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Eva Riccobono, con "Le frise ignoranti" mostro il mio "orgoglio terrone"

Prima di recitare in "Grande, grosso e Verdone" non pensava avrebbe fatto l'attrice. Ora torna al cinema con un road-movie, ambientato tra la Puglia e la Basilicata, in cui interpreta una donna un po' snob ma, in fondo, provinciale: "Non mi manca l'adrenalina", racconta
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Un viaggio tra la Puglia e la Basilicata alla ricerca del genitore gravemente malato e che ha fatto perdere le sue tracce. Così si presenta il film Le frise ignoranti, con chiara citazione del film di Ozpetek e ancora altri riferimenti. Un road-movie in chiave meridionale girato dai registi Antonello De Leo e Pietro Loprieno. Una pellicola che alterna incontri con curiosi personaggi come il neo-borbonico cavalier Lanotte (interpretato da Lino Banfi) e più di un incidente di percorso. Tra i protagonisti Domenico Pannofino (il papà in fuga), suo figlio, frontman di un band musicale di secondo piano (interpretato dall'attore William Valpolicella), sposato da tempo con Caterina (Eva Riccobono). Che si racconta in coincidenza con l'uscita del film nelle sale.


Cosa l'ha attratta della storia?
"Intanto il personaggio. Caterina è una donna un po' snob, che usa poco il dialetto, giusto qualche sfumatura. Perché la borghesia lo considera…
Un viaggio tra la Puglia e la Basilicata alla ricerca del genitore gravemente malato e che ha fatto perdere le sue tracce. Così si presenta il film Le frise ignoranti, con chiara citazione del film di Ozpetek e ancora altri riferimenti. Un road-movie in chiave meridionale girato dai registi Antonello De Leo e Pietro Loprieno. Una pellicola che alterna incontri con curiosi personaggi come il neo-borbonico cavalier Lanotte (interpretato da Lino Banfi) e più di un incidente di percorso. Tra i protagonisti Domenico Pannofino (il papà in fuga), suo figlio, frontman di un band musicale di secondo piano (interpretato dall'attore William Valpolicella), sposato da tempo con Caterina (Eva Riccobono). Che si racconta in coincidenza con l'uscita del film nelle sale.


Cosa l'ha attratta della storia?
"Intanto il personaggio. Caterina è una donna un po' snob, che usa poco il dialetto, giusto qualche sfumatura. Perché la borghesia lo considera una cosa brutta invece è bellissimo, per niente volgare, Ma Caterina, nonostante sia di buona famiglia, è decisamente provinciale, con tanti preconcetti. Oltre che antipatica".

Poi?
"L'essere stata circondata da tutti tutti i colori e i sapori del Meridione. E io che ho l''orgoglio terrone' ho subito riconosciuto alcune dinamiche comportamentali del personaggio che interpreto, perché... tutto il meridione è paese. È vero, sono bionda e ho gli occhi azzurri, ma ho un forte senso di appartenenza alla Sicilia dove sono nata. Da madre tedesca, sì. Ma i biondi nella mia famiglia sono da parte di mio padre, nonno lo chiamavano 'il tedesco'. Chissà, magari discendiamo dai Normanni".

Le è costata la decisione di lasciare il mondo della moda per quello del cinema?
"Ho smesso di fare sfilate. Ma continuo con gli shooting e ho legami con molti stilisti con cui continuo a collaborare".

In ogni caso recitare in Grande, grosso e Verdone le ha cambiato la vita. O no?
"Non subito. Anche dopo quel film ho continuato a dire che non avrei mai fatto l'attrice. È un lavoro molto precario e avevo paura di fallire, si può fare solo se sei ricco di famiglia o pazzo. Ho paura del rifiuto e i provini mi mettono in uno stato d'ansia fuori dal comune. Però mi piace molto poter entrare nei personaggi e fare un lavoro psicologico su me stessa: fin da piccola giocavo a interpretare dei ruoli. In più l'adrenalina non manca. E per questo ringrazio Carlo Verdone mille volte: è stato un papà dal punto di vista cinematografico, un attore eccezionale con cui recitare, un regista eccezionale per i suoi consigli".

Quindi ha cambiato idea, continuerà con il cinema?
"Spero proprio di sì, intanto il prossimo mese torno sul set".