruire il rapporto con la vecchia fidanzata, Christine, senza riuscirci. Dopo una breve esperienza come portiere d'albergo, trova lavoro come investigatore privato, attività per cui non è assolutamente portato. Tuttavia, tra un pedinamento e l'altro, tra un'indagine e l'altra, riuscirà a dare un senso alla sua ricerca di stabilità interiore, ritrovando l'amore della vecchia fiamma e una più matura consapevolezza di sé. Diretto nei giorni della contestazione studentesca del '68, nei giorni della destituzione di Henry Langlois, direttore della Cinémathèque Française a cui il film è dedicato, Baci rubati lascia in secondo piano il contesto politico per concentrarsi sulle avventure di un giovane imbranato in cerca di un lavoro, di un amore, di una strada da percorrere nella vita.
PRENOTA "BACI RUBATI"
Martedì 22 è la volta di Le due inglesi (1971). Anne e Muriel hanno ribattezzato "Continente" un coetaneo francese, Claude, venuto a passare una vacanza nella loro casa in Cornovaglia. Claude s'innamora di Muriel, ma a Parigi diventa l'amante di Anne. Dal romanzo di Henri-Pierre Roché, l'autore di Jules e Jim, Truffaut ha tratto, ancora una volta sulla storia di un triangolo e di un fallimento amoroso, un film non romantico: crudo, materiale, mortuario. L'amore fa male. La clericale censura italiana impose l'eliminazione della sequenza in cui Muriel perde la verginità, riducendo a 108 minuti la durata di un film che già Truffaut aveva tagliato per renderlo più accessibile al pubblico.
PRENOTA "LE DUE INGLESI"
Il programma prosegue mercoledì 23 luglio con Mica scema la ragazza! (1972). Il sociologo Stanislao Prévine si reca in carcere per intervistare Camille Bliss, detenuta arrestata per omicidio. Vuole realizzare, intervistandola, un libro sulla criminologia femminile. Camille prende a raccontargli, senza esibizione alcuna, la sua intensa vita sessuale rivelandogli al contempo la sua passione per il canto. Non finirà bene per Stanislao. La sceneggiatura è ispirata al romanzo di Henry Farrell uscito in Italia nel 1967 nella collana dei Gialli Mondadori con il titolo Un fiore di figliola come me.
PRENOTA "MICA SCEMA LA RAGAZZA!"
Giovedì 24 è invece online L'amore fugge (1979). Antoine Doinel ha 35 anni, divorzia da Christine e rivede per caso tutte le persone, specialmente le donne, che hanno lasciato un segno nella sua vita. Prigioniero del passato, scopre l'avvenire, o almeno così crede, in Sabine. Quinto e ultimo capitolo delle "avventure di Antoine Doinel". La vita di questo antieroe è ricapitolata con una complessa struttura a mosaico con frammenti dei film precedenti che funzionano da flashback-ricordi e che, come tali, possono mentire anche se la parte aggiunta di finzione può svelare nuove verità.
PRENOTA "L'AMORE FUGGE"
Venerdì 25 luglio il film è L'ultimo metrò (1980). Nella Parigi occupata dai nazisti del 1942 l'ultimo metrò è il mezzo che i parigini debbono prendere per tornare a casa in sicurezza dopo essere stati a teatro. È proprio di un teatro e di chi lo fa continuare a esistere che il film si occupa. Marion Steiner è la prima attrice del Théâtre Montmatre che si è caricata sulle spalle l'impresa di fare andare avanti la compagnia dopo che il marito, il regista ebreo Lucas, è fuggito per evitare l'arresto. In realtà l'uomo è nascosto nella cantina dell'edificio e da lì, con l'aiuto della consorte, continua a dirigere. Lo spettacolo che si sta provando è di un autore danese e s'intitola La scomparsa. Per il ruolo di primo attore viene ingaggiato il giovane e irruente Bernard Granger che proviene dal Grand Guignol. Bernard, all'insaputa dei colleghi, fa anche parte della rete clandestina della Resistenza.
PRENOTA "L'ULTIMO METRÒ"
Sabato 26 il penultimo film in programma, La signora della porta accanto (1981). Bernard e Mathilde si sono amati con passione e si sono lasciati con rabbia. Si ritrovano otto anni dopo, entrambi felicemente sposati. Il fuoco si riaccende. Meglio durare o bruciare? Ventesimo film di Truffaut, il suo sesto film d'amore e, purtroppo, il penultimo. Fanny Ardant lo illumina come una fiamma bruna. È, a modo suo, anche un thriller: un film d'amore hitchcockiano. L'amore-passione in cifra quotidiana.
