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CINEMA

Il ritorno a casa di Zhang Yimou: viaggio nella Cina della Rivoluzione

Il regista, prima nella lista nera poi "redento", presenta "Lettere di uno sconosciuto", una straziante storia d'amore in cui ritrova la sua attrice-musa Gong Li

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UNA storia d'amore straziante ambientata negli ultimi anni della Rivoluzione Culturale a Pechino. Lettere di uno sconosciuto segna il ritorno a casa (il titolo internazionale è Coming home) di Zhang Yimou, regista che in Cina è stato, negli anni, prima inserito nella lista nera, poi considerato politicamente "redento" tanto da dirigere la cerimonia delle Olimpiadi 2008. Il film - presentato l'anno scorso a Cannes e in sala dal 26 marzo - segna anche, per il cineasta 64enne, il ritorno del sodalizio con la musa Gong Li: otto film insieme da Lanterne rosse a La città proibita. Ispirato al romanzo di Yan Geling The criminal Lu Yanshi, racconta di un'insegnante che vive con la figlia adolescente. La ragazza non ricorda il padre, intellettuale dissidente spedito nei campi di lavoro. E quando l'uomo evade per tornare a casa lo denuncia per un posto alla ribalta da ballerina. Quando moglie e marito s'incontrano alla stazione, lui viene arrestato e lei cade, perdendo la memoria. Quando, anni dopo, l'uomo è rilasciato e torna a casa, lei lo aspetta alla stazione, ma non lo riconosce. E lui tenta ogni espediente per farsi riconoscere.
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Yimou, l'amnesia della protagonista è un po' quella della Cina rispetto a un passato doloroso. Anche se la storia viene dimenticata, il trauma resta...
"Quello della Rivoluzione Culturale è un argomento ancora sensibile nel mio paese. Perciò ho voluto scegliere una prospettiva molto personale. Le vicende di una singola famiglia per riflettere la società cinese di quell'epoca. Dal punto di vista stilistico, il film appartiene alla mia cultura personale ma anche alla tradizione cinese: basta guardare alla pittura, che ha una struttura minimalista eppure rappresenta una grande bellezza".

Racconta un'epoca che le appartiene.
"Sono cresciuto nello stesso periodo del protagonista. Non ho avuto le sue stesse esperienze, ma nel film ci sono momenti, eventi, sentimenti che ho vissuto. Come la figlia, ho lavorato in una fabbrica tessile, per sette anni. Ho fatto io da istruttore all'attrice ".

Come ha cambiato il romanzo di Yan Geling?
"Il libro dava grande spazio alla Rivoluzione, a come si erano innamorati i personaggi. Ma avrei affrontato troppi problemi con la censura".

Oggi come funziona la censura?
"Il primo passo è l'invio della sceneggiatura al governo per la pre-approvazione. Durante la produzione emissari controllano la situazione. Dopo le riprese si raffronta il risultato con il copione presentato e una commissione di funzionari decide cosa va tagliato o cambiato. Il regista non è presente".
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Com'è stato tornare sul set con Gong Li?
"Ci siamo ritrovati come due vecchi amici, in un rapporto pieno di fiducia. Lei si affida a me per quanto riguarda la sua immagine, io a lei per la recitazione. Ha speso due mesi incontrando donne che avevano vissuto questo tipo di esperienza, è tornata preparata e piena di idee".

È vero che Spielberg pensa al remake del film?
"Sì. Sono volato a Los Angeles con una copia, l'abbiamo vista insieme nel suo studio. Mi ha fatto molte domande e ha subissato di lodi gli attori. Era commosso".

Il mercato cinese è ormai il secondo nel mondo.
"È cresciuto in fretta. Sono contento e orgoglioso dei progressi e dei numeri, ma appartengo a una generazione che pensa più all'arte che al boxoffice. Vorrei abituare il pubblico alla varietà, al concetto che la qualità è meglio della quantità".

Prepara il kolossal Great Wall, coproduzione con Hollywood, girato in inglese e con Matt Damon.
"Il segreto del mio mestiere è la flessibilità: lavorare a un'opera piccola ma saper gestire un grosso budget. Avevo voglia di tornare a un film epico. Un affresco forte e colorato ambientato durante la costruzione della Grande Muraglia. Per Lettere di uno sconosciuto invece ho scelto uno stile monocromatico, non volevo distrarre il pubblico dalle emozioni dei personaggi. Ma tutti i miei film, grandi o piccoli, hanno al centro sentimenti, storie e destini di uomini e donne".