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"Cinquanta sfumature di grigio", dal romanzo uno dei film più attesi dell'anno

Parlano la regista e i protagonisti, in Italia sarà al cinema dal 12 febbraio, per San Valentino e prima sarà presentato al festival di Berlino. Jamie Dornan interpreta il miliardario Grey: "Sapevo che sarebbe stato impossibile farlo senza espormi, fisicamente, un bel po'..."

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LOS ANGELES - Cinquanta sfumature di grigio - e gli altri due libri che ne fanno una trilogia - non è solo un romanzo, è un fenomeno della cultura popolare. Fin dal primo episodio della trilogia "erotica" di E. L. James, pubblicato nel 2011, la storia ha fatto centro col grande pubblico, vendendo oltre 100 milioni di copie in 52 lingue nel mondo. Ovvio che il o i film tratti dalla saga sarebbero stati attesi in maniera quasi spasmodica. E la scelta degli attori scrutinata come fosse un'elezione presidenziale. In Italia, il film arriverà il 12 febbraio. Nel ruolo del faccendiere miliardario Christian Grey e della curiosa studentessa Anastasia Steele, che accetta consapevole il rapporto sadomaso proposto da Grey, appaiono Jamie Dornan e Dakota Johnson. Regista è Sam Taylor-Johnson, conosciuta come artista visuale e fotografa d'avanguardia a Londra.
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"Quando ho letto il libro ho subito pensato avrebbe potuto diventare un film, qualcosa che non avevo mai visto sullo schermo e che immaginavo sarebbe stata interessante," dice. "Una storia sensuale ma anche una favola, intima e bella e visualmente intrigante. Ho detto al direttore della fotografia, Seamus McGarvey con cui lavoro da 15 anni, "trattiamo il corpo umano in modo epico, e così abbiamo fatto. È quello che mi ha spinto a girare il film". La regista non nasconde le difficoltà incontrate nel corso delle riprese con l'autrice dei romanzi, molto esigente e meticolosa riguardo all'adattamento cinematografico dei suoi bestseller. "È stato un rapporto complicato, ma l'onesta è sempre la politica migliore - dice - la James ha una grande passione per il suo libro ed è molto protettiva. Io avevo una visione per il film, lei magari un'altra. Quando hai a che fare con un autore e un auteur, la dialettica non può che essere costruttiva e stimolante, e alla fine trovavamo sempre un terreno comune".

La Taylor-Johnson spiega così la scelta di Dakota Johnson, figlia d'arte ma priva di grandi esperienze nel cinema, nel ruolo centrale di Anastasia: "Per il suo provino le avevo dato un monologo di tre pagine dal Persona di Bergman, difficile da memorizzare e molto esplicito nella descrizione di momenti sessuali. Siamo rimasti tutti folgorati. Era Anastasia. Quando poi si sono incontrati con Jamie, la chimica tra di loro è stata evidente. E anche il senso dell'umorismo. La connessione tra di loro, fisica ma soprattutto mentale, era chiarissima". È stato tuttavia importante, continua la Taylor-Johnson, che quel legame si consolidasse prima di girare le scene di sesso più esplicite, lasciate per le ultime due settimane di riprese. "Dovevamo sentire tutti che c'era grande fiducia fra noi, abbiamo girato il film in 9 settimane e mezzo (ride pensando all'ironia del parallelo con il film di Adrian Lyne, ndr) e per tutto il tempo abbiamo parlato tanto di quelle scene, così quando ci siamo arrivati c'era un legame molto stretto fra noi tre e il direttore della fotografia, e Jamie e Dakota si sono sentiti sicuri e protetti in quell'ambiente. E vi assicuro che il senso dell'umorismo ha aiutato Jamie e Dakota: lei ne aveva soprattutto bisogno, visto il tempo che passa nuda e legata!".

Per prepararsi al film la Taylor-Johnson ha incontrato alcuni dominatori e dominati dell'ambiente sadomaso, scoprendo il forte legame che si crea fra loro: "Ma la mia esperienza più ravvicinata risale ad anni fa, all'inizio della mia carriera, quando facevo foto - racconta - volevo foto di me che volavo liberamente nell'aria nel mio studio, e non volevo usare un'acrobata; qualcuno mi ha suggerito di prendere un esperto di bondage che mi appendesse al soffitto. È stato interessante...", aggiunge ridendo.

Jamie Dornan, modello inglese apparso nella serie televisiva The Fall, padre di una bimba di un anno e mezzo, sapeva benissimo a cosa andava incontro accettando il film (in cui ha sostituito all'ultimo momento l'attore precedentemente legato alla parte, Charlie Hunnam): "Sapevo che sarebbe stato impossibile farlo senza espormi fisicamente un bel po' - dice Dornan, raggiunto via Skype nella sua casa di Londra, irriconoscibile sotto una grande barba e baffi che gli nascondono completamente il volto - avevo un forte contratto che prevedeva che non avremmo fatto vedere completamente tutto, ma sono abbastanza a mio agio con il mio corpo nudo, pur avendo sempre pensato, fin da ragazzino, quando giocavo a rugby a scuola, di essere troppo magro". Dornan conosceva la triologia di Cinquanta sfumature quando gli hanno offerto il film, ma non aveva letto nessuno dei libri: "Non sapevo niente del mondo del sadomaschismo ma quando hanno annunciato che avrebbero fatto il film ricordo di aver pensato che sarebbe stata una grossa cosa, visto il fenomeno di quei romanzi. Certo non pensavo ne avrei fatto parte. Ho avuto solo quattro settimane per prepararmi prima dell'inizio delle riprese".