"La bella gente", storia d'amore per l'umanità: arriva il film (in lotta) di De Matteo
Maria Pia Fusco, MARIA PIA FUSCOLa battaglia del regista perché la pellicola venisse distribuita è cominciata nel 2009. Uscirà il 27 agosto - protagonisti Antonio Catania, Monica Guerritore ed Elio Germano - dopo lunghe vicissitudini burocratiche, compreso l'intervento delle forze dell'ordine. "È una di quelle storie tutte italiane, ma ce l’ho fatta e sono felicissimo"
ROMA – Il marito, Alfredo (Antonio Catania) è un architetto, la moglie, Susanna (Monica Guerritore) è una psicologa. Sono una coppia di cinquantenni benestanti, illuminati, animati da nobili principi nei confronti dell’umanità. Perciò quando d’estate lasciano Roma per il giusto riposo nella campagna umbra e un giorno in una stradina Susanna assiste alla brutalità con cui un uomo maltratta una giovanissima prostituta straniera, è normale che decida di intervenire e di aiutare la ragazza. D’accordo con il marito l’accoglie nella villa, insieme le parlano, cercano di sapere la sua storia, stabiliscono un rapporto di fiducia, quasi di affetto. Alfredo e Susanna sono La bella gente, il film dell’attore e regista Ivano De Matteo che esce finalmente in Italia distribuito dall'Istituto Luce il 27 agosto. Finalmente, perché è un film del 2009, presentato al festival di Torino, vincitore ad Annecy, u…
ROMA – Il marito, Alfredo (Antonio Catania) è un architetto, la moglie, Susanna (Monica Guerritore) è una psicologa. Sono una coppia di cinquantenni benestanti, illuminati, animati da nobili principi nei confronti dell’umanità. Perciò quando d’estate lasciano Roma per il giusto riposo nella campagna umbra e un giorno in una stradina Susanna assiste alla brutalità con cui un uomo maltratta una giovanissima prostituta straniera, è normale che decida di intervenire e di aiutare la ragazza. D’accordo con il marito l’accoglie nella villa, insieme le parlano, cercano di sapere la sua storia, stabiliscono un rapporto di fiducia, quasi di affetto. Alfredo e Susanna sono La bella gente, il film dell’attore e regista Ivano De Matteo che esce finalmente in Italia distribuito dall'Istituto Luce il 27 agosto. Finalmente, perché è un film del 2009, presentato al festival di Torino, vincitore ad Annecy, uscito con successo in Francia ma, vittima di una serie di strane vicissitudini distributive, non era ancora uscito in patria. Ci sono voluti anni per liberarlo da assurde pastoie burocratiche, ma Ivano De Matteo non si è mi arreso. "Ho fatto domande, ricorsi, sono stato denunciato, quando ho presentato il film al Valle occupato sono arrivate le forze dell’ordine, gli amici mi dicevano di lasciar perdere, avevo fatto altri film. Ma non potevo, era come se si mi mancasse un pezzo di vita, non potevo mollare perché sapevo di star dalla parte del giusto. È una di quelle storie tutte italiane, ma ce l’ho fatta e sono felicissimo".
La bella gente è molto atteso proprio per il ritardo dell’uscita italiana, ma anche perché è un buon film, con un buon cast, è una storia che si sviluppa con una sottile, costante tensione. Secondo film di finzione di De Matteo, è il primo in cui il regista si esercita sul tema della famiglia su cui tornerà in seguito (Gli equilibristi, I nostri ragazzi), componendola e scomponendola, rimettendola insieme magari per i figli o per ragioni economiche, svelandone i lati oscuri dietro la facciata perbene. Come in questo caso, quando a spezzare l’equilibrio che Susanna e Alfredo hanno generosamente creato nel rapporto con la straniera è l’arrivo di Giulio (Elio Germano), il figlio della coppia. È giovane come la ragazza ospite, lei è subito attratta da lui. Ed è a questo punto che i nobili sentimenti della “bella gente” vacillano.
Ma, dice Monica Guerritore, "non dobbiamo pensare che Alfredo e Susanna siano diversi da noi, è un male definirli come 'altro'. Sono come noi, come quello che sta accadendo in Macedonia, vorrebbero fare del bene, ma si fermano alla superficie: E fino a che punto saremmo disposti ad arrivare noi?". E secondo Elio Germano il film "racconta la pesantissima leggerezza dei nostri giorni. Tutte persone a riempire i social delle proprie idee pur di arrivare a un 'mi piace'. Ma non vuol dire che quello che scrivono sia davvero il loro pensiero. È il trionfo dell’ipocrisia".
Quanto a Ivano De Matteo, non è facile capire il suo interesse per il tema della famiglia, neanche per lui. "Sono cresciuto in una famiglia numerosa, una ventina di zii, una quarantina di nipoti. In fondo provo amore e odio per la famiglia. Odio quando ne scopro la fragilità, basta un elemento che si unisce o si sottrae che i legami si frantumano tra risentimenti e cose non dette, o si ricompattano per convenienza", dice. Sull’amore per la famiglia basta la sua esperienza personale: due figli, la stessa moglie – Valentina Ferlan, sue le sceneggiature dei suoi film – da oltre 25 anni. Il prossimo film? "Ancora una famiglia, ma stavolta sarà una bella storia sentimentale e molto, molto commovente".
La bella gente è molto atteso proprio per il ritardo dell’uscita italiana, ma anche perché è un buon film, con un buon cast, è una storia che si sviluppa con una sottile, costante tensione. Secondo film di finzione di De Matteo, è il primo in cui il regista si esercita sul tema della famiglia su cui tornerà in seguito (Gli equilibristi, I nostri ragazzi), componendola e scomponendola, rimettendola insieme magari per i figli o per ragioni economiche, svelandone i lati oscuri dietro la facciata perbene. Come in questo caso, quando a spezzare l’equilibrio che Susanna e Alfredo hanno generosamente creato nel rapporto con la straniera è l’arrivo di Giulio (Elio Germano), il figlio della coppia. È giovane come la ragazza ospite, lei è subito attratta da lui. Ed è a questo punto che i nobili sentimenti della “bella gente” vacillano.
Ma, dice Monica Guerritore, "non dobbiamo pensare che Alfredo e Susanna siano diversi da noi, è un male definirli come 'altro'. Sono come noi, come quello che sta accadendo in Macedonia, vorrebbero fare del bene, ma si fermano alla superficie: E fino a che punto saremmo disposti ad arrivare noi?". E secondo Elio Germano il film "racconta la pesantissima leggerezza dei nostri giorni. Tutte persone a riempire i social delle proprie idee pur di arrivare a un 'mi piace'. Ma non vuol dire che quello che scrivono sia davvero il loro pensiero. È il trionfo dell’ipocrisia".
Quanto a Ivano De Matteo, non è facile capire il suo interesse per il tema della famiglia, neanche per lui. "Sono cresciuto in una famiglia numerosa, una ventina di zii, una quarantina di nipoti. In fondo provo amore e odio per la famiglia. Odio quando ne scopro la fragilità, basta un elemento che si unisce o si sottrae che i legami si frantumano tra risentimenti e cose non dette, o si ricompattano per convenienza", dice. Sull’amore per la famiglia basta la sua esperienza personale: due figli, la stessa moglie – Valentina Ferlan, sue le sceneggiature dei suoi film – da oltre 25 anni. Il prossimo film? "Ancora una famiglia, ma stavolta sarà una bella storia sentimentale e molto, molto commovente".