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John Cusack: "I Beach Boys? Influenti quanto i Beatles"

L'attore di "Alta fedeltà" interpreta Brian Wilson nel biopic "Love and Mercy" nelle sale americane
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Ex idolo delle ragazzine, quando da adolescente è stato interprete di commedie romantiche adolescenziali "cult" tra la metà degli anni Ottanta e i primi Novanta (Non per soldi ma per amore, Alta Fedeltà, dal romanzo di Nick Hornby); John Cusack, che nel frattempo ha compiuto 48 anni, interpreta adesso Brian Wilson, ovvero il leggendario "frontman", cantante e leader dei Beach Boys, nella fase adulta della sua vita (da giovane è interpretato da Paul Dano, visto di recente in Youth di Paolo Sorrentino). "Per me i Beach Boys saranno sempre nella Top 5 della cultura Pop," dice Cusack parafrasando  Hornby. Quella interpretata da  Cusack è la fase più tragica della vita di Wilson, che dopo aver smesso di andare in tournee, ingrassato fino a 160 chili  e dopo  aver passato tre anni a letto, si era ripreso grazie all'apparente benefico aiuto di uno psicologo, Eugene Landy (Paul Giamatti nel film),&…
Ex idolo delle ragazzine, quando da adolescente è stato interprete di commedie romantiche adolescenziali "cult" tra la metà degli anni Ottanta e i primi Novanta (Non per soldi ma per amore, Alta Fedeltà, dal romanzo di Nick Hornby); John Cusack, che nel frattempo ha compiuto 48 anni, interpreta adesso Brian Wilson, ovvero il leggendario "frontman", cantante e leader dei Beach Boys, nella fase adulta della sua vita (da giovane è interpretato da Paul Dano, visto di recente in Youth di Paolo Sorrentino). "Per me i Beach Boys saranno sempre nella Top 5 della cultura Pop," dice Cusack parafrasando  Hornby. Quella interpretata da  Cusack è la fase più tragica della vita di Wilson, che dopo aver smesso di andare in tournee, ingrassato fino a 160 chili  e dopo  aver passato tre anni a letto, si era ripreso grazie all'apparente benefico aiuto di uno psicologo, Eugene Landy (Paul Giamatti nel film),  che lo teneva sotto il suo  pugno di ferro,  ipermedicandolo e terrorizzandolo, addirittura costringedolo a metterlo nel  testamento: un diavolo manipolatore.  Fino o a quando, grazie all'amore della sua attuale moglie Melinda (Elizabeth Banks), Wilson si libera dell'influenza nefasta di Landy.

"Raccontare la storia di un vero genio americano è stata per me una lezione di umiltà", esordisce John Cusack nel nostro incontro a Los Angeles (vive fra Los Angeles e Chicago). Un incontro per l'uscita di Love and Mercy, diretto da Bill Pohlad, che dopo la  première internazionale allo scorso festival di Toronto è ora nelle sale americane.

John, come si è immerso in questo personaggio così famoso?
"E' partito tutto dalla musica, ovviamente. Basta pensare alle sonorità che Brian Wilson  aveva creato, così originali allora.  E' stato un privilegio poter recitare lui, ma anche una sfida, perché è ancora vivo e vegeto!  Non tutti sanno che ha vissuto momenti difficilissimi nella sua vita, ed è su questo lato tragico - non sui suoi successi discografici - che il film fa perno".

Ha passato tempo con Wilson?
"Certo. Brian è stata la nostra prima fonte di ricerca. Ci siamo soffermati anche sulle registrazioni di "Smile", che è stato pubblicato nel 2008. Secondo lui quello era il massimo del rock e roll, ed era rimasto sconvolto dal fatto che nessuno lo capisse. Gli amici, la famiglia, tutti gli dicevano di continuare a fare la stessa cosa, continuare col "sound" dei Beach Boys,  con cui aveva avuto tanto successo, ma lui voleva cambiare e aprire nuove porte al rock and roll. Brian è precipitato in un abisso esistenziale e creativo, e grazie all'amore di una donna che lo ha fatto sentire sicuro di sè è stato in grado di uscirne e produrre un disco come "Smile".  E' una storia bellissima... solo la sua vita fino ai 25 anni  di età avrebbe potuto riempire una miniserie di 10 ore!"

Che rapporto ha lei con la musica dei Beach Boys?
"Tutte le strade del rock 'n roll  portano a Brian Wilson o a Phil Spector e ai Beatles. Da giovane mi piaceva di più il punk britannico. Secondo me si danno troppo per scontati i Beach Boys: ma a ben vedere, le loro canzoni sono state non meno influenti sul pop di quelle dei Beatles. I Beach Boys sono entrati nel Dna di tutti noi, inutile negarlo.  Arriva Wilson con "God only knows"  e la sfida ai Beatles sale di livello. E finalmente quando Brian Wilson ha suonato "Smile" alla Royal Albert Hall a Londra, sconfiggendo tutti i propri demoni interiori per riuscirci, è stata una cosa incredibile! Quell'album è un tesoro, un capolavoro a cinque stelle".

Che cosa le ha detto in privato  Brian Wilson  su quel suo medico?
"Brian mi ha parlato apertamente dei danni che questo medico ha fatto su di lui.  La storia di Brian è leggenda, non sai esattamente dove finiscono i fatti e inizia la celebrazione. Brian dice che la realtà con Landy è stata ancora peggiore di quanto noi non mostriamo nel film. Quando sono andato da Brian la prima volta, la casa era  piena di  ragazzini e cani: mi era sembrata una casa felice. Lui era al piano di sopra, nella sua camera  musicale. E' ancora innamorato di Melinda. Mi ha parlato del padre e di Landy. Ma soprattutto del suono delle botte che gli dava il padre. In qualche modo le botte che ha ricevuto lo hanno ispirato musicalmente".

Avete discusso molto con Paul Dano sul tipo di interpretazione da dare allo stesso personaggio in diverse età?
"No, abbiamo deciso che ci saremmo affidati alla mia e alla sua impressione di Brian, cercando di non influenzarci a vicenda.  Non abbiamo confrontato le nostre note, ma istintivamente abbiamo trovato un'armonia. Per me la nota dominante di  Brian è la speranza, dopo tanto abuso e sofferenza, a dispetto del successo pubblico. Per Paul la nota dominante era l'innocenza".  

La musica dei Beach Boys è ancora attuale secondo lei?
"Si', perché rappresenta lo spirito degli anni '60. Tutto ciò che coglie lo spirito del tempo, lo Zeitgeist, è sempre attuale, anzi eterno. Non si può parlare e ricostuire gli anni '60, nel mondo occidentale, senza pensare alla musica dei Beach Boys. La colonna sonora di un'era, insieme ai Beatles e ai Rolling Stones".

Lei non ha cantato nel film. Come mai?
"Ho  solo cantato con Brian alla festa di fine riprese del  film. Non ho cantato non solo perché io proprio non so cantare, ma perché quello era il momento della sua vita in cui Brian stava cercando di decostruire la sua personalità, cercava di creare musica in quel periodo così oscuro  prima di uscire dalla depressione con l'aiuto di Melinda. Paul sì che ha cantato, e anche bene!  A lui è toccato farlo. Chapueau al suo coraggio!"