ROMA - "Conosco Raoul Bova, viene dalla terra, è perfetto come contadino, è fisicamente giusto ed è bello, cosa che in una commedia romantica non guasta", dice Paolo Genovese e non ha torto. Nel suo film Sei mai stata sulla Luna?, ambientato a Nardò e nella campagna pugliese, in sala dal 22 gennaio con 01 Distribution, l'attore si muove con disinvoltura tra mucche e galline, raccoglie cavolfiori con gesti appropriati e se la cava perfino come apicoltore. "La campagna mi piace davvero molto, è importante andare fuori da Roma, ho preso una fattoria vicino a Rieti, la gestisce mio papà, ci sono galline e animali vari, mi piace raccogliere l'uovo appena fatto, stare con gli asinelli, veder crescere gli ortaggi. Non so se è solo una mia impressione ma sono più buoni di quelli che si comprano. Non vorrei essere smielato, ma in campagna semplicemente vivi, stare lì mi emoziona", dice Raoul Bova.
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L'amore per la campagna in realtà non viene da lontano. Nato a Roma nel 1971 da genitori di origini calabro campane, "ho trascorso molto tempo in Calabria, più vicino al mare che alla terra. Ho scoperto la natura soprattutto con Francesco", dice l'attore, protagonista nel 2002 delle miniserie di Michele Soavi dedicata al santo di Assisi. "Ho cominciato ad apprezzare il verde, la campagna, i silenzi, poi è diventato un amore. Ma la vera passione sono gli alberi, ho alcuni ulivi centenari che mi ispirano un senso di sicurezza e di quiete con la solidità della loro struttura".
Per lui "gli alberi rappresentano il contatto tra la terra e il cielo, in qualche modo rappresentano Dio. Mi piace la pittura e l'arte in genere, ma trovo che anche alcuni alberi siano vere opere d'arte, l'intreccio dei rami e delle foglie raccontano storie, puoi vedere immagini fantasiose, creature magnifiche o mostruose. Gli alberi mi provocano lo stesso beneficio che viene dalla dopamina per gli sportivi". E lui, che fu campione di nuoto negli anni giovanili, di sport se ne intende.
Nel film di Genovese è Renzo, il contadino che cura la masseria ereditata da Guia - la modella e attrice argentina Liz Solari, un cognome caro a molti appassionati di calcio - e tra i due il primo incontro sessualmente caldo si trasforma in ostile inimicizia quando lei lo licenzia per vendere la masseria. Solo alla fine scoprono che il sesso era il segnale dell'amore. "Il mio personaggio non è carattere, è un eroe romantico, tanto che Paolo ha voluto che non parlassi in dialetto pugliese, il ruolo dell'eroe non lo consente. È stata un'esperienza molto piacevole, mi sono trovato a lavorare con colleghi straordinari, Rubini, Solfrizzi, Sabrina Impacciatore, Neri Marcoré. Ho avuto anche la possibilità di fare il padre e di lavorare con un bambino, dai bambini c'è sempre qualcosa da imparare".
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Resta solo un lieve cruccio. "Avrei voluto vivere quell'esperienza con una maggiore partecipazione emotiva, ma in quel periodo mi sono trovato a dover gestire altre emozioni legate alla mia vita privata", e il riferimento implicito è alle movimentate vicende della separazione da Chiara Giordano, moglie e madre dei suoi due figli, dopo 13 anni di matrimonio. E comunque sul set "avevo una grande concentrazione, completamente immerso nel film e nel personaggio, forse perché era una via di fuga dal resto, dalla realtà". E riconosce che il lavoro, che negli ultimi tempi lo ha impegnato quasi senza pause, "è una salvezza, non ti tradisce mai. Se riesci a dare tanto e a lavorare con impegno, i risultati si vedono", dice.
