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Nikolaj Coster-Waldau dal Trono al cinema d'autore: "Ma il successo non fa male"

L'attore danese, classe 1970, è volato da Londra, dove ha partecipato alla première della 5a stagione di "Game of Thrones",  direttamente a Roma per la presentazione di "Second chance" del premio Oscar Susanne Bier. Nel film è un poliziotto, padre da poche settimane, che si ritrova a gestire una situazione drammatica

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ROMA - "Se Jaime Lannister sia il ruolo che ha cambiato per sempre la mia carriera lo diremo fra una decina d'anni nel frattempo mi godo il successo di una delle serie più amate nel mondo. E la cosa non fa affatto male". Un sorriso disarmante e lo sguardo enigmatico che ha conquistato la platea femminile del Trono di Spade, Nikolaj Coster-Waldau risponde con semplicità alle domande sul successo planetario che lo ha investito grazie al ruolo dello "sterminatore di re" della saga tv. Volato direttamente da Londra, dove due giorni fa c'è stata l'anteprima mondiale della quinta attesissima stagione, l'attore danese è a Roma per presentare Second chance, il nuovo film della regista premio Oscar Susanne Bier (In un mondo migliore), in cui interpreta un bravo poliziotto e buon padre che si trova a gestire una situazione al di là della sua comprensione.
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Un thriller psicologico dei sentimenti che mette in gioco molte domande a livello etico e che pone il problema della "seconda possibilità" su due livelli. Hanno una seconda opportunità per cercare di rimediare ai propri errori molti dei personaggi del film ma è una "second chance" anche quella che dobbiamo dare alle persone che incontriamo sulla nostra strada e finiamo per bollare attraverso i nostri pregiudizi. "Nella società contemporanea siamo veramente molto veloci a trarre giudizi sugli altri. E per riuscire a barcamenarci nella vita finiamo per mettere gli altri dentro a delle scatole etichettate, ma non ci dobbiamo dimenticare che queste scatole sono frutto della nostra immaginazione - dice Waldau - come esseri umani dobbiamo fare di tutto per essere aperti nei confronti degli altri, ma anche di noi stessi. Dare e darsi una seconda possibilità è importante, ma anche una terza, una quarta... siamo esseri umani, dobbiamo accettare i nostri errori".
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Di errori, almeno a livello di scelte di ruoli, Nikolaj Coster-Waldau per il momento ne ha fatti pochi. Dopo la scuola d'arte drammatica in Danimarca e la gavetta teatrale ha raggiunto la notorietà nel suo paese con Il guardiano di notte (poi rifatto negli Stati Uniti con Ewan McGregor) poi, grazie alla solida preparazione classica, l'inglese fluente, il bell'aspetto, è arrivato il salto a Hollywood (ultimo di una carica di interpreti scandinavi): partecipa a filmoni come Black hawk down di Ridley Scott, Oblivion con Tom Cruise ma anche alla commedia al femminile Tutte contro lui di Nick Cassavetes dove interpreta un marito fedifrago contro il quale si coalizzano la moglie e le due amanti. Lui che è sposato dal 1998 con Nukaaka, attrice, cantante ed ex Miss Groenlandia e che ha due figlie. "Essere padre nella vita mi ha aiutato a costruire il personaggio di Andreas. Facendo questo film ho inevitabilmente passato molto tempo a pensare l'impensabile sulle mie bambine. Allo stesso tempo però questo è il mio lavoro, la mia arte... posso interpretare un assassino senza aver mai ucciso nessuno. Ma certo in questo caso c'erano molte somiglianze con la mia vita e Andreas l'ho sentito molto vicino".

"Come esseri umani portiamo dentro di noi il bene e il male - aggiunge l'attore - in vent'anni di carriera ho interpretato molti ruoli e credo che ciò che conta sia sempre ricercare l'umanità sia di un personaggio molto cattivo sia di uno molto buono, le sue motivazioni". E infatti il suo Jaime Lannister nel corso della serie ha preso un risvolto più complesso, più intrigante. Da essere un affascinante, cinico e insensibile guerriero dal cui rapporto incestuoso con la gemella sono nati tre figli, lo "sterminatore di re" dopo la prigionia e la perdita di una mano è diventato una figura dal carattere più sfaccettato, che nell'incontro con Brienne di Tarth ha fatto emergere il suo lato compassionevole. "All'inizio della serie lui è conosciuto per la sua forza, è un soldato e sfrutta le sue capacità belliche per farsi spazio nella società - spiega Waldau - durante i vari episodi ha perso la sua forza fisica quindi ora si trova a ridefinire la sua identità e scoprire chi è diventato".