"I 400 colpi" torna in sala, così nacque il capolavoro di Truffaut
<em class="author">CHIARA UGOLINI<br /></em>A 30 anni dalla morte del regista della Nouvelle Vague riesce nei cinema italiani in edizione restaurata il film manifesto con Jean Pierre Léaud nei panni di Antoine Doinel. Un incontro fondamentale per la carriera di Truffaut che lo fece lavorare sullo stesso personaggio per vent'anni
Aveva 14 anni ma era sicuro di poterne dimostrare 12, "non sono molto alto", assicura. Stava in collegio ed era venuto apposta a Parigi per i provini all'insaputa dei genitori. "I tuoi genitori non saranno contenti" dice Truffaut "non importa, sono contento io" gli replica Jean Pierre Léaud. Fa un certo effetto vedere il primo provino che François Truffaut fece al giovane attore per I 400 colpi, il suo esordio al lungometraggio che venne premiato a Cannes per la regia nel 1959. In lui c'era la spregiudicatezza, il coraggio, la disinvoltura che il regista cercava. "Non sono mica un intellettuale, io".
A trent'anni dalla morte di Truffaut (il 21 ottobre 1984) torna nei cinema italiani, distribuita dalla Cineteca di Bologna in collaborazione con BIM, la versione restaurata da Mk2 del film con cui il 27enne François Truffaut realizzava il film-manifesto della Nouvelle Vague che rivelò la modernità e il talento u…
A trent'anni dalla morte di Truffaut (il 21 ottobre 1984) torna nei cinema italiani, distribuita dalla Cineteca di Bologna in collaborazione con BIM, la versione restaurata da Mk2 del film con cui il 27enne François Truffaut realizzava il film-manifesto della Nouvelle Vague che rivelò la modernità e il talento u…
Aveva 14 anni ma era sicuro di poterne dimostrare 12, "non sono molto alto", assicura. Stava in collegio ed era venuto apposta a Parigi per i provini all'insaputa dei genitori. "I tuoi genitori non saranno contenti" dice Truffaut "non importa, sono contento io" gli replica Jean Pierre Léaud. Fa un certo effetto vedere il primo provino che François Truffaut fece al giovane attore per I 400 colpi, il suo esordio al lungometraggio che venne premiato a Cannes per la regia nel 1959. In lui c'era la spregiudicatezza, il coraggio, la disinvoltura che il regista cercava. "Non sono mica un intellettuale, io".
A trent'anni dalla morte di Truffaut (il 21 ottobre 1984) torna nei cinema italiani, distribuita dalla Cineteca di Bologna in collaborazione con BIM, la versione restaurata da Mk2 del film con cui il 27enne François Truffaut realizzava il film-manifesto della Nouvelle Vague che rivelò la modernità e il talento unico del suo autore e di un adolescente, Jean-Pierre Léaud, destinato ad accompagnare, nei panni di Antoine Doinel, l’avventura cinematografica di François Truffaut.
Il loro fu un incontro straordinario, un colpo di fulmine, un sodalizio che durò altri vent'anni e moltissimi titoli (cinque nel ruolo dell'alter ego Doinel più altri in ruoli diversi) e che il regista ricorda così in un'intervista a Le Monde nel 1959. "Durante tutta la lavorazione ho lottato contro Jean-Pierre Léaud. Era un ragazzino formidabile, ma aveva il complesso di sembrare antipatico e voleva sempre sorridere. Per tre mesi gli ho impedito di sorridere... e so di aver avuto ragione. Ho avuto una fortuna incredibile a incontrare quel ragazzino. Io vedevo Antoine più fragile, più indifeso, meno aggressivo, Jean-Pierre gli ha dato la sua forza, la sua aggressività, il suo coraggio. È stato un collaboratore prezioso, per istinto trovava i gesti giusti, rettificava il testo, sempre con esattezza e impiegava le parole che aveva voglia d'impiegare".
Il progetto iniziale era diverso da quello che poi Truffaut realizzò. Dopo la sua prima prova (un corto su un gruppo di ragazzini innamorati della stessa donna, Les Mistons) il regista aveva in mente un film di circa venti minuti su un ragazzo che, dopo aver marinato la scuola, non trova il coraggio di tornare a casa. Si sarebbe intitolato La fugue d'Antoine e doveva essere ambientato durante la seconda guerra mondiale, nella Parigi occupata dai nazisti. Ma un film in costume, anche se breve, richiedeva un budget troppo elevato per l'esordiente Truffaut e così la storia venne spostata nella Parigi contemporanea e diventà I 400 colpi. La sceneggiatura venne scritta in collaborazione con un autore televisivo, Marcel Moussy, che aveva realizzato una trasmissione sul rapporto conflittuale tra genitori e figli, un ex insegnante che insieme a Truffaut scrisse i dialoghi per gli adulti (genitori e professori), mentre "ho capito subito che era impossibile scrivere dialoghi per ragazzini - ricorda Truffaut nell'intervista a Le Monde - così davamo loro in mano la situazione ed erano loro stessi a formulare le frasi".
