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CINEMA

"Poltergeist", è di nuovo terrore puro. Questa volta la maledizione è in 3D

Arriva il 2 luglio il reboot del film scritto e prodotto da Spielberg negli anni Ottanta. Tra ricordi di Hollywood maledetta e nuove tecnologie

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Notte fonda. Un televisore argenteo in panne. Le mani piccole di una bambina che toccano lo schermo. Ma improvvisamente - sbam! - altre mani, blu, grigie, bianche, nere, piombano come piranha dall'altra parte del monitor. In linea col filone delle case stregate, dove brancolano un mucchio di presenze demoniache (dalla franchise di Insidious ai due Sinister per arrivare a The Conjuring), si fa largo il reboot di uno dei film più dark scritti e prodotti da Steven Spielberg: Poltergeist. L'horror "suburban" diretto da Gil Kenan, con Sam Rockwell e Rosemarie DeWitt, uscirà in Italia il 2 luglio ed è ad altezza di brivido estivo (pare che il Poltergeist diretto da Tobe Hooper lo abbia girato in realtà lo stesso Spielberg). Le premesse sono quelle dell'82: all'inizio alcune forze sovrannaturali si manifestano in modo divertente e amichevole nella casa di una giovane coppia, fino a quando la figlia più piccola viene rapita dalle entità e trasportata in una dimensione parallela. I Bowen (nell'originale erano i Freeling) devono ricorrere ad esperti e chiaroveggenti per riportare indietro Madison. Non fosse per quella casa costruita sopra un cimitero indiano...
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Il nuovo Poltergeist lo potrete vedere anche in 3D; la sceneggiatura di David Lindsay-Abaire ambienta tutta l'azione in uno di quei moderni quartieri d'America, afflitti dai cavi elettrici, tetri e sospesi (così come sospeso, e licenziato, è il personaggio di Rockwell, che ora deve vedersela col mostro del pignoramento). Resta un mistero - soprattutto dopo il passaggio in sala di 99 Homes - come una famiglia senza entrate, dopo la crisi dei mutui subprime, riesca ad ottenere ancora l'approvazione della banca. Ai tre figli dei Bowen - Saxon Sharbino è Kendra, adolescente inquieta; Kennedi Clements è Madison, la bimba di 6 anni in contatto coi fantasmi; Kyle Catlett nel ruolo di Griffin, il ragazzino meno cuor di leone della storia del cinema - il compito di non far rimpiangere agli appassionati i "kids" degli anni Ottanta: rispettivamente Dana, Carol Anne e Robbie.
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Nella casa la tecnologia gioca un ruolo importante, non solo iPhone e GPS ma un iHelicopter con telecamera. Curioso ibrido meta-televisivo: ad un certo punto, si fa avanti Carrigan Burke (l'attore inglese Jared Harris), presentatore di un reality show dove la caccia ai fantasmi è al centro dell'intrattenimento. Come dire che, oggi, la televisione è la versione "alta" di un qualunque esorciccio-Ingrassia. Subentra poi un'investigatrice, Jane Adams, col suo team universitario, che però non riuscirà a tenere a bada porte che si chiudono da sole, clown-pupazzi che ti saltano addosso, armadi che comunicano con l'inferno, alberi viventi. Il rapporto, non sempre facile, tra nostalgia e Studios (in questo caso 20th Century Fox) è al tempo stesso un tour de force anti-establishment. La paura dei produttori e dei distributori resta quella di non centrare mai abbastanza il bersaglio: horror a effetto per giovani del futuro o film per famiglie con qualche spavento vecchio stile? Poltergeist cerca di unire, tematicamente e stilisticamente, le due anime dei tempi che viviamo. Con la voglia di chiudere per sempre in soffitta i rumor sulla maledizione dei primi tre capitoli serie, funestati, nell'arco dei sei anni di riprese, da sfortune indicibili.

All'epoca, la pulsione per il terrore, dicono le leggende, avrebbe fatto spuntare persino qualche (vero) scheletro mentre gli attori erano in scena. Poi c'è la sequela di strani incidenti che ha colpito il cast: Dominique Dunne, la figlia maggiore Dana nel primo episodio, è morta nel novembre del 1982, a 22 anni, strangolata dall'ex ragazzo John Thomas Sweeney. Julian Beck, il predicatore Henry Kane in Poltergeist II: L'altra dimensione, è morto nel settembre 1985 a causa di un tumore allo stomaco diagnosticato subito dopo aver accettato la parte e firmato il contratto. Will Sampson (Poltergeist II) è morto per complicazioni e malnutrizione a seguito di un intervento due anni più tardi. In particolare, Heather O'Rourke, la piccola Carol Anne in ascolto con i morti nei tre Poltergeist, se n'è andata nel febbraio 1988, a soli 12 anni, per il morbo di Crohn (malattia che tende a manifestarsi in età compresa tra i 20 e i 40 anni). Le erano stati prescritti dei farmaci d'urgenza un anno prima; una mattina, mentre erano ancora in corso le riprese del terzo Poltergeist, la madre l'ha trovata in arresto cardiaco sul letto. Per rimanere in tema "reality", a partire dagli anni Novanta, la sua tomba, al Westwood Village Memorial Park Cemetery, è una tappa obbligata del tour "Hollywood Infestata".