BERLINO - Sara Serraiocco è passata in poche settimane dal Sundance Film Festival, dov'era protagonista del film italiano in concorso Cloro, di Lamberto Sanfelice, alla Berlinale. Lineamenti gentili, occhi profondi, in una manciata d'anni l'ex ballerina si sta conquistando un posto sulla scena del cinema non solo italiano. Il salto c'è stato con Salvo, thriller della coppia Salvo-Grassadonia, presentato con grande successo al Festival di Cannes. Tanti premi, poi la Santa Chiara per il Francesco televisivo di Liliana Cavani. E ora Cloro, storia di una nuotatrice sincronizzata che da Ostia si deve trasferire in montagna e occuparsi del fratellino e del padre depresso.
[[ge:rep-locali:repubblica:106611895]]
Sara, com'è stata l'esperienza al Festival inventato da Robert Redford?
"Fantastica. Un luogo pieno di gente che è interessata davvero al cinema. La proiezione, affollata, si è svolta in un clima accogliente. Ed è stato anche il mio primo viaggio negli Stati Uniti".
Cosa ha colpito del vostro film, Cloro?
"Mi sembra abbia colpito il mio personaggio e l'interazione con gli altri. Di come una adolescente possa ricoprire il ruolo di un adulta assumendosi responsabilità in modo precoce. È bello vedere come una diciassettenne si rapporta con un mondo che non le dovrebbe appartenere".
Com'è stato il set?
"Esperienza bellissima ma pesante. Abbiamo girato in montagna, a Sulmona, sia nella zona industriale che a Passo San Leonardo. Quelle scene sono state difficili perché le condizioni meterologiche rendevano durissimo il training: le scene di corsa, gli allenamenti".
[[ge:rep-locali:repubblica:106756497]]
Come descrive il suo personaggio?
"L'ho suddiviso in quel che era prima, a inizio film, e quel che è diventato poi, nel corso della storia. Quando la incontriamo è una ragazza che vive a Ostia, attraverso il sogno e la disciplina arriva al nuoto sincronizzato. Questa ragazza dopo la morte della madre si trova a ricoprire il ruolo di tutrice del fratellino e del padre, che ha subìto una grave depressione dopo aver perso la moglie. Però la cosa bella del personaggio è che la passione del nuoto le dà forza per trovare un senso e dare un ordine anche a una situazione di disordine e caos totale".
Con che spirito è arrivata a Berlino?
"Piena di emozione. È stato bellissimo vedere la standing ovation per il nostro film. Mi sono commossa: lo schermo era gigantesco e c'erano così tante persone...".
Che farà adesso?
"Ora ho un progetto con il Centro sperimentale di cinematografia, un film con la regia di Marco Danieli. Racconta la storia di una ragazza che è testimone di Geova e si innamora di un giovane che non lo è e che per questo rischia di essere allontanata. Un personaggio molto introspettivo e con una morale forte, che le è stata data dai genitori. È un tema che non è stato mai affrontato in Italia, anche se il nostro non è un film di denuncia ma una storia di formazione".
[[ge:rep-locali:repubblica:106611895]]
Sara, com'è stata l'esperienza al Festival inventato da Robert Redford?
"Fantastica. Un luogo pieno di gente che è interessata davvero al cinema. La proiezione, affollata, si è svolta in un clima accogliente. Ed è stato anche il mio primo viaggio negli Stati Uniti".
Cosa ha colpito del vostro film, Cloro?
"Mi sembra abbia colpito il mio personaggio e l'interazione con gli altri. Di come una adolescente possa ricoprire il ruolo di un adulta assumendosi responsabilità in modo precoce. È bello vedere come una diciassettenne si rapporta con un mondo che non le dovrebbe appartenere".
Com'è stato il set?
"Esperienza bellissima ma pesante. Abbiamo girato in montagna, a Sulmona, sia nella zona industriale che a Passo San Leonardo. Quelle scene sono state difficili perché le condizioni meterologiche rendevano durissimo il training: le scene di corsa, gli allenamenti".
[[ge:rep-locali:repubblica:106756497]]
Come descrive il suo personaggio?
"L'ho suddiviso in quel che era prima, a inizio film, e quel che è diventato poi, nel corso della storia. Quando la incontriamo è una ragazza che vive a Ostia, attraverso il sogno e la disciplina arriva al nuoto sincronizzato. Questa ragazza dopo la morte della madre si trova a ricoprire il ruolo di tutrice del fratellino e del padre, che ha subìto una grave depressione dopo aver perso la moglie. Però la cosa bella del personaggio è che la passione del nuoto le dà forza per trovare un senso e dare un ordine anche a una situazione di disordine e caos totale".
Con che spirito è arrivata a Berlino?
"Piena di emozione. È stato bellissimo vedere la standing ovation per il nostro film. Mi sono commossa: lo schermo era gigantesco e c'erano così tante persone...".
Che farà adesso?
"Ora ho un progetto con il Centro sperimentale di cinematografia, un film con la regia di Marco Danieli. Racconta la storia di una ragazza che è testimone di Geova e si innamora di un giovane che non lo è e che per questo rischia di essere allontanata. Un personaggio molto introspettivo e con una morale forte, che le è stata data dai genitori. È un tema che non è stato mai affrontato in Italia, anche se il nostro non è un film di denuncia ma una storia di formazione".