"L’uomo nero non è morto, ha gli artigli come un corvo, fa paura la sua voce, prendi subito la croce. Apri gli occhi, resta sveglio. Non dormire questa notte”. Ancora più crudele di una filastrocca di Poe o di un incubo di Lovecraft, quella che graffia i sogni di Nightmare - Dal profondo della notte è ormai una cantilena horror d’avanguardia. La più sublime, mutante, bambinesca; preannuncia l’arrivo nell’inconscio del mostro con le lame al posto delle dita: Freddy Krueger. Torneremo a sentirla, e a rabbrividire, venerdì 30 ottobre dalle ore 21 nelle sale del circuito The Space Cinema e, il 30 e 31 ottobre, in quelle del circuito UCI Cinemas: omaggio ideale al regista di Cleveland Wes Craven, mancato il 30 agosto scorso a causa di un cancro al cervello. L’appuntamento in sala segue il tributo della Mostra del Cinema di Venezia che la giornalista e programmer Giulia D’Agnolo Vallan e il direttore Alberto Barbera avevano scelto di mettere in cartellone “last minute” in Sala Darsena, a mezzanotte.
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Il cult di Craven si gioca tra sogno/realtà con lo scavalcamento di quella barriera. Freddy è un Edward mani di forbice impazzito, pronto a uscire dalle scatole craniche - e dalle pance a tavola da surf - dei giovani borghesi di Elm Street, figli di una generazione di genitori che si è fatta giustizia da sé, ardendo vivo l'assassino pedofilo Freddy dopo che un errore giudiziario l'ha rimesso in libertà. Ma, come accade nel cinema di Craven, le colpe dei padri ricadono presto sui figli, tra torture e lingue bruciacchiate che spuntano dal telefono, crudezza da Mondo Film e immaginario fantasy. Nightmare darà vita ad una fortunata franchise di sequel, escursioni in 3D, film tv (Nightmare Cafe), un super-match contro lo spaventapasseri pop con addosso la maschera da hockey (Jason Voorhees), e parecchio merchandising. A trentun anni dalla sua uscita in sala, Nightmare è l’oggetto a forma d’artiglio più rappresentativo della new-wave horror capitanata da George Romero, Tobe Hooper e John Carpenter, assieme alla motosega di Leatherface e al grosso coltello da cucina di Michael Myers.
Craven, laurea in psicologia e master in filosofia, cresciuto in una famiglia di rigida educazione battista, ha strappato alla cronaca alcune delle sue pellicole più disturbanti e a basso budget, come L’ultima casa a sinistra, immaginato come un rifacimento di La fontana della vergine, di Bergman. L’idea di un’insonnia giovanile collettiva e dell'uomo nero Freddy Krueger (il maniaco ustionato che indossa uno schifoso maglione rosso e verde e porta un cappellaccio in testa) lo ha folgorato leggendo dei ritagli di giornale, secondo cui un'epidemia di insonnia stava decimando la Young Generation anni Ottanta, portandola dritta verso la follia e il suicidio. Ecco perché se Freddy ti uccide nel sonno, muori sul serio. Negli anni Novanta, con Scream, sarà l'ossessione per il cinema horror a generare maniaci. Gli eventi di The Space Cinema e UCI Cinemas sono anche un modo per recuperare il sex symbol Johnny Depp agli esordi: la sua “notte a letto” con Freddy, con la t-shirt che gli lascia scoperto l'ombelico, prima di incidere pupazzi di ghiaccio a forma di angelo nel film di Tim Burton, resta indimenticabile.
