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I Soliti idioti vanno all'inferno. "Prima eravamo volgari, ora siamo blasfemi"

Incontro con Biggio e Mandelli sul set del nuovo film, a Torino. "La nostra Divina Commedia, fra Dante e i Monty Python". Gianmarco Tognazzi è Padre Pio, a Tea Falco il ruolo di Gesù

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TORINO - L'inferno può attendere. Almeno per un paio di mesi, il tempo previsto per le riprese del film La solita commedia - Inferno, il nuovo capitolo della lunga saga televisiva e cinematografica dei Soliti idioti, alias Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio. I protagonisti della sketch-comedy trasmessa da Mtv, nonché di due fortunate pellicole, I soliti idioti e I 2 soliti idioti, che hanno fatto registrare incassi record al botteghino, sono tornati ieri sul set per il loro terzo film (prodotto dalla Wildside di Lorenzo Mieli e Mario Gianani e distribuito da Medusa) in cui debuttano da registi insieme a Martino Ferro, pur mantenendo il ruolo di sceneggiatori e attori.

Sarà, come anticipa Mandelli, un film sostanzialmente a sketch: "Gli altri due li avevamo incanalati in una storia, qui invece c'è una cornice che è la giornata di Dante e Virgilio sulla Terra ma poi funziona di più come le storie alla Monty Python. Ecco, loro sono il nostro riferimento adesso insieme a Nanni Loy. Abbiamo visto e rivisto cento volte Made in Italy prima di iniziare a lavorare a questo film. Vedremo il risultato alla fine. Sicuramente Benigni si metterà le mani fra i capelli, anche se ne ha pochi!" Una commedia piena di humour dissacrante e dai toni spinti, perfettamente nel loro stile, che rilegge la Divina Commedia in chiave contemporanea con una surreale catalogazione dei nuovi peccati e peccatori, dagli hacker informatici ai social-dipendenti, dai tecno-incontinenti agli smanettoni del web. Sarà Dante (Mandelli) ad accompagnare Virgilio (Biggio) in un tour infernale in una grande città del nord Italia per cercare materiale nuovo per Lucifero.

VIDEO I soliti idioti - VIDEO I 2 soliti idioti

Il primo ciak, ieri, al Museo di anatomia umana di Torino, luogo dal fascino inquietante che si è improvvisamente popolato di esseri angelici, santi e papi interpretati da decine di comparse. Fuori, nei camerini allestiti sui camper, i due ragazzacci della comicità si stanno sottoponendo all'immane supplizio del trucco per impersonare San Francesco e Sant'Ambrogio. Il miracolo del make-up si ripete? "Sì ma il trucco è molto meno pesante rispetto a quello che serviva per Ruggero e Gianluca De Ceglie - ammette Biggio - questa è un'altra storia, i personaggi classici dei Soliti idioti li abbiamo abbandonati con l'ultimo film, però dopo duecento sketch lo spirito resta lo stesso, per raccontare cose nuove, per fare ridere ancora. Facciamo tutto in famiglia, come sempre, e anche stavolta abbiamo coinvolto un sacco di attori che sono nostri amici e con cui stiamo bene".
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In ogni caso, nessuno sfugge al trucco. C'è la bellissima e filiforme Tea Falco che è stata trasformata in un tenebroso Gesù di Nazareth con barba folta, capelli selvaggi e iPhone in mano. O Gianmarco Tognazzi, che interpreta Padre Pio parlando in dialetto pugliese. E poi c'è Paolo Pierobon, grande attore di teatro, che ha preso le sembianze di Dio. E ancora Marco Foschi, San Marco, o Giordano De Plano, San Cosimato, e Daniela Virgilio, che sotto un velo bianco diventa Maria. "Li abbiamo contagiati con la nostra passione per il trasformismo - confessa Mandelli - a ognuno di loro facciamo fare fino a quattro o cinque personaggi diversi, così come io e Fabrizio non ci limiteremo soltanto a Virgilio e Dante. Vogliamo soprattutto divertirci. Questo per noi è fondamentale".
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E i fan dei Soliti idioti si divertiranno? "Ce lo auguriamo, ma l'importante è che non passi inosservato - continua Mandelli - che ci siano delle reazioni. In passato siamo stati bollati come volgari, adesso ci marchieranno come blasfemi, anche se questo film non lo è per nulla. Io sono cattolico praticante, vengo da una famiglia che mi ha trasmesso dei valori in cui continuo a credere. Proprio per questo so fino a che punto ci possiamo spingere. L'idea è quella di realizzare un film che faccia ridere umanizzando la Chiesa e la religione, rendendole più smart. Tante cose stanno già andando in questa direzione nella realtà".

Nel percorso artistico dei Soliti idioti, in compenso, questo film rappresenta un evidente salto di qualità. "Abbiamo principalmente fatto un cambio di squadra - spiega Biggio - siamo passati dalla Taodue di Pietro Valsecchi, con cui abbiamo condiviso grandi soddisfazioni, prima di tutto i 21 milioni che hanno incassato i nostri due film, alla Wildside con cui adesso ci troviamo benissimo. Però restiamo una piccola azienda familiare perché io, Francesco e Martino siamo complementari e non ci fidiamo di nessun altro né per scrivere né per dirigere il film". Dopo Torino, le riprese si sposteranno fra agosto e settembre a Milano, dove sarà allestito un set in piazza del Duomo, e poi nella provincia di Roma in una grotta che sarà l'ambientazione naturale dell'inferno dantesco.