PRENOTA "LA SIGNORA DELLA PORTA ACCANTO"
La rassegna si chiude domenica 27 luglio con Finalmente domenica (1983). Impresario di un'agenzia immobiliare, Julian Vercel è sospettato dell'omicidio di un uomo che si scoprirà essere stato l'amante di sua moglie. Anche la stessa signora Vercel presto troverà la morte per mano di ignoti, ulteriore conferma, per il commissario Santelli, della colpevolezza di Julian. Per fortuna c'è Barbara, la segretaria dell'agenzia, che riuscirà a sbrogliare un mistero in cui è coinvolta la cassiera di un cinema, malviventi vari e persino un giro di equivoci night club. Il film coniuga l'interesse di Truffaut per il cinema noir degli anni Quaranta con quell'esaltazione della passione amorosa cui ha sempre teso la sua opera. Non è certo la soluzione dell'enigma ad interessare Truffaut ma la costruzione di un intrigo sul quale sovrapporre l'ennesima schermaglia tra uomo e donna. È soprattutto un film costruito intorno al corpo di Fanny Ardant, all'epoca compagna del regista, che assomma in sé la sofisticatezza delle dive del grande cinema americano con un sex appeal e una determinazione molto francesi. L'ultimo lavoro del cineasta appartiene al cosiddetto ciclo della "Série noire" che già comprende Tirate sul pianista, La sposa in nero e La mia droga si chiama Julie; la fonte, questa volta, è il romanzo Morire d'amore di Charles Williams, sceneggiato dal regista con Suzanne Schiffman e Jean Aurel.
PRENOTA "FINALMENTE DOMENICA"
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Dopo il successo dei capolavori di Ingmar Bergman e Roberto Rossellini (già disponibili nella sezione liveCollection), il pubblico unlimited di MYMOVIESLIVE! avrà la possibilità di accedere on demand a undici capisaldi della filmografia di François Truffaut, maestro della Nouvelle Vague e protagonista della cinematografia mondiale. Una collezione per tutti gli appassionati di cinema e un'occasione per riscoprire alcune delle pietre miliari della settima arte.
Inoltre, a inaugurare la sezione "Liv&Truffaut", dodici eventi speciali ad accesso gratuito: ogni sera alle ore 21.30 i film saranno trasmessi in streaming nell'esclusivo teatro di MYMOVIESLIVE! solo per un numero limitato di utenti FREE. Il viaggio nel cinema del maestro francese si apre mercoledì 16 con il capolavoro d'esordio I 400 colpi. Si prosegue con alcuni dei vertici della filmografia dell'autore: da Jules e Jim ai due cortometraggi inediti Les Mistons e Antonie e Colette, da Baci rubati, L'amore fugge, La signora della porta accanto fino a Finalmente Domenica!.
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Il programma degli eventi LIVE!
Si comincia mercoledì 16 luglio alle ore 21.30 con l'indimenticabile capolavoro d'esordio I 400 colpi (1959), vincitore del Premio per la Miglior regia al XII Festival di Cannes. È anche il film in cui debutta il personaggio di Antoine Doinel, alter ego di Truffaut, che accompagnerà il regista per tutta la sua carriera. Antoine è un bambino che vive con la giovane madre e il patrigno. Ha poca voglia di studiare e si diverte ad andare al cinema, a marinare la scuola, a compiere piccoli furti, oppresso da una famiglia che pensa troppo a se stessa e lo relega a buttare via la spazzatura o ad andare a comprare il latte, lasciando ai compagni di scuola il compito di accompagnarlo all'adolescenza. Il riformatorio diventerà il trampolino per il tuffo nel mare della vita. Manifesto della Nouvelle Vague francese, il primo film di Truffaut è un inno alla libertà dell'infanzia, in parte autobiografico, che disegna e descrive le vicende di un bambino, nel quartiere in cui il regista è nato.
PRENOTA "I 400 COLPI"
Giovedì 17 è la volta di Tirate sul pianista (1960). Un tempo concertista di successo, dopo il suicidio della moglie Charlie si è ridotto a suonare il piano in una bettola di Parigi. Un giorno incontra Chico, uno dei suoi fratelli, inseguito da due malviventi. Ben presto Charlie si ritroverà coinvolto in una resa di conti tra gangster e a farne le spese sarà Lena, la sua nuova compagna, cassiera del locale in cui si esibisce e l'unica a essere a conoscenza del passato di Charlie. Con il suo secondo film Truffaut rilegge, in pieno stile Nouvelle Vague, il genere noir. Fedele alla concezione secondo cui anche un film di Hitchcock poteva essere considerato un film d'autore indipendentemente dall'argomento trattato, il regista francese adatta per il grande schermo Non sparate sul pianista di David Goodis, autore americano di romanzi noir. Il risultato finale è un film che stravolge i canoni del genere parodiando le figure dei gangster o le scene d'azione come i rapimenti e le sparatorie.