Al film di Truffaut seguiranno, nel mese di novembre, Gioventù bruciata di Nicholas Ray, con l'icona James Dean, e, nel mese di dicembre, Tempi moderni, a conclusione di un 2014 che la Cineteca di Bologna e l'Association Chaplin hanno dedicato al Centenario del personaggio più popolare della storia del cinema, Charlot. Inoltre, dal 10 ottobre al 31 novembre presso i maggiori punti vendita La Feltrinelli di tutta Italia, i capolavori di François Truffaut, pubblicati da BIM, saranno disponibili al prezzo speciale di € 6,90: I 400 colpi, Baci rubati, La calda amante, Le due inglesi, Finalmente domenica!, Jules e Jim, L'amore fugge, L'ultimo metrò, Mica scema la ragazza!, La signora della porta accanto e Tirate sul pianista.
A trent'anni dalla morte di Truffaut (il 21 ottobre 1984) torna nei cinema italiani, distribuita dalla Cineteca di Bologna in collaborazione con BIM, la versione restaurata da Mk2 del film con cui il 27enne François Truffaut realizzava il film-manifesto della Nouvelle Vague che rivelò la modernità e il talento unico del suo autore e di un adolescente, Jean-Pierre Léaud, destinato ad accompagnare, nei panni di Antoine Doinel, l’avventura cinematografica di François Truffaut.
Il loro fu un incontro straordinario, un colpo di fulmine, un sodalizio che durò altri vent'anni e moltissimi titoli (cinque nel ruolo dell'alter ego Doinel più altri in ruoli diversi) e che il regista ricorda così in un'intervista a Le Monde nel 1959. "Durante tutta la lavorazione ho lottato contro Jean-Pierre Léaud. Era un ragazzino formidabile, ma aveva il complesso di sembrare antipatico e voleva sempre sorridere. Per tre mesi gli ho impedito di sorridere... e so di aver avuto ragione. Ho avuto una fortuna incredibile a incontrare quel ragazzino. Io vedevo Antoine più fragile, più indifeso, meno aggressivo, Jean-Pierre gli ha dato la sua forza, la sua aggressività, il suo coraggio. È stato un collaboratore prezioso, per istinto trovava i gesti giusti, rettificava il testo, sempre con esattezza e impiegava le parole che aveva voglia d'impiegare".
Il progetto iniziale era diverso da quello che poi Truffaut realizzò. Dopo la sua prima prova (un corto su un gruppo di ragazzini innamorati della stessa donna, Les Mistons) il regista aveva in mente un film di circa venti minuti su un ragazzo che, dopo aver marinato la scuola, non trova il coraggio di tornare a casa. Si sarebbe intitolato La fugue d'Antoine e doveva essere ambientato durante la seconda guerra mondiale, nella Parigi occupata dai nazisti. Ma un film in costume, anche se breve, richiedeva un budget troppo elevato per l'esordiente Truffaut e così la storia venne spostata nella Parigi contemporanea e diventà I 400 colpi. La sceneggiatura venne scritta in collaborazione con un autore televisivo, Marcel Moussy, che aveva realizzato una trasmissione sul rapporto conflittuale tra genitori e figli, un ex insegnante che insieme a Truffaut scrisse i dialoghi per gli adulti (genitori e professori), mentre "ho capito subito che era impossibile scrivere dialoghi per ragazzini - ricorda Truffaut nell'intervista a Le Monde - così davamo loro in mano la situazione ed erano loro stessi a formulare le frasi".
Al film di Truffaut seguiranno, nel mese di novembre, Gioventù bruciata di Nicholas Ray, con l'icona James Dean, e, nel mese di dicembre, Tempi moderni, a conclusione di un 2014 che la Cineteca di Bologna e l'Association Chaplin hanno dedicato al Centenario del personaggio più popolare della storia del cinema, Charlot. Inoltre, dal 10 ottobre al 31 novembre presso i maggiori punti vendita La Feltrinelli di tutta Italia, i capolavori di François Truffaut, pubblicati da BIM, saranno disponibili al prezzo speciale di € 6,90: I 400 colpi, Baci rubati, La calda amante, Le due inglesi, Finalmente domenica!, Jules e Jim, L'amore fugge, L'ultimo metrò, Mica scema la ragazza!, La signora della porta accanto e Tirate sul pianista.