Come il mitico caffè Giubbe Rosse di Firenze è stato teatro di molte delle più avvincenti vicende letterarie del Novecento italiano, così una trattoria romana, Otello alla Concordia, è stato il luogo deputato di incontro e di confronto di registi, attori, sceneggiatori, produttori. Fra un bicchiere di Frascati, una partita a scopone e portate di cibo genuino, attorno ai tavoli di questa osteria/ristorante, fondata subito dopo la II guerra mondiale da Otello e Nora Caporicci e tutt'ora attiva in via della Croce, a due passi da piazza di Spagna, sono stati ideati e spesso scritti alcuni dei film che hanno segnato la storia del neorealismo e della commedia italiana. Otello alla concordia ha funzionato davvero come una sorta di Casa del Cinema ante litteram, frequentata abitualmente da Federico Fellini, Mario Monicelli, Luchino Visconti, Age & Scarpelli, Benvenuti & De Bernardi, Michelangelo Antonioni, Gillo Pontecorvo, Franco Solinas, Pier Paolo Pasolini. "In epoca precellulari -ricorda Citto Maselli, altro abituale ospite del ristorante- spesso i produttori che cercavano un regista o un attore telefonavano a Otello, perché c'erano buone probabilità che il personaggio in questione si trovasse lì". Ma ancora oggi da Otello, in particolare nella serata di mercoledi, è facile imbattersi in Ettore Scola, Giuliano Montaldo, Ugo Gregoretti, Giorgio Arlorio, che, fedeli ad un'antica consuetudine, continuano a frequentare il locale.
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Non sorprende, dunque, che un più giovane cineasta, Francesco Ranieri Martinotti, insieme a Silvia Scola, che ha scritto la sceneggiatura e ad Andrea Sisti, cantautore e discendente di Otello, che ha prodotto il film, abbiamo avuto l'idea di realizzare un documentario dedicato proprio alla celebre trattoria, dove nel corso degli anni sono passati anche una lunga schiera di cineasti stranieri a Roma per ragioni di lavoro. Da Marlon Brando a Gregory Peck, da Katharine Hepburn a Robert De Niro e poi ancora Brigitte Bardot, Claude Chabrol, Francis Ford Coppola. E' nato così Il segreto di Otello, che in poco più di un'ora, racconta la storia del locale e del suo fondatore, scomparso qualche anno fa, raccoglie testimonianze e aneddoti, illustra l'atmosfera di un locale unico, "che sembra immateriale, pur essendo un posto dove si mangia", per usare un'efficace definizione del regista Salvatore Maira. Il tutto condito con immagini d'epoca, dove emerge Pete Seeger che canta l'Internazionale ai camerieri e qualche affezionato cliente, e soprattutto esibizioni musicali live, che vedono coinvolti il leggendario Donovan, Francesca Schiavo, Alessandro Haber, Luca Barbarossa, il cui nonno, barbiere di via della Croce, era miglior amico di Otello.
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Il segreto di Otello sarà proiettato al Festival di Berlino, nella sezione Kulinarisches Kino, il prossimo 12 febbraio. Sarà l'occasione per illustrare ad un pubblico internazionale un capitolo meno noto della storia del cinema italiano, ma soprattutto per chiarire quel segreto cui fa riferimento il titolo del documentario. Se Otello alla Concordia divenne il luogo di incontro del cinema italiano, è perché, consapevole delle difficoltà economiche degli artisti che lo frequentavano, il titolare faceva loro credito, accontentandosi di recuperare i soldi dovuti quando il regista o l'attore di turno venivano ingaggiati per un film.
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Non sorprende, dunque, che un più giovane cineasta, Francesco Ranieri Martinotti, insieme a Silvia Scola, che ha scritto la sceneggiatura e ad Andrea Sisti, cantautore e discendente di Otello, che ha prodotto il film, abbiamo avuto l'idea di realizzare un documentario dedicato proprio alla celebre trattoria, dove nel corso degli anni sono passati anche una lunga schiera di cineasti stranieri a Roma per ragioni di lavoro. Da Marlon Brando a Gregory Peck, da Katharine Hepburn a Robert De Niro e poi ancora Brigitte Bardot, Claude Chabrol, Francis Ford Coppola. E' nato così Il segreto di Otello, che in poco più di un'ora, racconta la storia del locale e del suo fondatore, scomparso qualche anno fa, raccoglie testimonianze e aneddoti, illustra l'atmosfera di un locale unico, "che sembra immateriale, pur essendo un posto dove si mangia", per usare un'efficace definizione del regista Salvatore Maira. Il tutto condito con immagini d'epoca, dove emerge Pete Seeger che canta l'Internazionale ai camerieri e qualche affezionato cliente, e soprattutto esibizioni musicali live, che vedono coinvolti il leggendario Donovan, Francesca Schiavo, Alessandro Haber, Luca Barbarossa, il cui nonno, barbiere di via della Croce, era miglior amico di Otello.
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Il segreto di Otello sarà proiettato al Festival di Berlino, nella sezione Kulinarisches Kino, il prossimo 12 febbraio. Sarà l'occasione per illustrare ad un pubblico internazionale un capitolo meno noto della storia del cinema italiano, ma soprattutto per chiarire quel segreto cui fa riferimento il titolo del documentario. Se Otello alla Concordia divenne il luogo di incontro del cinema italiano, è perché, consapevole delle difficoltà economiche degli artisti che lo frequentavano, il titolare faceva loro credito, accontentandosi di recuperare i soldi dovuti quando il regista o l'attore di turno venivano ingaggiati per un film.