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"Louisiana", l'umanità dolente di Minervini a Nuovo Cinema Repubblica

Appuntamento lunedì 29 giugno con il documentario reduce da Cannes del regista italiano. Lo consiglia e presenta Jovanotti

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Un'umanità dolente fatta di veterani in disarmo, coppie di drogati che lottano per la sopravvivenza, paramilitari ancora in guerra con il mondo, giovani madri spogliarelliste che si iniettano il crac prima di salire sul palco della lap dance. Reduce dalla presentazione al festival di Cannes (Un Certain Regard),  Louisiana - The Other Side di Roberto Minervini è il protagonista del prossimo appuntamento con Nuovo Cinema Repubblica, l'iniziativa nata dalla collaborazione fra Repubblica.it e MYmovies.it, lunedì 29 alle ore 21, quando il lungometraggio sarà online in streaming gratuito (basta prenotarsi qui).
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Grazie al patto di fiducia che si è stabilito con la famiglia texana del suo film precedente Stop the pounding heart, Roberto Minervini ha avuto accesso ad una comunità solitamente molto chiusa ed è riuscito a raccontarla attraverso immagini molto intime o molto violente o anche poetiche ma sicuramente molto vere. Louisiana - The Other Side firmato con la moglie Denise Ping Lee è un viaggio nel territorio invisibile, ai margini della società, sul confine tra illegalità e anarchia dell'America di oggi raccontata attraverso lo sguardo di un cineasta per passione ma non per vocazione che avrebbe voluto fare il reporter di guerra e che si è ritrovato, quasi suo malgrado, a raccontare i conflitti quotidiani dell'esistenza.
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"Il mio più grande rimpianto è non essere riuscito a realizzare il mio sogno: diventare reporter di guerra. Ho dovuto trovare un compromesso per mia moglie e i miei figli e ho deciso di fare cinema". Roberto Minervini 45 anni marchigiano, ha vissuto e lavorato in Spagna, Stati Uniti, Filippine, ha fatto mille mestieri, è stato insegnante, impiegato d'ufficio, ha cambiato molte città poi la folgorazione per questo tipo di cinema e la scelta di portare sul grande schermo storie nascoste. "Dopo il mio film precedente sapevo che era necessario spostare il discorso sull'asse politico - dice Minervini - questa è un'America non nascosta ma in qualche modo sommersa dall'indifferenza dei media. Avevo paura di dare questa svolta al mio cinema, una paura che continua a perseguitarmi ma che in qualche modo è stata la mia alleata; scavare in certi ambienti con questa sensazione di paura non è stato facile".