Cosa possono avere in comune un cinquantenne deluso dalla vita, ex galeotto, dal temperamento difficile e col vizio dell'alcol, che con difficoltà cerca di tenersi fuori dai guai mentre gestisce un gruppo di lavoratori per conto di una società di legname senza scrupoli e un ragazzino sfortunato, con un padre violento e inconcludente, una madre sistematicamente picchiata dal marito, una sorellina che non parla e che nonostante tutto cerca di sopravvivere, di fare la cosa giusta. Sono i protagonisti di Joe, il film di David Gordon Green (Strafumati e Manglehorn), con Nicolas Cage, presentato nel 2013 in concorso alla Mostra del cinema di Venezia e nelle sale il 16 ottobre distribuito da Movies Inspired e di cui repubblica.it vi mostra i primi 5 minuti.
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In queste prime sequenze conosciamo il disilluso Joe e il giovanissimo Gary (Tye Sheridan): il primo è alla prese con il suo monotono lavoro quotidiano, portare nel bosco i lavoratori neri che costituiscono la squadra con cui avvelena gli alberi destinati ad essere abbattuti e sostituiti con altri dal legname più remunerativo, il secondo è ancora una volta sfuggito insieme al padre da un guaio che il genitore ha combinato e cerca nella cittadina texana l'ennesima chance per ricominciare. Quando lo sguardo di Joe si posa su Gary in lui si risveglia un feroce ma allo stesso tempo tenero istinto di protezione.
Scritto da Gary Hawkins, Joe è tratto dal romanzo di Larry Brown, il pompiere del Mississippi conosciuto per le sue storie potenti e gotiche. Dal tempo della sua pubblicazione (1991), Joe è stato pensato come un film perfetto. I suoi personaggi sono gente ordinaria, connotati da un'aura di mito. E benché fosse una storia di crimini e maltrattamenti, era permeata da un bagliore di speranza. Ma per vent'anni il film non ha trovato la strada per il grande schermo. Sembra che il film sia stato suggerito dal regista David Gordon Green, proveniente anch'egli dal Sud (nato in Arkansas e cresciuto in Texas) che di Hawkins è stato allievo di regia alla North Carolina School of the Arts. "Sono rimasto sensibilmente colpito quando ho visto come ha preso vita il personaggio di Gary" dice Green. "Era bello e fedele. Ho sempre amato le storie sui rapporti tra padri e figli. Potrebbero non avere un legame di sangue, ma Joe Ransom e Gary Jones si ritrovano in questa formidabile relazione che solo un padre e un figlio possono avere. Ho amato quest'uomo, Joe racchiude in sè il buono, il brutto e il cattivo. Ma questo ragazzo, che non ha nulla, lo spinge ad un'apertura nei suoi confronti fino a fargli compiere un reale sacrificio. E' uno splendido ritratto di come alcune relazioni nella vita definiscano il tipo di persona che si diventerà. Gary essenzialmente è la proiezione di Joe".
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Per l'attore premio Oscar (Via da Las Vegas) il personaggio di Joe è l'ennesimo ruolo di un complesso mosaico umano che negli anni ha costruito. Fin dagli esordi con lo zio Coppola (Rusty il selvaggio) Nicolas Cage ha interpretato uomini ai margini, problematici, irrisolti. E' stato il sequestratore di bambini nel film dei fratelli Coen, Arizona Junior, il romantico fornaio appassionato di lirica Ronny Cammareri accanto a Cher in Stregata Dalla Luna, l’amante in fuga nel film di David Lynch, Cuore Selvaggio, il detective stordito dalle droghe, nel film di Werner Herzog Il Cattivo Tenente – Ultima Chiamata New Orleans. "Joe è sempre alla ricerca del suo equilibrio", osserva l'attore. "Preferirebbe perfino essere arrestato e finire in carcere invece che perdere il controllo di se stesso e uccidere qualcuno. Ma inevitabilmente, il suo impeto talvolta diventa ingestibile, è irascibile al punto di cacciarsi sempre nei guai, da autentico fuorilegge, ma, allo stesso tempo, diviene un modello per Gary".
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In queste prime sequenze conosciamo il disilluso Joe e il giovanissimo Gary (Tye Sheridan): il primo è alla prese con il suo monotono lavoro quotidiano, portare nel bosco i lavoratori neri che costituiscono la squadra con cui avvelena gli alberi destinati ad essere abbattuti e sostituiti con altri dal legname più remunerativo, il secondo è ancora una volta sfuggito insieme al padre da un guaio che il genitore ha combinato e cerca nella cittadina texana l'ennesima chance per ricominciare. Quando lo sguardo di Joe si posa su Gary in lui si risveglia un feroce ma allo stesso tempo tenero istinto di protezione.
Scritto da Gary Hawkins, Joe è tratto dal romanzo di Larry Brown, il pompiere del Mississippi conosciuto per le sue storie potenti e gotiche. Dal tempo della sua pubblicazione (1991), Joe è stato pensato come un film perfetto. I suoi personaggi sono gente ordinaria, connotati da un'aura di mito. E benché fosse una storia di crimini e maltrattamenti, era permeata da un bagliore di speranza. Ma per vent'anni il film non ha trovato la strada per il grande schermo. Sembra che il film sia stato suggerito dal regista David Gordon Green, proveniente anch'egli dal Sud (nato in Arkansas e cresciuto in Texas) che di Hawkins è stato allievo di regia alla North Carolina School of the Arts. "Sono rimasto sensibilmente colpito quando ho visto come ha preso vita il personaggio di Gary" dice Green. "Era bello e fedele. Ho sempre amato le storie sui rapporti tra padri e figli. Potrebbero non avere un legame di sangue, ma Joe Ransom e Gary Jones si ritrovano in questa formidabile relazione che solo un padre e un figlio possono avere. Ho amato quest'uomo, Joe racchiude in sè il buono, il brutto e il cattivo. Ma questo ragazzo, che non ha nulla, lo spinge ad un'apertura nei suoi confronti fino a fargli compiere un reale sacrificio. E' uno splendido ritratto di come alcune relazioni nella vita definiscano il tipo di persona che si diventerà. Gary essenzialmente è la proiezione di Joe".
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Per l'attore premio Oscar (Via da Las Vegas) il personaggio di Joe è l'ennesimo ruolo di un complesso mosaico umano che negli anni ha costruito. Fin dagli esordi con lo zio Coppola (Rusty il selvaggio) Nicolas Cage ha interpretato uomini ai margini, problematici, irrisolti. E' stato il sequestratore di bambini nel film dei fratelli Coen, Arizona Junior, il romantico fornaio appassionato di lirica Ronny Cammareri accanto a Cher in Stregata Dalla Luna, l’amante in fuga nel film di David Lynch, Cuore Selvaggio, il detective stordito dalle droghe, nel film di Werner Herzog Il Cattivo Tenente – Ultima Chiamata New Orleans. "Joe è sempre alla ricerca del suo equilibrio", osserva l'attore. "Preferirebbe perfino essere arrestato e finire in carcere invece che perdere il controllo di se stesso e uccidere qualcuno. Ma inevitabilmente, il suo impeto talvolta diventa ingestibile, è irascibile al punto di cacciarsi sempre nei guai, da autentico fuorilegge, ma, allo stesso tempo, diviene un modello per Gary".