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CINEMA

"Diamante nero", le bande femminili nelle banlieue. Con l'aiuto di Rihanna

In sala il 18 giugno il film della regista francese Céline Sciamma ("Tomboy") romanzo di formazione di una sedicenne. La cantante ha ceduto gratuitamente i diritti della sua "Diamonds"

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Marieme ha sedici anni, due sorelle più piccole di cui occuparsi, un fratello maggiore assente ma possessivo, una mamma che lavora la notte. La scuola è un posto difficile e doloroso, il quartiere è pieno di regole sociali asfissianti, la casa è un carico di responsabilità... Poi l'incontro con tre coetanee libere, irriverenti, capaci di ribattezzarsi: Lady, Adiatou, Fily e allora anche Marieme diventa Vic in un percorso di crescita che passa attraverso la violenza, il sesso, lo spaccio. Diamante nero, titolo italiano per Bande de filles, è il terzo film della regista francese Céline Sciamma (Tomboy) che ha inaugurato la Quinzaine des Réalisateurs di Cannes e arriva nelle sale italiane, in lingua originale con i sottotitoli, il 18 giugno distribuito da Teodora.
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"Volevo fare un film sull'amicizia femminile, raccontare una storia di gruppo  -  spiega a Roma Céline Sciamma - Questo è il mio terzo film che parla di adolescenza ed è anche il terzo film ambientato nelle periferie anche se la mia periferia è diversa da quella raccontata in film come L'Odio o La schivata. Diamante Nero usa un approccio narrativo più originale e ricco di speranza. Ho deciso di chiudere questa trilogia con un ultimo film ma volevo che l'eroina del mio romanzo di emancipazione femminile fosse un volto che non si vede spesso sul grande schermo, per questo ho scelto come protagonista una giovane donna nera". Per scrivere il film la regista che è anche sceneggiatrice per Techiné e di un film d'animazione che forse vedremo il prossimo anno (Ma vie de courgette, la mia vita da zucchina) si è ispirata alle adolescenti che invadono i centri commerciali. "La scintilla è arrivata dall'osservazione delle ragazze che incontro regolarmente Les Halles, in metro e a volte alla Gare du Nord: sempre in gruppo, rumorose e esuberanti. Per saperne di più, sono andata a cercarmi i loro blog, finendo per restare affascinata da quell'estetica, da quello stile, da quelle pose. Poi ho scritto il film nella più profonda solitudine allontanandomi il più possibile dall'approccio documentaristico e da qualunque tipo di interesse sociologico e poggiando il più possibile la storia su una drammaturgia forte".
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Per trovare le sue attrice la regista ha cercato molto. "Ho fatto un casting molto lungo oltre quattro mesi - racconta - Alcuni provini aperti ci hanno dato la possibilità di incontrare centinaia di ragazze nelle strade, nei centri commerciali e ai parchi giochi. Eravamo alla ricerca di giovani donne con un forte carisma fisico e delle identità ben definite. Nel sceglierle non volevo un legame biografico tra le interpreti e i personaggi che dovevano raccontare, volevo delle ragazze capaci di diventare altro da sé. La protagonista, Karidja Touré per esempio non è cresciuta in periferia ma nel centro di Parigi e nonostante fosse alla prima esperienza cinematografica mi ha colpito con la sua capacità già durante i provini a trasformarsi in qualcuno di diverso da sé. Il suo è un ruolo difficilissimo, lei è sempre presente in scena e il suo doveva essere un volto che rimaneva oltre al film. Credo che sia riuscita a rendersi indimenticabile".

La colonna sonora del film è firmata da Para One (nome d'arte di Jean-Baptiste de Laubier, musicista e produttore francese), ma un momento chiave del film è accompagnato dal brano Diamonds di Rihanna che la cantante ha ceduto gratuitamente dopo aver visto la scena. "Per me Diamonds è una canzone che è allo stesso tempo profondamente contemporanea e classica e pensando anche alle parole di questo brano mi sembrava perfetto per quel momento del film che è il momento in cui nasce l'amicizia fra queste ragazze. Ho voluto montare l'intero brano non come fosse un videoclip ma una sequenza fondamentale della trama: prima Mariane è esterna al gruppo, guarda queste ragazze la loro eleganza, la loro complicità e poi ad un certo punto entra nella coreografia. E' a quel punto che diventa parte del gruppo".