Perugia Social Film Festival, bentornato cinema verità
Paola Cortellesi è la madrina del PerSo Festival, che dal 23 al 28 settembre ospita a Perugia più di 30 proiezioni di documentari, lungometraggi e corti, di impegno sociale: quest'anno l'argomento portante è il disagio psichico
PERUGIA - "Le forze più vive del cinema italiano si esprimono attraverso i documentari. Non è solo una questione di soldi: in tempi così mutevoli il cinema tradizionale stenta a centrare nuove storie e nuovi personaggi, sono i documentari a fare da apripista, a fornire nuove consapevolezze". Chi parla è Stefano Rulli, sceneggiatore di fama internazionale, quattro David di Donatello e titoli di tutto rispetto al suo attivo: "La meglio gioventù", "Ladro di bambini", "La tregua", "Romanzo Criminale", "Il portaborse", per non parlare de "La piovra", forse il prodotto di maggior successo della televisione italiana.
È stato lui a volere il PerSo Festival, acronimo del Perugia Social Film Festival, una rassegna interamente dedicata al cinema verità, dal 23 al 28 settembre. Più di trenta proiezioni nelle tre sale cittadine di Perugia (quelle incastonate tra i vicoli e i…
È stato lui a volere il PerSo Festival, acronimo del Perugia Social Film Festival, una rassegna interamente dedicata al cinema verità, dal 23 al 28 settembre. Più di trenta proiezioni nelle tre sale cittadine di Perugia (quelle incastonate tra i vicoli e i…
PERUGIA - "Le forze più vive del cinema italiano si esprimono attraverso i documentari. Non è solo una questione di soldi: in tempi così mutevoli il cinema tradizionale stenta a centrare nuove storie e nuovi personaggi, sono i documentari a fare da apripista, a fornire nuove consapevolezze". Chi parla è Stefano Rulli, sceneggiatore di fama internazionale, quattro David di Donatello e titoli di tutto rispetto al suo attivo: "La meglio gioventù", "Ladro di bambini", "La tregua", "Romanzo Criminale", "Il portaborse", per non parlare de "La piovra", forse il prodotto di maggior successo della televisione italiana.
È stato lui a volere il PerSo Festival, acronimo del Perugia Social Film Festival, una rassegna interamente dedicata al cinema verità, dal 23 al 28 settembre. Più di trenta proiezioni nelle tre sale cittadine di Perugia (quelle incastonate tra i vicoli e i chiostri della città antica), in un'edizione che volutamente si autodefinisce "numero zero", in attesa di diventare un vero concorso con l'edizione 2015 (per la consistenza dei premi si attende il responso della candidatura di Perugiassisi come Capitale della Cultura 2019. L'esito positivo costituirebbe un trampolino internazionale per il festival).
Prima sostenitrice del PerSo Film Festival (www.persofilmfestival.it) presente durante tutto il giorno inaugurale, l'attrice Paola Cortellesi, da sempre vicina alle iniziative della "Città del sole", la fondazione di Rulli e di Clara Sereni dedicata ai soggetti con problematiche psichiche gravi. È proprio al figlio autistico Matteo, oggi felicemente integrato, che Rulli dedicò un suo intenso documentario presentato a Venezia, "Un silenzio particolare". Oltre a prestare la sua immagine, Paola Cortellesi girerà alcuni promo per il Festival, uno di questi con la comunità dei disabili di Capodarco di Gubbio, in cartellone con il divertente lungometraggio "Soccantare", l'opera che inaugurerà il Festival.
Ogni anno un argomento portante - si comincia, appunto, con il disagio psichico -, ogni anno una retrospettiva dedicata a un autore (a Daniele Segre l'onore del primo nome in rassegna), tutte le proiezioni avranno il regista in sala e il dibattito a seguire, all'insegna di un ritorno all'impegno anche nel cinema. "Attenzione però - avverte Rulli - parlare di impegno non significa solo denuncia e commiserazione ma riconoscimento delle tante esperienze positive e sorprendenti che l'Italia e gli altri Paesi portano a termine nel campo del sociale. Iniziative che vanno diffuse e condivise e che meritano un racconto più emozionante di quello dei giornali, una narrazione che solo il cinema sa fare". In effetti sorprende che siano considerati film per bambini kolossal con figure mostruose e un senso del male ossessivo e dominante, mentre vengono classificate "pesanti" o "da adulti" le divertenti vicende di un gruppo di bambini down, solo perché iscritte alla categoria dei documentari verità.
Importantissima la parte dei convegni e seminari dedicati al tema dell'anno. In questa edizione numero zero, attraverso uno dei partner del Festival, il consorzio A&B network, si solleva un problema che probabilmente incendierà i giornali tra qualche mese, ovvero il destino delle carceri psichiatriche che il Parlamento ha decretato di chiudere il 30 marzo 2015, in larga parte grazie allo sconvolgente reportage di Francesco Cordio "Lo Stato della follia" (mercoledì 24 al cinema Méliès). Ancora oggi nessuno sa dove finiranno gli oltre 1500 detenuti psichiatrici e l'eventualità di vedere sgozzatori col machete e pluriomicidi trasferiti nelle stesse carceri dove stanno i detenuti in attesa di giudizio è altissima.
