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CINEMA

Channing Tatum: "Ho fatto lo stripper ma sono una persona seria"

Tra autoironia e sincerità il sex symbol si racconta, il passato da spogliarellista, l'esperienza con Soderbergh, l'incontro con la moglie e la nascita della figlia. Mentre sul grande schermo irrompe insieme a Matt Bomer e Joe Manganiello in "Magic Mike XXL"

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LOS ANGELES - "I'm gonna Channing all over your Tatum...". La canzone improvvisata l'anno scorso dal suo grande amico Jamie Foxx nel corso del talk show serale di Jimmy Kimmel è diventato un tormentone. "Mi pento di aver dato spago a Jamie e d'esser diventato lo zimbello di tutti, non me la nominate nemmeno quella canzone, un momento di idiozia che sto pagando caro!". Channing Tatum è sinceramente contrito, ma sorride anche, perché sa che il peccato peggiore è quello di prendersi troppo seriamente, a Hollywood. Del resto lui è un sex-symbol, talmente sexy, da quando ha recitato in Magic Mike, di cui ora esce il seguito, Magic Mike XXL, che "Channing sul tuo Tatum" è diventato un tormentone, più surreale che ammiccante.
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Prima di diventare divo del cinema, Tatum era in realtà un "male stripper", uno spogliarellista, in Florida. Era un ragazzo forte, aitante, con un corpo pazzesco, e lo è ancora adesso. "E' stato così che mi sono pagato gli studi al college e poi la scuola di recitazione - racconta l'attore - da quelle mie esperienze giovanili Steven Soderbergh ha tratto questi due film, che più che essere una mia autobiografia narrano di una sottocultura più o meno conosciuta ma molto importante, quella dei burlesque al contrario, i maschi che si spogliano per le donne e stimolano le loro fantasie." Magic Mike XXL, diretto da Gregory Jacobs su un copione di Reid Carolin, girato e montato da Soderbergh con due diversi pseudonimi, è una sorta di "bromance" (l'amicizia tra i maschi) on the road, poca storia e tante scene di danza e spogliarelli di un gruppo di cinque amici, all'apparenza machissimi ma in realtà pieni di fragilità, che ce la mettono tutta per dar vita a un ultimo show prima di appendere il perizoma al chiodo.
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Grande successo in America, esce ora in Italia. Incontriamo Tatum al London Hotel di Los Angeles, maglietta e jeans, la mattina dopo averlo visto praticamente nudo (niente full frontal però) nel sequel del primo film, un tono molto più leggero rispetto al precedente. Trentaquattro anni, divo poliedrico, romantico, d'azione, divertente e provocante, Tatum ha una figlia di quasi due anni avuta dalla moglie Jenna Dewan, parla con un leggero accento del Sud (è nato in Alabama) e sfoggia buone maniere d'altri tempi, eredità dell'influenza francese della sua zona d'origine. Si è fatto conoscere nel 2006 con Step Up, in pratica una sequenza di balli molto sexy messi insieme in un film. Protagonista poi di White House Down, Tatum è apparso l'anno corso nell'acclamato Foxcatcher, nel ruolo di uno dei due fratelli campioni olimpici di lotta, e di recente nel fantascientifico Jupiter Ascending dei fratelli Wachowski.  E' il protagonista del nuovo film di Quentin Tarantino The Hateful Eight, che uscirà a fine anno, ambientato nel Wyoming dopo la Guerra Civile americana.

Channing, si critica spesso l'uso del corpo femminile come un oggetto, che dire di quello maschile?
"E' una questione di pari opportunità. La donna ha voglia di divertirsi e fantasticare esattamente come l'uomo, etero o omo che sia. Forse l'unica differenza è che le donne si divertono a vedere il maschio ballare e spogliarsi per loro quando sono in compagnia, mentre il maschio tende a vivere queste fantasie da solo. Per la donna il divertimento finisce lì, fuori dalla porta dei club, dove le donne vanno sempre in gruppo e si divertono un sacco. Gli uomini, invecel in genere frequentano i club da soli, e sono serissimi. Le donne ci vanno per un paio d'ore, e dimenticano tutto quando tornano a casa, gli uomini vanno oltre, spesso si innamorano delle stripper. Insomma, per la donna resta una fantasia, l'uomo vorrebbe che si avverasse".

Nel film c'è anche la signora ricca e annoiata del Sud, interpretata da Andie McDowell, che rimorchia Richie detto "Big Dick", ovvero Joe Manganiello.
"Sì, però è una scena che si svolge a casa di lei, non in un club e lui, pur provocandola, non fa lo spogliarello per lei; piuttosto si apre a lei in maniera sincera e accorata, e lei si apre a lui. Lui la fa sentire bene, si sente compresa oltre che desiderata. Il succo del film, per me, è la capacità dell'uomo di far sentire la donna come una regina del proprio "reame", ma delle proprie fantasie".

Molte fan del film avrebbero voluto un "full frontal"...
"Non mi sarei fatto problemi, ma la verità è che nei locali di strip per donne, gli uomini che si esibiscono indossano sempre un perizoma. Io lo so perché l'ho fatto, in Florida, quando avevo diciott'anni. Se il perizoma salta, la performance smette di essere tale e si passa alla prostituzione maschile. Comunque nel gran finale di XXL, davanti a centinaia di comparse, nella scena della gara dei gruppi di stripper, mi sono sentito molto nudo. Le chiappe comunque le ho messe in mostra".

Che effetto le fa essere considerato un sex symbol?
"Esserlo è un conto, cercare di esserlo è patetico. Più cerchi di essere sexy, meno lo sei. Per questo per me è sempre importante unire la sensualità alla commedia, se non proprio alla comicità".

Lei è sposato con l'attrice Jenna Dewan, conosciuta sul set di Step-Up. E' difficile mantenere una relazione quando si ottiene tanto successo, come nel suo caso?
"
Macche', anzi. Se non avessi trovato Jenna prima di avere successo sarei magari finito male, sarei caduto tra tentazioni e distrazioni, che indubbiamente esistono. Il fatto che abbia lavorato da giovane come stripper non esclude che sia una persona seria. E ora sono padre, e le assicuro che mia figlia mi marca stretto".