BERLINO - Il mio lavoro? Se non cercassi sempre di sorprendere il pubblico sarei morto, non avrebbe senso continuare". A Berlino per la première mondiale del film Mortdecai, Johnny Depp alterna frasi intrise di malinconia a spiazzanti battute. "Sul set ci siamo divertiti molto. Come? Grazie alle droghe, senza dubbio!". Occhiali scuri, lunga sciarpa intorno al collo ed una linea che non sembra essere delle migliori, dal vivo Depp non allontana il ricordo del discorso alticcio tenuto sul palco degli Hollywood Awards lo scorso novembre. Arriva all'incontro con un'ora di ritardo, il tono della voce è sommesso e tra una domanda e l'altra appoggia stancamente la testa sul tavolo. "Mortdecai è uno dei ruoli più divertenti che abbia mai interpretato. Sarebbe bello farne un sequel o una serie televisiva. Mi piace essere pagato per fare l'irriverente".
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Diretto da David Koepp (che con Depp nel 2003 girò il thriller Secret Window), Mortdecai è basato sull'omonima serie di romanzi degli anni 70 scritti da Kyril Bonfiglioli, celebri in Inghilterra, ma ancora inediti in Italia (li pubblicherà a breve Piemme) su di un aristocratico e dissoluto mercante d'arte coinvolto nelle indagini sul furto di un quadro di Goya. Nel cast ci sono anche Gwyneth Paltrow e Ewan McGregor. In Italia uscirà il 19 febbraio.
Mortdecai è un uomo ironico, ma anche molto irresponsabile: si sente sempre vicino ai personaggi che interpreta?
"C'è sempre qualcosa in comune, ma ormai mi affido molto al regista. Rispetto agli inizi della mia carriera, ora mi metto molto di più nelle mani di chi dirige: se il regista pensa che vado bene, allora vado bene. Il che non significa poi che il film sia bello, può essere anche brutto, ma io la mia parte l'avrò fatta".
A proposito non ha intenzione di dare un seguito all'unico film da regista che girò nel 1997, Il coraggioso?
"No, mai. Quello rimarrà la mia unica esperienza da regista di film di fiction (Depp sta invece ultimando il montaggio di un suo documentario su Keith Richards, ndr). Non mi piace portarmi il lavoro a casa, alle sei del pomeriggio voglio essere libero e non sentire rimbombare nella mia testa domande come 'forse la scena di domani dovrei riscriverla'".
Alcune settimane ha suonato accanto a Marilyn Manson e Ninja degli Antwoord, ha partecipato al disco Lost on the River suonando la chitarra: non pensa mai di dedicarsi alla musica con un progetto più ampio?
"La musica è ancora il mio primo amore. Sarebbe stato bello fondare una mia band, l'avrei potuto fare, ho i soldi e la popolarità, ma l'idea mi farebbe stare male: saprei bene che se arrivasse il successo sarebbe solo perché ci sono io, non per la qualità dei miei pezzi. Non lo farò mai, voglio preservare quell'approccio di purezza che ancora ho nei confronti della musica. Continuerò a suonare per conto mio, senza nessuna programmazione".
Come combina questa sua voglia di cercare di sorprendere sempre il pubblico con la scelta di girare i sequel di Alice in Wonderland e di Pirati dei Caraibi?
"Quando un personaggio è ben scritto, è difficile che si esauriscano le cose che ha da dire. Persino su Jack Sparrow ci sono ancora margini per esplorare una parte della sua personalità ancora non apparsa nei precedenti episodi della saga dei Pirati".
C'è un personaggio contemporaneo che vorrebbe interpretare in futuro?
"Chi mi affascina o è morto o sta per esserlo. Potrei interpretare me stesso però. Di certo lo farei malissimo. Quindi vuol dire bene, visto che sono un pessimo attore".
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Diretto da David Koepp (che con Depp nel 2003 girò il thriller Secret Window), Mortdecai è basato sull'omonima serie di romanzi degli anni 70 scritti da Kyril Bonfiglioli, celebri in Inghilterra, ma ancora inediti in Italia (li pubblicherà a breve Piemme) su di un aristocratico e dissoluto mercante d'arte coinvolto nelle indagini sul furto di un quadro di Goya. Nel cast ci sono anche Gwyneth Paltrow e Ewan McGregor. In Italia uscirà il 19 febbraio.
Mortdecai è un uomo ironico, ma anche molto irresponsabile: si sente sempre vicino ai personaggi che interpreta?
"C'è sempre qualcosa in comune, ma ormai mi affido molto al regista. Rispetto agli inizi della mia carriera, ora mi metto molto di più nelle mani di chi dirige: se il regista pensa che vado bene, allora vado bene. Il che non significa poi che il film sia bello, può essere anche brutto, ma io la mia parte l'avrò fatta".
A proposito non ha intenzione di dare un seguito all'unico film da regista che girò nel 1997, Il coraggioso?
"No, mai. Quello rimarrà la mia unica esperienza da regista di film di fiction (Depp sta invece ultimando il montaggio di un suo documentario su Keith Richards, ndr). Non mi piace portarmi il lavoro a casa, alle sei del pomeriggio voglio essere libero e non sentire rimbombare nella mia testa domande come 'forse la scena di domani dovrei riscriverla'".
Alcune settimane ha suonato accanto a Marilyn Manson e Ninja degli Antwoord, ha partecipato al disco Lost on the River suonando la chitarra: non pensa mai di dedicarsi alla musica con un progetto più ampio?
"La musica è ancora il mio primo amore. Sarebbe stato bello fondare una mia band, l'avrei potuto fare, ho i soldi e la popolarità, ma l'idea mi farebbe stare male: saprei bene che se arrivasse il successo sarebbe solo perché ci sono io, non per la qualità dei miei pezzi. Non lo farò mai, voglio preservare quell'approccio di purezza che ancora ho nei confronti della musica. Continuerò a suonare per conto mio, senza nessuna programmazione".
Come combina questa sua voglia di cercare di sorprendere sempre il pubblico con la scelta di girare i sequel di Alice in Wonderland e di Pirati dei Caraibi?
"Quando un personaggio è ben scritto, è difficile che si esauriscano le cose che ha da dire. Persino su Jack Sparrow ci sono ancora margini per esplorare una parte della sua personalità ancora non apparsa nei precedenti episodi della saga dei Pirati".
C'è un personaggio contemporaneo che vorrebbe interpretare in futuro?
"Chi mi affascina o è morto o sta per esserlo. Potrei interpretare me stesso però. Di certo lo farei malissimo. Quindi vuol dire bene, visto che sono un pessimo attore".