Il titolo è divertente, ma quello che mostra suscita terrore. Un archivio da paura è un "magazzino" reale e immaginario delle scene clou, dei momenti più crudeli, degli attimi di autentico brivido che ci hanno fatto vivere alcuni dei capolavori horror del cinema di tutti i tempi.
L'idea del MIC, il Museo Interattivo del Cinema di Cineteca Italiana di Milano, che l'ha organizzato, è chiara e creativa: far incrociare le più recenti tecnologie in fatto di film e fruizioni di immagini in movimento del passato con i suoi prodotti, far incontrare elementi della "realtà aumentata" con le pagine della memoria. Un archivio da paura è infatti un percorso multimediale dove il MIC mette a disposizione il suo patrimonio di oltre 25mila titoli conservati dal 1947 a oggi per una fruizione particolare e tematica. In sostanza il visitatore indossa gli occhiali "intelligenti" messi a disposizione dalla Epson Moverio (con visione stereoscopica per garantire una reale percezione visiva dello spazio) e le cuffie in dotazione; a quel punto basta rivolgere lo sguardo verso i QR Code presenti all'interno dell'archivio, per far partire contenuti video e audio in qHD e 3D. In quel modo si potranno vedere spezzoni dei più celebri film horror.
Si va da Dracula il vampiro, il capolavoro del '58 di Terence Fisher col leggendario Christopher Lee e Peter Cushing, che immerge il visitatore nella Londra vittoriana cupa e misteriosa, a La pericolosa partita (1932), diretto da Ernest B. Schoedsack e Irving Pichel, ambientato in un castello di un'isola dei Caraibi dove il conte Zaroff pratica la caccia all'uomo, provocando naufragi e raccogliendo i superstiti costretti poi a fare da prede umane (tra i tanti remake, Game of Death di Robert Wise del 1946, La preda umana di Roy Boulting). E ancora, Il mostro della laguna nera, l'immancabie Psycho, Occhi senza volto, M il mostro di Dusseldorf. La trovata del MIC che vuole incoraggiare i visitatori ad aggirarsi tra gli scaffali in cerca delle pellicole ha avuto un bel successo di pubblico, tant'è che andrà avanti per tutta l'estate.
L'idea del MIC, il Museo Interattivo del Cinema di Cineteca Italiana di Milano, che l'ha organizzato, è chiara e creativa: far incrociare le più recenti tecnologie in fatto di film e fruizioni di immagini in movimento del passato con i suoi prodotti, far incontrare elementi della "realtà aumentata" con le pagine della memoria. Un archivio da paura è infatti un percorso multimediale dove il MIC mette a disposizione il suo patrimonio di oltre 25mila titoli conservati dal 1947 a oggi per una fruizione particolare e tematica. In sostanza il visitatore indossa gli occhiali "intelligenti" messi a disposizione dalla Epson Moverio (con visione stereoscopica per garantire una reale percezione visiva dello spazio) e le cuffie in dotazione; a quel punto basta rivolgere lo sguardo verso i QR Code presenti all'interno dell'archivio, per far partire contenuti video e audio in qHD e 3D. In quel modo si potranno vedere spezzoni dei più celebri film horror.
Si va da Dracula il vampiro, il capolavoro del '58 di Terence Fisher col leggendario Christopher Lee e Peter Cushing, che immerge il visitatore nella Londra vittoriana cupa e misteriosa, a La pericolosa partita (1932), diretto da Ernest B. Schoedsack e Irving Pichel, ambientato in un castello di un'isola dei Caraibi dove il conte Zaroff pratica la caccia all'uomo, provocando naufragi e raccogliendo i superstiti costretti poi a fare da prede umane (tra i tanti remake, Game of Death di Robert Wise del 1946, La preda umana di Roy Boulting). E ancora, Il mostro della laguna nera, l'immancabie Psycho, Occhi senza volto, M il mostro di Dusseldorf. La trovata del MIC che vuole incoraggiare i visitatori ad aggirarsi tra gli scaffali in cerca delle pellicole ha avuto un bel successo di pubblico, tant'è che andrà avanti per tutta l'estate.