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Robin Williams, la moglie: "Aveva un principio di Parkinson". Michael J. Fox: "Sbalordito"

Susan Schneider, moglie dell'attore scomparso, rivela che era depresso dai primi sintomi della malattia. Funerali: la famiglia vuole una cerimonia privata. Polemiche per i dettagli sulla morte rivelati dalla polizia.

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LOS ANGELES - Robin Williams soffriva dei primi sintomi del morbo di Parkinson. E la malattia gli aveva acuito la depressione. A rivelarlo è Susan Schneider, la moglie dell'attore 63enne, morto suicida lunedì scorso. La Schneider assicura che il marito aveva smesso di bere: "La sobrietà di Robin era intatta e lui era coraggioso mentre lottava contro la depressione, l'ansia e anche i primi sintomi del morbo, di cui non era ancora pronto a parlare pubblicamente". D'altronde Williams aveva portato il Parkinson anche sul grande schermo interpretando nel 1990 il ruolo del dottor Malcolm Sayer nel film Risvegli. Era la storia di uno psichiatra che scopre l'efficacia di un farmaco, normalmente utilizzato per la cura del Parkinson, per guarire i malati di encefalite letargica (tra i quali Robert De Niro)

L'ultima rivelazione sulle condizioni di salute di Williams ha suscitato l'emozione di Michael J. Fox, l'attore che da anni soffre di Parkinson. "Sono sbalordito nell'apprendere che Robin aveva Pd (Parkinson disease). Sono certo che il suo sostegno alla nostra associazione ha predetto la diagnosi. Un vero amico; gli auguro la pace", è il tweet di Michael J. Fox.
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I funerali di Robin Williams si svolgeranno in forma privata a San Francisco. Susan Schneider sarebbe infatti intenzionata ad organizzare una cerimonia sobria e riservata nella baia della città californiana, alla quale parteciperanno soltanto i familiari e gli amici più intimi. La famiglia, tra cui il figlio trentunenne Zak, si sarebbe già spostata a San Francisco per dare inizio ai preparativi. "Non è ancora ufficiale, ma questo è il piano", ha fatto sapere un conoscente. "Dovrà essere una cerimonia semplice. Williams era una persona riservata, e così è anche Susan".

Successivamente al funerale sarà organizzato uno spettacolo di cabaret per scopi benefici, per regalare qualche sorriso nello spirito del Robin Williams più "leggero", quello che gli appassionati di cinema amavano in modo particolare. La serata si svolgerà presso il Teatro Throckmorton a Mill Valley, in California. Non è ancora stata scelta una data definitiva, ma sicuramente sarà nelle prossime settimane. Lo stesso teatro martedì scorso ha annullato lo spettacolo che era in programma, dopo la notizia. Annunciando la decisione, il titolare del Throckmorton ha dichiarato: "Siamo in lutto per il nostro caro amico e incredibile 'umano', Robin Williams. Per questo lo show 'Mark Pitta & Friends' è stato annullato. In questo momento, chiediamo la vostra comprensione".
 
Intanto, monta la polemica sui (troppi?) dettagli forniti dalla polizia sul suicidio dell'attore. Molti hanno criticato la ricchezza sin troppo articolata di quei dettagli, e in particolare gli esperti in prevenzione di suicidi sostengono che quel livello di informazione può suggestionare e influenzare chi considera il suicidio una possibile soluzione ai propri problemi. "Avere tutti quei dettagli su un suicidio, e per di più sul suicidio di un attore famoso, non è utile", ha dichiarato Lyn Morris, vice presidente della Didi Hirsch Mental Health Services, il servizio che gestisce le chiamate di soccorso e la prevenzione dei suicidi nel sud della California: "L'effetto emulazione è reale e deve preoccuparci tutti".

I funzionari dello sceriffo della San Francisco Bay Area si difendono sostenendo che lo prevede la legge statale. Il tenente Keith Boyd aveva raccontato in una conferenza stampa tutti i dettagli relativi al suicidio, comprese le condizioni in cui si trovava il corpo. "Abbiamo scelto di diffondere quante più informazioni il più rapidamente possibile in una sola volta". Lo hanno fatto però davanti a tre dozzine di telecamere televisive e una gran folla di giornalisti, anche non americani, e i particolari anche macabri del ritrovamento del cadavere si sono diffusi rapidamente in tutto il mondo. Con la polizia si sono schierati alcuni gruppi organizzati per la libertà di parola, sostenendo che tutte le notizie vanno diffuse, nessuna esclusa. Comprese quelle relative a un suicidio.