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A lezione da Costa-Gavras, una carriera per denunciare gli abusi di potere

Il regista di origine greca ospite del Festival del cinema di Bari. La carriera, i film che hanno fatto scuola. "Le idee razziste si diffondono quando c'è un sistema che le esalta, come hanno fatto i media con Marine Le Pen"
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 BARI - Costa-Gavras, un autore contro al Bif&st. Un pubblico numeroso e attento ha seguito oggi al Teatro Petruzzelli la lezione di cinema del regista di origine greca, cittadino francese dagli anni Sessanta, che ha ricostruito i passaggi della sua carriera in uno degli incontri in programma al Festival del cinema di Bari. Costa-Gavras ha parlato della collaborazione con il cinema francese agli inizi nel genere poliziesco, dall'incontro con Yves Montand e Simone Signoret ("frequentando la loro casa e i loro amici ho imparato a guardare la realtà in modo diverso, ho acquisito la consapevolezza del mondo intorno a noi") al lavoro negli Stati Uniti.

Il suo interesse è nella "piramide del potere" e nelle relazioni umane distrutte dalla globalizzazione o dal fanatismo religioso e non. "Credo che quello creato dall'Isis sia un mondo di tiranni  -  ha detto Costa-Gavras  -  mi piacerebbe girare una storia che ne in…
 BARI - Costa-Gavras, un autore contro al Bif&st. Un pubblico numeroso e attento ha seguito oggi al Teatro Petruzzelli la lezione di cinema del regista di origine greca, cittadino francese dagli anni Sessanta, che ha ricostruito i passaggi della sua carriera in uno degli incontri in programma al Festival del cinema di Bari. Costa-Gavras ha parlato della collaborazione con il cinema francese agli inizi nel genere poliziesco, dall'incontro con Yves Montand e Simone Signoret ("frequentando la loro casa e i loro amici ho imparato a guardare la realtà in modo diverso, ho acquisito la consapevolezza del mondo intorno a noi") al lavoro negli Stati Uniti.

Il suo interesse è nella "piramide del potere" e nelle relazioni umane distrutte dalla globalizzazione o dal fanatismo religioso e non. "Credo che quello creato dall'Isis sia un mondo di tiranni  -  ha detto Costa-Gavras  -  mi piacerebbe girare una storia che ne indaghi le origini e le basi culturali. Oggi però si tende a fare degli arabi tutta un erba un fascio, vedi in Francia con Marine Le Pen,  mentre la quasi totalità degli arabi non è estremista. In democrazia il potere esiste per difendere la libertà di ognuno".

Fra i ricordi del regista, il lungo soggiorno italiano con lo sceneggiatore Franco Solinas, per L'Amerikano, protagonista proprio Montand, il suo attore feticcio, un film che denunciava il lavoro clandestino dei servizi segreti statunitensi per preparare regimi di destra. Un film scomodo, che veniva dopo il capolavoro Z - L'orgia del potere, un atto d'accusa implacabile contro il regime dei colonnelli in Gracia, e dopo La confessione, che metteva in luce i sistemi repressivi del governo filosovietico in Cecoslovacchia. Né mancarono feroci polemiche all'uscita di Amen, sul rapporto tra il nazismo e il Vaticano, accusato di un attacco alla Chiesa cattolica.

"Non ho voluto attaccare nessuno, ho cercato soltanto di raccontare il silenzio del capo spirituale dei cattolici, nel momento in cui un paese cattolico, la Germania, compiva la mostruosità dello sterminio degli ebrei", dice Costa-Gavras, uno dei pochi registi capace di raccontare realtà distanti, come fece in Missing, con Jack Lemmon in uno straordinario ruolo drammatico, quello di un padre che cercando il figlio scomparso in Cile, durante gli anni della dittatura di Pinochet, scopre la brutalità del regime. "Non so se la definizione di cinema politico sia appropriata, non sono contro la politica, sono contro gli abusi del potere, da qualunque parte vengano".

Costa-Gavras è stato anche uno dei primi a denunciare gli abusi del potere dei media  (con Mad city, assalto alla notizia)  che nel tempo, a suo parere, è diventato sempre più presente e devastante. "Anche un fenomeno come quello di Marine Le Pen si deve ai media - dice il regista, che vive a Parigi - che hanno esaltato le idee razziste diffondendole e trasformando un partito dalla percentuale accettabile nel secondo partito di Francia". Pur vivendo in Francia, costretto a emigrare dalla Grecia perché di famiglia "anti-monarchica, non comunista, come invece si è spesso pensato", Costa-Gavras mantiene vivo il suo rapporto con la cultura d'origine. E ha sempre seguito, a volte con apprensione a volte con speranza, le vicende politiche della Grecia. "Oggi sono più attento che mai al cambiamento di governo. Con che stato d'animo? Non so, vorrei permettermi la speranza".