Restando in ambito penitenziario, una delle proiezioni più attese, "Sbarre" di Daniele Segre, si terrà all'interno del carcere perugino di Capanne, presente l'attore Salvatore Striano, ex detenuto di Rebibbia e protagonista di "Cesare deve morire", trionfatore a Berlino nel 2012 con l'Orso d'Oro ai fratelli Taviani. È intenzione di Marco Casodi, direttore organizzativo del Festival, coinvolgere i detenuti di Perugia non solo come giurati ma anche come selezionatori per la prossima edizione.
Coadiuva Rulli, nella selezione delle opere, il regista documentarista Mario Balsamo, anche lui del movimento "Centoautori". Non è esclusa una collaborazione con l'importante evento cinematografico perugino, il Festival internazionale del giornalismo, che trova nel documentario uno strumento potente di indagine e denuncia. Per tutti i lungometraggi e i corti in programma l'ingresso è gratuito e la notizia è certamente molto ben accolta in una città universitaria come Perugia.
È stato lui a volere il PerSo Festival, acronimo del Perugia Social Film Festival, una rassegna interamente dedicata al cinema verità, dal 23 al 28 settembre. Più di trenta proiezioni nelle tre sale cittadine di Perugia (quelle incastonate tra i vicoli e i chiostri della città antica), in un'edizione che volutamente si autodefinisce "numero zero", in attesa di diventare un vero concorso con l'edizione 2015 (per la consistenza dei premi si attende il responso della candidatura di Perugiassisi come Capitale della Cultura 2019. L'esito positivo costituirebbe un trampolino internazionale per il festival).
Prima sostenitrice del PerSo Film Festival (www.persofilmfestival.it) presente durante tutto il giorno inaugurale, l'attrice Paola Cortellesi, da sempre vicina alle iniziative della "Città del sole", la fondazione di Rulli e di Clara Sereni dedicata ai soggetti con problematiche psichiche gravi. È proprio al figlio autistico Matteo, oggi felicemente integrato, che Rulli dedicò un suo intenso documentario presentato a Venezia, "Un silenzio particolare". Oltre a prestare la sua immagine, Paola Cortellesi girerà alcuni promo per il Festival, uno di questi con la comunità dei disabili di Capodarco di Gubbio, in cartellone con il divertente lungometraggio "Soccantare", l'opera che inaugurerà il Festival.
Ogni anno un argomento portante - si comincia, appunto, con il disagio psichico -, ogni anno una retrospettiva dedicata a un autore (a Daniele Segre l'onore del primo nome in rassegna), tutte le proiezioni avranno il regista in sala e il dibattito a seguire, all'insegna di un ritorno all'impegno anche nel cinema. "Attenzione però - avverte Rulli - parlare di impegno non significa solo denuncia e commiserazione ma riconoscimento delle tante esperienze positive e sorprendenti che l'Italia e gli altri Paesi portano a termine nel campo del sociale. Iniziative che vanno diffuse e condivise e che meritano un racconto più emozionante di quello dei giornali, una narrazione che solo il cinema sa fare". In effetti sorprende che siano considerati film per bambini kolossal con figure mostruose e un senso del male ossessivo e dominante, mentre vengono classificate "pesanti" o "da adulti" le divertenti vicende di un gruppo di bambini down, solo perché iscritte alla categoria dei documentari verità.
Importantissima la parte dei convegni e seminari dedicati al tema dell'anno. In questa edizione numero zero, attraverso uno dei partner del Festival, il consorzio A&B network, si solleva un problema che probabilmente incendierà i giornali tra qualche mese, ovvero il destino delle carceri psichiatriche che il Parlamento ha decretato di chiudere il 30 marzo 2015, in larga parte grazie allo sconvolgente reportage di Francesco Cordio "Lo Stato della follia" (mercoledì 24 al cinema Méliès). Ancora oggi nessuno sa dove finiranno gli oltre 1500 detenuti psichiatrici e l'eventualità di vedere sgozzatori col machete e pluriomicidi trasferiti nelle stesse carceri dove stanno i detenuti in attesa di giudizio è altissima.
Restando in ambito penitenziario, una delle proiezioni più attese, "Sbarre" di Daniele Segre, si terrà all'interno del carcere perugino di Capanne, presente l'attore Salvatore Striano, ex detenuto di Rebibbia e protagonista di "Cesare deve morire", trionfatore a Berlino nel 2012 con l'Orso d'Oro ai fratelli Taviani. È intenzione di Marco Casodi, direttore organizzativo del Festival, coinvolgere i detenuti di Perugia non solo come giurati ma anche come selezionatori per la prossima edizione.
Coadiuva Rulli, nella selezione delle opere, il regista documentarista Mario Balsamo, anche lui del movimento "Centoautori". Non è esclusa una collaborazione con l'importante evento cinematografico perugino, il Festival internazionale del giornalismo, che trova nel documentario uno strumento potente di indagine e denuncia. Per tutti i lungometraggi e i corti in programma l'ingresso è gratuito e la notizia è certamente molto ben accolta in una città universitaria come Perugia.