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"Operazione U.N.C.L.E.": Henry Cavill spia retrò, ma con adrenalina

Il nuovo film di Guy Ritchie, protagonisti l'attore favorito nella corsa al nuovo 007 e Armie Hammer, è ispirato a una serie tv degli anni Sessanta. Stile vintage pieno di colpi di scena: "C'è tanta azione e una buona dose di humor"

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DALLA serie tv anni Sessanta, Organizzazione U. N. C. L. E. con Robert Vaughn e David McCallum, al vintage di questa nuova spy story - titolo: Operazione U. N. C. L. E. - con protagonisti l'agente della CIA Napoleon Solo (Henry Cavill, L'uomo d'acciaio/Clark Kent dato per favorito come nuovo 007) e l'informatore del KGB Illya Kuryakin (Armie Hammer): spie rivali, costrette a stringere un'alleanza per sventare il piano di un'organizzazione criminale internazionale. "Mi piace l'idea che il film di Guy Ritchie sia così rétro. Rispetta il tono dello show di metà anni Sessanta, con tanta azione e una buona dosa di humor" ci dice Cavill quando lo incontriamo allo Ziegfeld Theater di New York. La terza stagione della serie tv, ricorda Cavill, era sfacciatamente camp, forse per rincorrere le calzamaglie di Batman (1966) o le scarpette-telefono di Get Smart: Un detective tutto da ridere. In Operazione U. N. C. L. E., coscritto da Ritchie con il collaboratore di Sherlock Holmes Lionel Wigram, prevalgono l'eleganza stilistica e un sottotesto omo-erotico: come fa notare Variety, il duo passa gran parte del tempo a "battibeccare" come una vecchia coppia di sposi, con tanto di nomignoli tipo "Cowboy" e "Pericolo Rosso". E mentre Cavill sfila lungo il red carpet all'anteprima di Operazione U. N. C. L. E., le copertine delle testate scandalistiche rilanciano la sua recente ammissione: "Già, mentre giravo la serie de I Tudors ho avuto un'erezione improvvisa. Volevo morire dall'imbarazzo. Una ragazza stava sopra di me, aveva un seno spettacolare, io ho aggiustato le mie 'cosè in una posizione innocua ma lei ha continuato a strofinarsi e sono diventato duro. Ho chiesto scusa a profusione subito dopo".  
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Cavill, perché ha scelto un film di spie, tra L'uomo d'acciaio e Batman contro Superman: Dawn of Justice, che uscirà nel 2016?  
"Mi sono lasciato sedurre da tono, ritmo e battute. È un continuo luna park per lo spettatore. Non mancano belle donne, automobili di lusso, spie traditrici. E poi ho sposato la visione di Guy Ritchie, che trovo geniale. Anche se all'inizio pronunciavo male il suo nome... Gee, Ghii... Mi perdoni!".

Lei è nato nel Baliato di Jersey. È vero che il regista le ha consigliato di non imitare l'accento americano di Clark Gable, per questo ruolo?
"In realtà ho ripetuto il nome di Clark Gable per una settimana intera con la stampa ma intendevo dire Cary Grant. Ad ogni modo sì, Guy continuava a ripetermi 'Henry, sembri un attore inglese che non riesce a prendere l'accento americano'. Alla fine abbiamo trovato una via di mezzo, grazie all'orecchio esperto di Guy".
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Proprio mentre Il cavaliere oscuro e L'uomo d'acciaio stanno per confrontarsi, nel film di Zack Snyder, lei sceglie di interpretare un agente della CIA.
"Ha fatto uno strano effetto anche a mio fratello vedermi come spia sullo schermo. Ci abbiamo scherzato su. Io mi sento un po' come Superman e Batman insieme, diviso su quello che provo, sulle mie scelte. Ma prevalgono sempre istinto e principi. E lo stesso vale per il pubblico che giudica il tuo operato al cinema. Come per Superman, un attore può essere amato, odiato oppure temuto".  

Conosceva la serie originale?
"Sì ma ho preferito tenermi a distanza e non riguardarla. Non volevo finire per scimmiottare la performance di altri professionisti. Qui facciamo un lavoro del tutto diverso e moderno. Da una parte ci manteniamo fedeli al tv show sviluppato da Sam Rolfe, quindi i fan dello United Network Command for Law and Enforcement (l'agenzia internazionale segreta di intelligence che dà il titolo al film, ndr) possono stare tranquilli, dall'altra vorremmo conquistare le giovani generazioni di oggi senza farle sentire alienate. Credo che Ritchie intendesse dare una sorta di impressione pittorica di quello che è stato per lui il mondo spionistico anni Sessanta, e farlo suo".
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Catapultato nella Guerra Fredda con tutte le tensioni di quegli anni. Come si è calato in quel periodo?
"Devo dire che Armie Hammer e il resto del cast, Alicia Vikander, Elizabeth Debicki, Hugh Grant, mi hanno dato un grosso aiuto. Eravamo tutti decisi a lavorare in gruppo e a costruire i nostri personaggi modellandoli a vicenda o improvvisando. Alicia ha fatto un passo in più: per prepararsi ha studiato a memoria le movenze di Sophia Loren, Audrey Hepburn e Catherine Deneuve".

Una certa responsabilità visto che il progetto è stato per 20 anni in mano a Steven Soderbergh e Tom Cruise.
"Posso solo essere fiero che Warner Bros. abbia scelto tutti noi. Non sai quanti nomi c'erano su quel copione".

Ha dichiarato di esser stato oggetto di bullismo da piccolo, perché grasso.
"Non proprio bullismo. Però è stato un periodo da dimenticare. In quest'ultimo film compio così tante azioni spericolate, e fisiche, da pareggiare i conti per sempre. Seguo una routine fatta di diete e fitness, soprattutto quando ti scelgono per diventare un eroe della DC Comics. A quel punto diventa tutto faticoso, perché se il mio Superman dev'essere muscoloso, la spia della CIA di Operazione U. N. C. L. E. non deve avere lo stesso corpo dell'Uomo d'Acciaio. Ingrassare per me è un gioco da ragazzi, quando sono sotto stress: mi basta bere e mangiare con gli amici nel fine settimana. Ecco perché conta l'esercizio fisico. È disciplina. Integrità".