Altrettanto prolifica è la vita professionale dell'attore di origini tedesche (Willis è nato in Germania da madre tedesca e padre americano). Dopo il debutto nel mondo del teatro e qualche parte minore a Hollywood, nel 1988 arriva il successo con "Trappola di cristallo", primo action-movie della serie "Die Hard - Duro a morire" il cui ultimo capitolo è arrivato nel 2013, a 25 anni esatti dal primo. In quel lasso di tempo Willis ha costruito una carriera fatta di più di cento film, fra cui "Il sesto senso", "Armageddon", "Pulp Fiction", "Attacco al potere", "Il quinto elemento", "L'esercito delle 12 scimmie", "Sin City" e la saga di "RED", per citarne alcuni. Una carriera che lo vede, soprattutto, nelle vesti di uomo d'azione: "In fondo mi piace farmi prendere a cazzotti. Credo sia una cosa tipica dei maschi, prenderne e non lamentarsi. Sono quasi trent'anni anni che faccio a gara con i colleghi a chi si ammacca di più e si lamenta di meno. Il primo che fiata ha perso, è una femminuccia". E nonostante il suo modo di fare film possa essere considerato usurante, non è ancora tempo di pensione per Willis il sessantenne. Per il 2015 l'attore ha in programma cinque film e uno spettacolo teatrale. Al cinema arriverà con l'ultima commedia di Barry Levinson, "Rock the Kasbah", che uscirà a novembre e poi con i thriller "Wake" e "Extraction" mentre sono in pre-produzione il drammatico "Captive" e il prossimo film di Woody Allen, ancora senza un titolo. Dall'autunno, poi, porterà a Broadway il thriller di Stephen King, "Misery", dove interpreterà il protagonista, lo scrittore Paul Sheldon. Il teatro d'altronde è stato il suo primo amore: "Mi piaceva tanto fare teatro, neho fatto molto da giovane, a e poi in New Jersey. Poi ho fatto un paio di cose di successo e mi sono ritrovato a Hollywood, non ricordo nemmeno bene come".
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