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Mentre in Italia Freddy torna al cinema, in questi giorni il box office americano somiglia a un vero e proprio incubo di sangue (finanziario). Lontani, quindi, i favolosi incassi dei Nightmare. Lionsgate, per cominciare, ha investito 70 milioni di dollari per portare sullo schermo il film di Breck Eisner con protagonisti Vin Diesel, Elijah Wood e Rose Leslie: L’ultimo cacciatore di streghe. Eppure l’action-fantasy sta ottenendo poco più di 10 milioni di dollari su tremila cinema. L’insuccesso degli horror negli Usa, Variety lo ha ribattezzato “pre-massacro di Halloween ai multiplex”. Per Vin Diesel è un’abitudine: anche Riddick era precipitato nel 2013. Tra le vittime, quest'anno, Piccoli Brividi 3D, commedia-horror diretta da Rob Letterman e finanziata da Sony, con Jack Black protagonista. E’ l'apice di un "weekend abominevole" (scrive il New York Times) in cui, oltre al flop di The Last Witch Hunter, si conta quello di Paranormal Activity: The Ghost Dimension, distribuito da Paramount. Costato circa 15 milioni di dollari, ne ha recuperati 8.2 ma siamo al 55 per cento in meno dei predecessori della saga. Al cinema, l'unico horror (si fa per dire) che tiene duro, dopo un’apertura da 47.5 milioni di dollari, è l’animazione in 3D di Hotel Transylvania 2, che lo scorso weekend ha fatto un pieno di altri 9 milioni. Resistono le serie tv a tema, come American Horror Story: Hotel e Scream Queens, create da Ryan Murphy. Merito di Lady Gaga e Jamie Lee Curtis, padrone di tutti gli strilli televisivi della stagione, con milioni di spettatori (cinematograficamente pigri) ai loro piedi.
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Tra regine dell'urlo come Gaga e Curtis, Nosferatu, science-fiction e creature mostruose che vi suggeriamo di recuperare per Halloween, ecco qualche dritta da incubo per il ritorno dei morti nelle vostre case. Per gli appassionati di vampiri, meglio partire da Dracula (1931) di Tod Browning, con Béla Lugosi, passando per Le amanti di Dracula di Freddie Francis e con Christopher Lee/Dracula. La sete di sangue non risparmia nemmeno il divo Brad Pitt, nei panni di Louis de Pointe du Lac in Intervista col vampiro (1994) diretto da Neil Jordan e tratto da un romanzo di Anne Rice. Se invece i rasoi di Freddy e i denti aguzzi di Grace Jones in Vamp non sono il vostro forte, e siete a caccia di lupi mannari, restano imprescindibili Un lupo mannaro americano a Londra (John Landis, 1981) e naturalmente il videoclip/film Thriller, con Michael Jackson truccato da licantropo teenager. Per gli amanti della Universal anni Quaranta, puntate su The Wolf Man di George Waggner, 1941, con Lon Chaney, Jr., poi virate su Il bacio della pantera di Tourneur con Simone Simon. Sugli zombie avrete già fatto il pieno di "walkers" grazie al fenomeno tv The Walking Dead, ma correte a riscoprire tutti i film politici di Romero,
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Il cult di Craven si gioca tra sogno/realtà con lo scavalcamento di quella barriera. Freddy è un Edward mani di forbice impazzito, pronto a uscire dalle scatole craniche - e dalle pance a tavola da surf - dei giovani borghesi di Elm Street, figli di una generazione di genitori che si è fatta giustizia da sé, ardendo vivo l'assassino pedofilo Freddy dopo che un errore giudiziario l'ha rimesso in libertà. Ma, come accade nel cinema di Craven, le colpe dei padri ricadono presto sui figli, tra torture e lingue bruciacchiate che spuntano dal telefono, crudezza da Mondo Film e immaginario fantasy. Nightmare darà vita ad una fortunata franchise di sequel, escursioni in 3D, film tv (Nightmare Cafe), un super-match contro lo spaventapasseri pop con addosso la maschera da hockey (Jason Voorhees), e parecchio merchandising. A trentun anni dalla sua uscita in sala, Nightmare è l’oggetto a forma d’artiglio più rappresentativo della new-wave horror capitanata da George Romero, Tobe Hooper e John Carpenter, assieme alla motosega di Leatherface e al grosso coltello da cucina di Michael Myers.
Craven, laurea in psicologia e master in filosofia, cresciuto in una famiglia di rigida educazione battista, ha strappato alla cronaca alcune delle sue pellicole più disturbanti e a basso budget, come L’ultima casa a sinistra, immaginato come un rifacimento di La fontana della vergine, di Bergman. L’idea di un’insonnia giovanile collettiva e dell'uomo nero Freddy Krueger (il maniaco ustionato che indossa uno schifoso maglione rosso e verde e porta un cappellaccio in testa) lo ha folgorato leggendo dei ritagli di giornale, secondo cui un'epidemia di insonnia stava decimando la Young Generation anni Ottanta, portandola dritta verso la follia e il suicidio. Ecco perché se Freddy ti uccide nel sonno, muori sul serio. Negli anni Novanta, con Scream, sarà l'ossessione per il cinema horror a generare maniaci. Gli eventi di The Space Cinema e UCI Cinemas sono anche un modo per recuperare il sex symbol Johnny Depp agli esordi: la sua “notte a letto” con Freddy, con la t-shirt che gli lascia scoperto l'ombelico, prima di incidere pupazzi di ghiaccio a forma di angelo nel film di Tim Burton, resta indimenticabile.
