GUARDATE la vostra Storia, guardatela online: Citizenfour è più di un film. Lo scoprirete con Nuovo Cinema Repubblica, l'iniziativa nata dalla collaborazione fra Repubblica.it e MYmovies.it, lunedì 15 alle ore 21, quando il lungometraggio sarà online in streaming gratuito (basta prenotarsi qui). Lo stesso giorno, sarà proiettato dal Biografilm Festival di Bologna. Come tutti i titoli di Nuovo Cinema Repubblica, anche questo è presentato e commentato, con una selezione di scene-clou, da una delle grandi firme di Repubblica. Questa volta tocca a Roberto Saviano.
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GUARDA: LE SCENE-CLOU
Citizenfour è quel punto esatto nel mezzo tra la Storia che accadeva a nostra insaputa, quella sorveglianza di massa nascosta sotto il tappeto dai governi. E la Storia per come l'hanno cambiata i cittadini come lui, il protagonista Citizenfour, nome in codice per Edward Snowden. Il punto di svolta sta proprio in quella pellicola, quel docufilm: è la testimonianza di uno sconosciuto nato in North Carolina nel 1983, un giovane che collabora con la National Security Agency. Lui, che è Snowden, decide nel 2013 di affidare alla telecamera di Laura Poitras, regista, e alla penna di Glenn Greenwald, giornalista, le sue rivelazioni sulla sorveglianza diffusa. Informazioni di rilevanza mondiale che diventeranno quindi note all'opinione pubblica con il nome di "Datagate".
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Citizenfour è un docufilm da Oscar, vinto infatti nel 2015, ed è forse un film bello, ma soprattutto è una scelta di coraggio, la testimonianza di quelle rivelazioni mentre vengono portate alla luce. Il set senza finzioni è il Mira Hotel di Hong Kong, dove quel ragazzo come tanti sceglie di esporsi e correre un rischio, diventa un caso mondiale, verrà poi messo sotto accusa dai procuratori federali americani, ed è tuttora a Mosca con asilo politico. Nel documentario, lo seguiamo sullo schermo mentre spiega le tattiche di spionaggio dell'Nsa, chi, dove, come ci sorveglia, quanto è davvero grande questo "Grande fratello" che ci spia. Lo vediamo, Snowden, anche nell'intimità di ragazzo come tanti, mentre si mette la brillantina nei capelli, o quando chi lo intervista gli chiede se ha paura: le sue parole mettono la paura al secondo posto. Ma la telecamera, e noi con lei, cerca l'emozione nello sguardo di lui.
A due anni di distanza da quel momento, Citizenfour è un film da vedere, rivedere, commentare online mentre lo guardiamo. In questa estate 2015, Snowden scrive che "il mondo ha detto no alla sorveglianza". Parole pronunciate dopo che una Corte federale ha dichiarato illegali le intercettazioni dell'Nsa, e dopo che il Congresso americano, con il Freedom Act, ha parzialmente modificato il regime di controllo. Ma "per me c'è ancora molto da fare", aggiunge sempre Snowden. Il Datagate, e quelle telecamere di Poitras, hanno aperto lo sguardo dell'opinione pubblica su una tecnologia invadente e soprattutto su una privacy e una democrazia a rischio, mai scontate. "C'è ancora molto da fare", e tutto comincia da lì: guardando, e riguardando, Citizenfour. Quell'occhio testimone della telecamera che osò sfidare il grande occhio della sorveglianza.
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GUARDA: LE SCENE-CLOU
Citizenfour è quel punto esatto nel mezzo tra la Storia che accadeva a nostra insaputa, quella sorveglianza di massa nascosta sotto il tappeto dai governi. E la Storia per come l'hanno cambiata i cittadini come lui, il protagonista Citizenfour, nome in codice per Edward Snowden. Il punto di svolta sta proprio in quella pellicola, quel docufilm: è la testimonianza di uno sconosciuto nato in North Carolina nel 1983, un giovane che collabora con la National Security Agency. Lui, che è Snowden, decide nel 2013 di affidare alla telecamera di Laura Poitras, regista, e alla penna di Glenn Greenwald, giornalista, le sue rivelazioni sulla sorveglianza diffusa. Informazioni di rilevanza mondiale che diventeranno quindi note all'opinione pubblica con il nome di "Datagate".
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Citizenfour è un docufilm da Oscar, vinto infatti nel 2015, ed è forse un film bello, ma soprattutto è una scelta di coraggio, la testimonianza di quelle rivelazioni mentre vengono portate alla luce. Il set senza finzioni è il Mira Hotel di Hong Kong, dove quel ragazzo come tanti sceglie di esporsi e correre un rischio, diventa un caso mondiale, verrà poi messo sotto accusa dai procuratori federali americani, ed è tuttora a Mosca con asilo politico. Nel documentario, lo seguiamo sullo schermo mentre spiega le tattiche di spionaggio dell'Nsa, chi, dove, come ci sorveglia, quanto è davvero grande questo "Grande fratello" che ci spia. Lo vediamo, Snowden, anche nell'intimità di ragazzo come tanti, mentre si mette la brillantina nei capelli, o quando chi lo intervista gli chiede se ha paura: le sue parole mettono la paura al secondo posto. Ma la telecamera, e noi con lei, cerca l'emozione nello sguardo di lui.
A due anni di distanza da quel momento, Citizenfour è un film da vedere, rivedere, commentare online mentre lo guardiamo. In questa estate 2015, Snowden scrive che "il mondo ha detto no alla sorveglianza". Parole pronunciate dopo che una Corte federale ha dichiarato illegali le intercettazioni dell'Nsa, e dopo che il Congresso americano, con il Freedom Act, ha parzialmente modificato il regime di controllo. Ma "per me c'è ancora molto da fare", aggiunge sempre Snowden. Il Datagate, e quelle telecamere di Poitras, hanno aperto lo sguardo dell'opinione pubblica su una tecnologia invadente e soprattutto su una privacy e una democrazia a rischio, mai scontate. "C'è ancora molto da fare", e tutto comincia da lì: guardando, e riguardando, Citizenfour. Quell'occhio testimone della telecamera che osò sfidare il grande occhio della sorveglianza.