Si è spenta, dopo una lunga malattia, Monica Scattini, attrice toscana protagonista di numerosi film e serie televisive. Aveva lavorato con Ettore Scola (La Famiglia), con Mario Monicelli (Un'altra vita), in Lontano da dove, di Stefania Casini e Francesca Marciano, che le valse il Nastro d'Argento come migliore attrice nel 1983. Ha vinto anche il David di Donatello nel 1994, come migliore attrice non protagonista per il film di Simona Izzo, Maniaci sentimentali. Aveva 59 anni. Era figlia del regista Luigi Scattini. Aveva esordito nel 1974 in un film di Mauro Bolognini (Fatti di gente perbene). I funerali si svolgeranno sabato 7 febbraio a Roma, nella chiesa di Santa Maria in Trastevere, alle 12.30.
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Deve essere stato semplice per Monica Scattini interpretare la Daniela di Lontano da dove (esordio alla regia cinematografica di Stefania Casini e Francesca Marciano, 1983), una ragazza italiana che vive a New York inseguendo il sogno di diventare attrice. Una storia per molti versi simile alla sua, visto che nella realtà anche lei, poco più che ventenne, si trasferì da Roma, dove è era nata il 1° febbraio 1956, a New York per studiare recitazione all'Actors Studio di Lee Strasberg. Malgrado avesse avuto l'occasione di essere diretta da Martin Scorsese (Toro scatenato, 1980) e Francis F. Coppola (Un sogno lungo un giorno, 1982), le sue non furono apparizioni di gran rilievo. Ha avuto più fortuna con Lontano da dove, che le fece guadagnare il Nastro d'Argento come migliore attrice non protagonista.
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Sempre nel 1983 fu nel cast di Ballando ballando (Ettore Scola), film senza dialoghi dove tutti ballavano, eccetto lei, che rimaneva seduta inutilmente in attesa di un invito. Certo, gli occhiali che portava non la rendevano molto attraente, tanto che gli uomini puntavano sempre le altre signore in quella magica sala da ballo. Ma lei era un'attrice che non si curava troppo di veder compromesso il suo aspetto fisico sullo schermo. Tendenza invece assai diffusa in altre attrici. Il ruolo di "bruttina" si ripete puntualmente ne La famiglia (Ettore Scola, 1986), dove interpretò una delle tre zie zitelle brontolone. Un talento che ebbe modo di esprimere anche in televisione con, La tv delle ragazze (1988), in cui strapazzava popolari signore e signorine del piccolo schermo.
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Negli anni '90 intensificò l'attività cinematografica e si ritrovò a lavorare con grandi maestri della commedia come Dino Risi (Tolgo il disturbo, 1990), Mario Monicelli (Parenti serpenti, 1992) e con giovani registi italiani che le offrirono soprattutto ruoli di carattere (arrivò ad essere un'insolita Madonna in Anime fiammeggianti, diretto da Davide Ferrario nel 1994). Come la Daniela di Lontano da dove, sul grande schermo continuò a cercare l'amore. Proprio come lo cercavano tante sue coetanee, più o meno emancipate, separate o innamorate. Ma se riescì nell'impresa fu solo con qualche vecchio amico in cerca di consolazione. In compenso con Maniaci sentimentali (Simona Izzo, 1994), si aggiudicò il David di Donatello come migliore attrice non protagonista. Si aspettava che, prima o poi, le toccasse anche un premio da protagonista. Nel frattempo, recitava e ballava a teatro, accanto a Christian De Sica nello spettacolo 'Un americano a Parigi'. Ancora diretta da una donna, figurò nel cast di Film (Laura Belli, 2000).
A partire dagli anni Novanta lavorò anche in tv, su Raiuno (Lo zio d'America) e su Canale 5 in Elisa di Rivombrosa e Un ciclone in famiglia. La sua carriera ebbe anche una parentesi internazionale, partecipando - sebbene con piccoli ruoli - al film di Francis Ford Coppola Un sogno lungo un giorno e nel musical di Bob Marshall, Nine, assieme a Daniel Day Lewis, Nicole Kidman e Penelope Cruz. La sua ultima partecipazione cinematografica è stata l'anno scorso, nel film di Giovanni Veronesi, Una donna per amica.
