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CINEMA

"Lost River", Ryan Gosling: "Il mio mondo dark tra Bava e Lynch"

Massacrato a Cannes, accolto con più generosità in Gran Bretagna, il debutto alla regia del divo canadese arriva ora nelle sale americane: "La mia è una fiaba allucinata per bambini"

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"Il mio primo film da regista lo vedevo come un I Goonies dark e pauroso. Una fiaba nera che ricordasse E. T. l'extra-terrestre". Incontriamo Ryan Gosling a Soho, Manhattan, a pochi istanti da un workshop che terrà all'Apple Store con un pugno di aspiranti filmmaker e appassionati di cinema. Siede di fronte a un Mac per selezionare le domande che stanno arrivando via Twitter e mima un incantesimo con le mani, come farebbe Mago Merlino ("le domande del pubblico mi sorprendono sempre, le voglio scegliere con cura"). Per assistere alla lezione di cinema di uno degli attori più sexy (e pagati) di Hollywood, alcuni ragazzi sono arrivati dal Giappone, dall'India e dalla Germania. Dopo il mezzo disastro di critica al festival di Cannes (era nella sezione "Un certain regard", dopo quell'esperienza Thierry Fremaux ha scelto di mettere fuori concorso l'esordio da regista di Natalie Portman), più generosi in Gran Bretagna, Lost River (Warner Bros.) arriva nella sale americane e l'atmosfera che si respira è già quella di un nuovo James Franco, pronto a invadere i circuiti con le proprie ossessioni cinematografiche. Gli auguriamo un uso meno massiccio dei social media.
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"Lost River è un tributo agli autori che stimo, da Dario Argento a Mario Bava fino a David Lynch. C'è anche una citazione da Il matrimonio di Maria Braun di Rainer Werner Fassbinder. Ho cercato però di girare un film che sentissi mio, con un cuore, senza ripetere le inquadrature di altri registi. Voglio dire, anche Steven Spielberg all'inizio rendeva omaggio ad Akira Kurosawa nei suoi film, poi ha trovato una strada più personale" spiega Gosling, il Driver notturno nel film al neon di Nicolas Winding Refn, lo studente ebreo che si trasforma in violento antisemita in The Believer di Henry Bean. Sostenuto da un autore come Guillermo del Toro, con il quale è in trattativa per girare The Haunted Mansion - La casa dei fantasmi per casa Disney, Gosling ambienta il suo primo film dietro la macchina da presa - in pellicola - in una Detroit al macero, una città post-industriale dove corruzione, bancarotta e auto abbandonate per le strade accompagnano una famiglia e la sua lotta alla sopravvivenza.
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Nel posto immaginario di Lost River, macchiato di rifiuti bolliti e nightclub al sapore di Grand Guignol, Billy (la Christina Hendricks di Mad Men), mamma single, viene a contatto con un sotto-mondo macabro, e tenta di tener unite le persone che ama nella sua casa di infanzia. Uno dei due figli, Bones (Iain De Casestecker), scava nel mistero alle radici di Lost River e risveglia potentissime forze del male. "È un antico dramma di famiglia - racconta l'attore-regista - quello che vedete sullo schermo si traduce nel percorso di una madre e dei suoi due figli. Che sia un viaggio lo rende chiaro anche il poster del film, con quelle fauci che si aprono e i personaggi sulla barchetta pronti a farsi inghiottire. Ho scelto Detroit perché la sua condizione finanziaria, oltre che civile, è attualissima. Io sono cresciuto a Cornwall, Ontario, e mi sento vicino al baratro che sta attraversando la città". In Ontario, un luogo che si reggeva sulle cartiere, quasi tutto è collassato. "Le Ford Model T sembrano un sogno lontano. Ecco perché ho trattato Lost River come una fiaba allucinata per bambini. Era il solo modo per rendere questa storia accessibile a tutti e raccontare quel senso di desolazione e quel bisogno di immersione nel fantastico". Secondo Gosling questo non è soltanto un film di debutto ma "un'opportunità di ricreare un movimento che non c'è più nell'industria statunitense", riordinando operai, tecnici e attori in una "troupe che seguisse lo stesso sogno del regista" come ai vecchi tempi.

"Ho chiesto al cast di tenere un diario di bordo personale - continua Gosling - perché mi piacciono modi alternativi di prepararsi ad entrare in scena. In questo caso, Christina Hendricks e Saoirse Ronan hanno usato le loro suggestioni mentre giravamo, legandole a quelle presenti nella sceneggiatura originale. Amo l'idea che gli interpreti non siano dei burattini ma co-registi e che tra di noi si instauri una sorta di terapia di gruppo. Qualsiasi materiale vicino al film va condiviso. E le emozioni, così come gli incubi, si sono rivelati talmente forti da lasciarci liberi di sperimentare e di improvvisare durante la lavorazione. Personaggi come quelli che ho in mente io per i miei film non li puoi assorbire imparando le battute a memoria. Li devi vivere in un modo meno letterario". Una palestra lontana dai canoni di Hollywood: "Le scuole di cinema ti danno lo stretto indispensabile, ti preparano a quel genere di m**da che devi affrontare sul set e fuori dal set" commenta in riferimento agli scarsi giudizi raccolti da Lost River. "Ci insegnano anche a non farci torcere il collo una volta usciti per la strada. Ci sarà sempre un manipolo di giustizieri che ti vuole steso a terra, morto. A Hollywood vale la stessa dura legge".  

La "fiaba" di Lost River è popolata di freak come Ben Mendelsohn (Animal Kingdom) che interpreta un derviscio in stile sex-boogie, mentre la partner (nella vita reale) di Gosling, Eva Mendes, si esibisce su un palcoscenico pieno di sangue. E l'ex Doctor Who Matt Smith è un malavitoso locale dalle manie psicotiche. Scelte che non ti aspetteresti dall'ex ragazzino del Mickey Mouse Club. E infine appare Barbara Steele (La maschera del demonio, 1960) nel ruolo della "tossica" Grandma. "Ho tenuto a battesimo praticamente tutti i film di debutto di grandi registi - ha fatto sapere la Steele - da Jonathan Demme a David Cronenberg, e ancora, Mario Bava, Joe Dante, Volker Schlöndorff". Che sia di buon auspicio per Gosling? Comunque vada, il futuro di Gosling appare luminoso. Sarà tra i protagonisti del seguito di Blade Runner, il film cult di fantascienza diretto da Ridley Scott nel 1982 che sarà diretto da canadese Denis Villeneuve vista la rinuncia di Ridley Scott, che sarà solo produttore. Harrison Ford tornerà invece nei panni del detective Rick Deckard, protagonista del primo Blade Runner. L'inizio delle riprese del sequel è previsto per l'estate del 2016.