PRENOTA "TIRATE SUL PIANISTA"
Venerdì 18 si prosegue con uno dei vertici della filmografia dell'autore: lo "scandaloso" Jules e Jim (1962), adattamento dell'omonimo romanzo autobiografico di Henri-Pierre Roché. Siamo a Parigi, intorno al 1912. Il tedesco Jules e il francese Jim sono amici inseparabili, uniti dalla passione per la letteratura e le lingue e per le donne (che Jim presenta all'inesperto amico). Un giorno vengono colpiti dall'immagine della testa di una statua dal sorriso enigmatico. Incontreranno Catherine, che le somiglia molto. Jules ne è attratto e avverte Jim che non vuole condividerla con lui. L'amico si ritrae ma, dopo il conflitto che li impegna su fronti opposti, i due si ritrovano. Ora la coppia vive in campagna ed è nata una bambina, Sabine. Ma Catherine non ama più Jules e a questo punto Jim può ammettere anche con se stesso l'attrazione che ha sempre provato per lei. Jules è pronto ad accettare la situazione. C'è una canzone nel film, per dichiarazione dello stesso Truffaut, che ne chiarisce il senso più profondo: On s'est connus, on s'est reconnus, on s'est perdus de vue, on s'est perdu de vue, on s'est retrouvés, on s'est rechauffés, puis on s'est séparés. Chacun pour soi est reparti, dans l'tourbillon de la vie. Il testo è la riprova che ancora una volta Truffaut si appropria di un testo letterario per farlo suo al fine di esprimere i propri sentimenti nei confronti della vita, della morte e, soprattutto, di quel misterioso tumulto dell'anima che chiamiamo amore.
PRENOTA "JULES E JIM"
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Sabato 19 tocca ai due cortometraggi inediti Les Mistons (1957) e Antonie e Colette (1962). Il primo è ambientato a Nîmes, nel sud della Francia, e racconta la storia di un gruppo di ragazzi (mistons) tutti innamorati della stessa donna. Gelosi, cercano di ostacolare la sua relazione sentimentale. In Antoine e Colette Doinel ha ormai 17 anni e lavora alla fabbrica di dischi della Philips. È un appassionato di musica e a uno dei concerti incrocia lo sguardo di una coetanea, Colette. Si confida con l'amico d'infanzia René e decide di parlarle. La ragazza è socievole e accetta la sua amicizia. Solo che Antoine scambia questa disponibilità per amore...
PRENOTA "LES MISTONS" E "ANTOINE E COLETTE"
Domenica 20 luglio è in programma La calda amante (1964). Un intellettuale francese sposato s'innamora di una hostess, a poco a poco la bella storia si affievolisce ma la moglie non sopporta il tradimento. La situazione è tra le più banali: storia di un triangolo erotico sentimentale, destinato a concludersi tragicamente.
PRENOTA "LA CALDA AMANTE"
Lunedì 21 appuntamento con Baci rubati (1968). Congedato dall'esercito, il ventenne Antoine Doinel cerca di ricostruire il rapporto con la vecchia fidanzata, Christine, senza riuscirci. Dopo una breve esperienza come portiere d'albergo, trova lavoro come investigatore privato, attività per cui non è assolutamente portato. Tuttavia, tra un pedinamento e l'altro, tra un'indagine e l'altra, riuscirà a dare un senso alla sua ricerca di stabilità interiore, ritrovando l'amore della vecchia fiamma e una più matura consapevolezza di sé. Diretto nei giorni della contestazione studentesca del '68, nei giorni della destituzione di Henry Langlois, direttore della Cinémathèque Française a cui il film è dedicato, Baci rubati lascia in secondo piano il contesto politico per concentrarsi sulle avventure di un giovane imbranato in cerca di un lavoro, di un amore, di una strada da percorrere nella vita.
PRENOTA "BACI RUBATI"
Martedì 22 è la volta di Le due inglesi (1971). Anne e Muriel hanno ribattezzato "Continente" un coetaneo francese, Claude, venuto a passare una vacanza nella loro casa in Cornovaglia. Claude s'innamora di Muriel, ma a Parigi diventa l'amante di Anne. Dal romanzo di Henri-Pierre Roché, l'autore di Jules e Jim, Truffaut ha tratto, ancora una volta sulla storia di un triangolo e di un fallimento amoroso, un film non romantico: crudo, materiale, mortuario. L'amore fa male. La clericale censura italiana impose l'eliminazione della sequenza in cui Muriel perde la verginità, riducendo a 108 minuti la durata di un film che già Truffaut aveva tagliato per renderlo più accessibile al pubblico.