In funerali si svolgeranno sabato 7 febbraio alle 12.30 nella Basilica di Santa Maria in Trastevere, come reso noto dalla sua amica e agente Paola Comin.
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Deve essere stato semplice per Monica Scattini interpretare la Daniela di Lontano da dove (esordio alla regia cinematografica di Stefania Casini e Francesca Marciano, 1983), una ragazza italiana che vive a New York inseguendo il sogno di diventare attrice. Una storia per molti versi simile alla sua, visto che nella realtà anche lei, poco più che ventenne, si trasferì da Roma, dove è era nata il 1° febbraio 1956, a New York per studiare recitazione all'Actors Studio di Lee Strasberg. Malgrado avesse avuto l'occasione di essere diretta da Martin Scorsese (Toro scatenato, 1980) e Francis F. Coppola (Un sogno lungo un giorno, 1982), le sue non furono apparizioni di gran rilievo. Ha avuto più fortuna con Lontano da dove, che le fece guadagnare il Nastro d'Argento come migliore attrice non protagonista.
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Sempre nel 1983 fu nel cast di Ballando ballando (Ettore Scola), film senza dialoghi dove tutti ballavano, eccetto lei, che rimaneva seduta inutilmente in attesa di un invito. Certo, gli occhiali che portava non la rendevano molto attraente, tanto che gli uomini puntavano sempre le altre signore in quella magica sala da ballo. Ma lei era un'attrice che non si curava troppo di veder compromesso il suo aspetto fisico sullo schermo. Tendenza invece assai diffusa in altre attrici. Il ruolo di "bruttina" si ripete puntualmente ne La famiglia (Ettore Scola, 1986), dove interpretò una delle tre zie zitelle brontolone. Un talento che ebbe modo di esprimere anche in televisione con, La tv delle ragazze (1988), in cui strapazzava popolari signore e signorine del piccolo schermo.
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Negli anni '90 intensificò l'attività cinematografica e si ritrovò a lavorare con grandi maestri della commedia come Dino Risi (Tolgo il disturbo, 1990), Mario Monicelli (Parenti serpenti, 1992) e con giovani registi italiani che le offrirono soprattutto ruoli di carattere (arrivò ad essere un'insolita Madonna in Anime fiammeggianti, diretto da Davide Ferrario nel 1994). Come la Daniela di Lontano da dove, sul grande schermo continuò a cercare l'amore. Proprio come lo cercavano tante sue coetanee, più o meno emancipate, separate o innamorate. Ma se riescì nell'impresa fu solo con qualche vecchio amico in cerca di consolazione. In compenso con Maniaci sentimentali (Simona Izzo, 1994), si aggiudicò il David di Donatello come migliore attrice non protagonista. Si aspettava che, prima o poi, le toccasse anche un premio da protagonista. Nel frattempo, recitava e ballava a teatro, accanto a Christian De Sica nello spettacolo 'Un americano a Parigi'. Ancora diretta da una donna, figurò nel cast di Film (Laura Belli, 2000).
A partire dagli anni Novanta lavorò anche in tv, su Raiuno (Lo zio d'America) e su Canale 5 in Elisa di Rivombrosa e Un ciclone in famiglia. La sua carriera ebbe anche una parentesi internazionale, partecipando - sebbene con piccoli ruoli - al film di Francis Ford Coppola Un sogno lungo un giorno e nel musical di Bob Marshall, Nine, assieme a Daniel Day Lewis, Nicole Kidman e Penelope Cruz. La sua ultima partecipazione cinematografica è stata l'anno scorso, nel film di Giovanni Veronesi, Una donna per amica.
In funerali si svolgeranno sabato 7 febbraio alle 12.30 nella Basilica di Santa Maria in Trastevere, come reso noto dalla sua amica e agente Paola Comin.