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Mentre in Italia Freddy torna al cinema, in questi giorni il box office americano somiglia a un vero e proprio incubo di sangue (finanziario). Lontani, quindi, i favolosi incassi dei Nightmare. Lionsgate, per cominciare, ha investito 70 milioni di dollari per portare sullo schermo il film di Breck Eisner con protagonisti Vin Diesel, Elijah Wood e Rose Leslie: L’ultimo cacciatore di streghe. Eppure l’action-fantasy sta ottenendo poco più di 10 milioni di dollari su tremila cinema. L’insuccesso degli horror negli Usa, Variety lo ha ribattezzato “pre-massacro di Halloween ai multiplex”. Per Vin Diesel è un’abitudine: anche Riddick era precipitato nel 2013. Tra le vittime, quest'anno, Piccoli Brividi 3D, commedia-horror diretta da Rob Letterman e finanziata da Sony, con Jack Black protagonista. E’ l'apice di un "weekend abominevole" (scrive il New York Times) in cui, oltre al flop di The Last Witch Hunter, si conta quello di Paranormal Activity: The Ghost Dimension, distribuito da Paramount. Costato circa 15 milioni di dollari, ne ha recuperati 8.2 ma siamo al 55 per cento in meno dei predecessori della saga. Al cinema, l'unico horror (si fa per dire) che tiene duro, dopo un’apertura da 47.5 milioni di dollari, è l’animazione in 3D di Hotel Transylvania 2, che lo scorso weekend ha fatto un pieno di altri 9 milioni. Resistono le serie tv a tema, come American Horror Story: Hotel e Scream Queens, create da Ryan Murphy. Merito di Lady Gaga e Jamie Lee Curtis, padrone di tutti gli strilli televisivi della stagione, con milioni di spettatori (cinematograficamente pigri) ai loro piedi.
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Tra regine dell'urlo come Gaga e Curtis, Nosferatu, science-fiction e creature mostruose che vi suggeriamo di recuperare per Halloween, ecco qualche dritta da incubo per il ritorno dei morti nelle vostre case. Per gli appassionati di vampiri, meglio partire da Dracula (1931) di Tod Browning, con Béla Lugosi, passando per Le amanti di Dracula di Freddie Francis e con Christopher Lee/Dracula. La sete di sangue non risparmia nemmeno il divo Brad Pitt, nei panni di Louis de Pointe du Lac in Intervista col vampiro (1994) diretto da Neil Jordan e tratto da un romanzo di Anne Rice. Se invece i rasoi di Freddy e i denti aguzzi di Grace Jones in Vamp non sono il vostro forte, e siete a caccia di lupi mannari, restano imprescindibili Un lupo mannaro americano a Londra (John Landis, 1981) e naturalmente il videoclip/film Thriller, con Michael Jackson truccato da licantropo teenager. Per gli amanti della Universal anni Quaranta, puntate su The Wolf Man di George Waggner, 1941, con Lon Chaney, Jr., poi virate su Il bacio della pantera di Tourneur con Simone Simon. Sugli zombie avrete già fatto il pieno di "walkers" grazie al fenomeno tv The Walking Dead, ma correte a riscoprire tutti i film politici di Romero,
Ho camminato con uno zombi di Tourneur, il "gangsteristico" Sugar Hill (puro blaxploitation) di Paul Maslansky, 1974, e il selvaggio Re-Animator di Stuart Gordon, 1985. Non dimenticate le mummie! C'è Christopher Lee nel ruolo di Kharis ne La Mummia di Terence Fisher, 1959. Se siete a corto di filastrocche come "Bimbi e bimbe di ogni età, ecco qualcosa che vi stupirà! Su, venite è propro qui. E' il paese di Halloween! Questo è Halloween!", correte a guardare Nightmare before Christmas , diretto da Henry Selick e scritto da Tim Burton e Michael McDowell. Buoni incubi senza tempo.