PRENOTA "LE DUE INGLESI"
Il programma prosegue mercoledì 23 luglio con Mica scema la ragazza! (1972). Il sociologo Stanislao Prévine si reca in carcere per intervistare Camille Bliss, detenuta arrestata per omicidio. Vuole realizzare, intervistandola, un libro sulla criminologia femminile. Camille prende a raccontargli, senza esibizione alcuna, la sua intensa vita sessuale rivelandogli al contempo la sua passione per il canto. Non finirà bene per Stanislao. La sceneggiatura è ispirata al romanzo di Henry Farrell uscito in Italia nel 1967 nella collana dei Gialli Mondadori con il titolo Un fiore di figliola come me.
PRENOTA "MICA SCEMA LA RAGAZZA!"
Giovedì 24 è invece online L'amore fugge (1979). Antoine Doinel ha 35 anni, divorzia da Christine e rivede per caso tutte le persone, specialmente le donne, che hanno lasciato un segno nella sua vita. Prigioniero del passato, scopre l'avvenire, o almeno così crede, in Sabine. Quinto e ultimo capitolo delle "avventure di Antoine Doinel". La vita di questo antieroe è ricapitolata con una complessa struttura a mosaico con frammenti dei film precedenti che funzionano da flashback-ricordi e che, come tali, possono mentire anche se la parte aggiunta di finzione può svelare nuove verità.
PRENOTA "L'AMORE FUGGE"
Venerdì 25 luglio il film è L'ultimo metrò (1980). Nella Parigi occupata dai nazisti del 1942 l'ultimo metrò è il mezzo che i parigini debbono prendere per tornare a casa in sicurezza dopo essere stati a teatro. È proprio di un teatro e di chi lo fa continuare a esistere che il film si occupa. Marion Steiner è la prima attrice del Théâtre Montmatre che si è caricata sulle spalle l'impresa di fare andare avanti la compagnia dopo che il marito, il regista ebreo Lucas, è fuggito per evitare l'arresto. In realtà l'uomo è nascosto nella cantina dell'edificio e da lì, con l'aiuto della consorte, continua a dirigere. Lo spettacolo che si sta provando è di un autore danese e s'intitola La scomparsa. Per il ruolo di primo attore viene ingaggiato il giovane e irruente Bernard Granger che proviene dal Grand Guignol. Bernard, all'insaputa dei colleghi, fa anche parte della rete clandestina della Resistenza.
PRENOTA "L'ULTIMO METRÒ"
Sabato 26 il penultimo film in programma, La signora della porta accanto (1981). Bernard e Mathilde si sono amati con passione e si sono lasciati con rabbia. Si ritrovano otto anni dopo, entrambi felicemente sposati. Il fuoco si riaccende. Meglio durare o bruciare? Ventesimo film di Truffaut, il suo sesto film d'amore e, purtroppo, il penultimo. Fanny Ardant lo illumina come una fiamma bruna. È, a modo suo, anche un thriller: un film d'amore hitchcockiano. L'amore-passione in cifra quotidiana.
PRENOTA "LA SIGNORA DELLA PORTA ACCANTO"
La rassegna si chiude domenica 27 luglio con Finalmente domenica (1983). Impresario di un'agenzia immobiliare, Julian Vercel è sospettato dell'omicidio di un uomo che si scoprirà essere stato l'amante di sua moglie. Anche la stessa signora Vercel presto troverà la morte per mano di ignoti, ulteriore conferma, per il commissario Santelli, della colpevolezza di Julian. Per fortuna c'è Barbara, la segretaria dell'agenzia, che riuscirà a sbrogliare un mistero in cui è coinvolta la cassiera di un cinema, malviventi vari e persino un giro di equivoci night club. Il film coniuga l'interesse di Truffaut per il cinema noir degli anni Quaranta con quell'esaltazione della passione amorosa cui ha sempre teso la sua opera. Non è certo la soluzione dell'enigma ad interessare Truffaut ma la costruzione di un intrigo sul quale sovrapporre l'ennesima schermaglia tra uomo e donna. È soprattutto un film costruito intorno al corpo di Fanny Ardant, all'epoca compagna del regista, che assomma in sé la sofisticatezza delle dive del grande cinema americano con un sex appeal e una determinazione molto francesi. L'ultimo lavoro del cineasta appartiene al cosiddetto ciclo della "Série noire" che già comprende Tirate sul pianista, La sposa in nero e La mia droga si chiama Julie; la fonte, questa volta, è il romanzo Morire d'amore di Charles Williams, sceneggiato dal regista con Suzanne Schiffman e Jean Aurel.
PRENOTA "FINALMENTE DOMENICA"