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'La mafia' di Pif miglior commedia agli Oscar europei. Premiato anche Rak

Consegnati a Riga gli European film Awards. L'ex Iena al suo esordio incassa un premio prestigioso. Importante riconoscimento per il film d'animazione del 27enne napoletano
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RIGA - Per l'Italia è un piccolo trionfo a Riga, alla 27ª edizione degli European film awards, gli Oscar europei. Il premio per la miglior commedia è andato a La mafia uccide solo d'estate di Pif, mentre L'arte della felicità di Alessandro Rak ha vinto nella categoria miglior film d'animazione.

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La mafia è l'esordio al lungometraggio di Pif, al secolo Pierfrancesco Diliberto, che dopo il successo in tv ha messo a frutto le sue esperienze su set prestigiosi (Un té per Mussolini di Zeffirelli e I cento passi di Giordana) per il suo primo film, di cui è anche protagonista accanto a Cristiana Capotondi. Si tratta di una commedia romantica che parla della mafia, degli omicidi illustri come quelli di Falcone, Borsellino e del Generale Dalla Chiesa, ma raccontata con gli occhi di un bambino, Arturo, la cui v…
RIGA - Per l'Italia è un piccolo trionfo a Riga, alla 27ª edizione degli European film awards, gli Oscar europei. Il premio per la miglior commedia è andato a La mafia uccide solo d'estate di Pif, mentre L'arte della felicità di Alessandro Rak ha vinto nella categoria miglior film d'animazione.

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La mafia è l'esordio al lungometraggio di Pif, al secolo Pierfrancesco Diliberto, che dopo il successo in tv ha messo a frutto le sue esperienze su set prestigiosi (Un té per Mussolini di Zeffirelli e I cento passi di Giordana) per il suo primo film, di cui è anche protagonista accanto a Cristiana Capotondi. Si tratta di una commedia romantica che parla della mafia, degli omicidi illustri come quelli di Falcone, Borsellino e del Generale Dalla Chiesa, ma raccontata con gli occhi di un bambino, Arturo, la cui vita è scandita dai fatti mafiosi capitati nella sua città Palermo e dagli incontri con la ragazza del suo cuore, Flora.

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Il film di Rak, 37 anni, napoletano, invece parla della personale odissea del 43enne Sergio, pianista di talento riciclatosi tassista, che dopo la notizia di un grave lutto fa della sua auto sgangherata auto un rifugio da non abbandonare mai e nel quale ripensare alla propria vita. Muovendosi tra colori e ombre, presente e passato,  fantasmi, rabbia e voglia di cambiamento, ma anche un sottile humour, torna all'infanzia e rievoca il rapporto con il fratello buddhista, dal quale si era sentito tradito quando aveva abbandonato l'idea di una comune carriera musicale per andare a vivere in India. Una decisione a cui Sergio aveva reagito abbandonando a sua volta la musica.

Alessandro Rak ha commentato commosso la vittoria: "Non so che dire, anche perché conosco poco l'inglese, ma dedico questo premio alla mia città, Napoli, e ai miei due nipoti, Nicolò e Ludovico, che mi stanno guardando in tv e mi danno gioia".