I risultati si sono visti ad esempio nelle critiche che hanno accolto Scusate se esisto! di Riccardo Milani con Paola Cortellesi, positive per il film e per la sua interpretazione, ed è vero che ormai si parla e si scrive molto più di Bova l'attore che di Bova il bello del cinema italiano. Ora l'attesa è per il prossimo film in uscita, La scelta che Michele Placido ha tratto da L'innesto di Pirandello, in cui è il marito del personaggio di Ambra Angiolini che rimane incinta non si sa di chi. Il lavoro comunque continua: "Sto preparando, anche come produttore, una serie tv sui contingenti militari che hanno a che fare con la diffusione delle malattie infettive rare, come il virus di Ebola. Si intitola TF45, io interpreto un militare della Task Force".
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L'amore per la campagna in realtà non viene da lontano. Nato a Roma nel 1971 da genitori di origini calabro campane, "ho trascorso molto tempo in Calabria, più vicino al mare che alla terra. Ho scoperto la natura soprattutto con Francesco", dice l'attore, protagonista nel 2002 delle miniserie di Michele Soavi dedicata al santo di Assisi. "Ho cominciato ad apprezzare il verde, la campagna, i silenzi, poi è diventato un amore. Ma la vera passione sono gli alberi, ho alcuni ulivi centenari che mi ispirano un senso di sicurezza e di quiete con la solidità della loro struttura".
Per lui "gli alberi rappresentano il contatto tra la terra e il cielo, in qualche modo rappresentano Dio. Mi piace la pittura e l'arte in genere, ma trovo che anche alcuni alberi siano vere opere d'arte, l'intreccio dei rami e delle foglie raccontano storie, puoi vedere immagini fantasiose, creature magnifiche o mostruose. Gli alberi mi provocano lo stesso beneficio che viene dalla dopamina per gli sportivi". E lui, che fu campione di nuoto negli anni giovanili, di sport se ne intende.
Nel film di Genovese è Renzo, il contadino che cura la masseria ereditata da Guia - la modella e attrice argentina Liz Solari, un cognome caro a molti appassionati di calcio - e tra i due il primo incontro sessualmente caldo si trasforma in ostile inimicizia quando lei lo licenzia per vendere la masseria. Solo alla fine scoprono che il sesso era il segnale dell'amore. "Il mio personaggio non è carattere, è un eroe romantico, tanto che Paolo ha voluto che non parlassi in dialetto pugliese, il ruolo dell'eroe non lo consente. È stata un'esperienza molto piacevole, mi sono trovato a lavorare con colleghi straordinari, Rubini, Solfrizzi, Sabrina Impacciatore, Neri Marcoré. Ho avuto anche la possibilità di fare il padre e di lavorare con un bambino, dai bambini c'è sempre qualcosa da imparare".
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Resta solo un lieve cruccio. "Avrei voluto vivere quell'esperienza con una maggiore partecipazione emotiva, ma in quel periodo mi sono trovato a dover gestire altre emozioni legate alla mia vita privata", e il riferimento implicito è alle movimentate vicende della separazione da Chiara Giordano, moglie e madre dei suoi due figli, dopo 13 anni di matrimonio. E comunque sul set "avevo una grande concentrazione, completamente immerso nel film e nel personaggio, forse perché era una via di fuga dal resto, dalla realtà". E riconosce che il lavoro, che negli ultimi tempi lo ha impegnato quasi senza pause, "è una salvezza, non ti tradisce mai. Se riesci a dare tanto e a lavorare con impegno, i risultati si vedono", dice.
I risultati si sono visti ad esempio nelle critiche che hanno accolto Scusate se esisto! di Riccardo Milani con Paola Cortellesi, positive per il film e per la sua interpretazione, ed è vero che ormai si parla e si scrive molto più di Bova l'attore che di Bova il bello del cinema italiano. Ora l'attesa è per il prossimo film in uscita, La scelta che Michele Placido ha tratto da L'innesto di Pirandello, in cui è il marito del personaggio di Ambra Angiolini che rimane incinta non si sa di chi. Il lavoro comunque continua: "Sto preparando, anche come produttore, una serie tv sui contingenti militari che hanno a che fare con la diffusione delle malattie infettive rare, come il virus di Ebola. Si intitola TF45, io interpreto un militare della Task Force".